• Facchetti <i>jr</i> a Zanetti: “Gli interisti ti amano per la tua fedeltà. Dispiace non averti più in campo, ma il nostro desiderio…”

    Facchetti jr a Zanetti: “Gli interisti ti amano per la tua fedeltà. Dispiace non averti più in campo, ma il nostro desiderio…”

    Da Facchetti a Zanetti, un filo che collega due bandiere nerazzurre, due capitani che hanno incarnato e difeso come nessun altro i valori dell’interismo. Ieri, in occasione della cerimonia per celebrare il 50esimo anniversario della prima Coppa dei Campioni nerazzurra, il figlio del Cipe, Gianfelice Facchetti, ha voluto rendere omaggio a Pupi, trasmettendogli l’affetto di tutto il popolo interista: “La stima nasce dalla tua fedeltà fuori dal tempo. Chissà in quanti ti hanno detto ‘Perché non vai a vincere altrove?’, ma poi sei stato ripagato di quello che avevi seminato. Dispiace non poterti più vedere fare dribbling sul prato, ma è bello che la dirigenza dell’Inter possa puntare anche su di te, in futuro. Come disse Angelo Moratti, due cose sono necessarie più di tutte le altre: ‘Avere cuore e ideali’. Ecco, il nostro desiderio è avere grazie a te una figura che abbia a cuore l’Inter e rispecchi gli ideali dell’Inter, che non passano dalle stelle (chiaro riferimento alle tre stelle dei 30 scudetti che la Juve rivendicava già prima del titolo di quest’anno, ndr), ma dalla semplicità. L’Inter è ‘semplicemente’ l’Inter”.   Fonte: Gazzetta dello Sport

    continue reading »

     
     
  • Moratti: “La Grande Inter ci ha reso fieri di essere nerazzurri. Sono sicuro che Thohir…”

    Moratti: “La Grande Inter ci ha reso fieri di essere nerazzurri. Sono sicuro che Thohir…”

    Sorrisi, ricordi, aneddoti, abbracci. E il pensiero fisso a quella notte di Vienna. Con la formazione imparata a memoria da tutti i tifosi, come se fosse una dolce filastrocca nerazzurra. Da lì è partita la Grande Inter, da lì è partita anche una celebrazione di una squadra che arriva fino ad oggi, 50 anni dopo. È proprio per una grande festa che questo pomeriggio alle ore 18.00, presso il Palazzo della Regione Lombardia, in Piazza Città di Lombardia a Milano, si è tenuta la cerimonia per ricordare la Coppa dei Campioni conquistata da quella squadra nel 1964. Una vera e propria festa con molti dei protagonisti di quella stagione. Nella spettacolare cornice della sala Belvedere, al 39° piano, presenti i calciatori della grande Inter insieme a Massimo Moratti e famiglia, Erick Thohir, Handy Soetedjo, Javier Zanetti, la signora Fiora Gandolfi Herrera, la signora Francesca Picchi, Gianfelice Facchetti e Luigi Prisco. Che hanno ricevuto il saluto del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. “È un onore e un piacere per me ospitare chi ha giocato e chi faceva parte di una squadra che è stata mitica, che è la squadra di cui tutti ricordiamo la formazione”, ha detto il padrone di casa. Prima della premiazione, sono saliti sul palco diversi giocatori. E in un attimo si è ritornati a quella notte in cui Mazzola pensava che Di Stefano fosse alto due metri, in cui Herrera diventava definitivamente ‘mago’, in cui l’Inter diventava Grande. Da qui parte Massimo Moratti: “Questo momento era un atto dovuto soprattutto per mio padre, per ricordare la mia famiglia, per ricordare l’Inter da leggenda che proprio da allora si chiama Grande Inter. Dirlo, non è leggenda, mito. È realtà. Qui ci sono delle persone che ci hanno fatto impazzire di gioia, che ci hanno fatto emozionare, che ci hanno fatto essere fieri di essere dell’Inter. Si è fieri partendo da questi successi eccezionali con persone eccezionali. Così come Zanetti che è qui, anche lui una persona eccezionale. Voglio anche ringraziare il presidente Thohir. Con lui ho avuto il piacere di parlare di questa partita. Gli ho spiegato che tipo di gioia ho provato, ma conosceva già questa storia stupenda e sono sicuro che saprà dare le stesse soddisfazioni”.     Fonte: inter.it      

    continue reading »

     
     
  • VIDEO/ Milito: “Orgoglioso di aver indossato la maglia dell’Inter, mi mancheranno tante cose. Il mio futuro…”

    VIDEO/ Milito: “Orgoglioso di aver indossato la maglia dell’Inter, mi mancheranno tante cose. Il mio futuro…”

    Attraverso i microfoni di Inter Channel, Diego Milito ha voluto salutare il popolo interista per un’ultima volta prima di chiudere ufficialmente la sua avventura con la maglia nerazzurra: “Dire grazie è scontato, ma voglio ringraziare tutta l’Inter e soprattutto i tifosi, che sono rimasti sempre al mio fianco. E’ stata un’esperienza straordinaria in questa grande famiglia. Sono molto emozionato perchè in cinque anni abbiamo vissuto tante cose insieme. Sentimento condiviso con Cuchu, Pupi e Wally? Sì, siamo molto amici ed è stata dura lasciarci, ma la vita va avanti. Sono sicuro che l’Inter farà bene. Indossare questa maglia è stato un orgoglio. Mi mancherà questo gruppo, straordinario anche dal punto di vista umano. I ricordi sono tutti bellissimi. Futuro? Continuerò a giocare, mi sento bene e ho ancora tanta voglia. Devo parlare con la mia famiglia e prendere una decisione”. VIDEO:                            

    continue reading »

     
     
  • Castellazzi: “Dispiace salutare. Mi sento bene, se ci fosse un’occasione interessante…”

    Castellazzi: “Dispiace salutare. Mi sento bene, se ci fosse un’occasione interessante…”

    Un addio all’Inter, o forse solo un arrivederci, perchè le strade potrebbero incrociarsi ancora in nuove vesti. Luca Castellazzi, dopo quattro stagioni e 36 presenze in maglia nerazzurro, traccia un bilancio e saluta tutti i compagni di questa bella avventura durante un’intervista a Inter Channel. E’ arrivata la fine della stagione, il momento dei saluti, quattro anni in nerazzurro. Qual è il primo pensiero che ti viene in mente? “Sono stati quattro anni splendidi, intensi e di conseguenza è un peccato, dispiace salutare. Ma siamo professionisti e fa parte della vita di noi calciatori, di conseguenza rimarranno i ricordi, che sono bei ricordi. Le strade si dividono, ognuno andrà per la propria ma sono contento perchè ho vissuto quattro anni veramente belli in un ambiente eccezionale e questo me lo ricorderò per tutta la vita”. C’è un grazie particolare che ti senti di dire a qualcuno di questi anni di Inter? “Io farei un grazie generale ai compagni, ne ho visti tanti e mi sono trovato benissimo, penso di essere stato apprezzato anche da loro e rispettato da tutti. Poi tutti coloro con i quali abbiamo condiviso la quotidianità del lavoro e quindi i terapisti, i dottori, tutte le persone che lavorano alla “Pinetina”, voi di Inter Channel, angeli custodi dei nostri allenamenti e post allenamenti. Tutti, chi ha vissuto vicino a noi e chi ha dato un proprio contributo affinchè la domenica si cercasse di fare un risultato positivo. Di conseguenza a tutte quelle persone che hanno contribuito in modo loro, a seconda dei ruoli, al bene dell’Inter”. In che cosa ti senti cambiato, maturato o cresciuto? “I primi due anni ho giocato tanto come secondo, sfortunamente per i numerosi infortuni di Julio Cesar nei suoi ultimi due anni qui. L’anno scorso sono stato, invece, più ai margini per un brutto infortunio alla spalla e di conseguenza ho vissuto un’annata un po’ più distaccata: lavoravo in altri orari, sempre con i terapisti e il dottore. Quest’anno invece ho fatto il terzo, un nuovo ruolo, forse non essendo coinvolto al cento per cento nella partita, con la stessa tensione perchè sai che per giocare sarebbe dovuta succedere quasi una catastrofe (ndr, sorride), cercavi di auitare il gruppo in altri modi. Durante la settimana lavorando sempre al massimo come se dovessi giocare, e credo per questo che la mia professionalità mi sarà sempre riconosciuta, e poi la domenica dando una mano a gestire la tensione dei compagni e aiutando chi era protagonista, visto che io non lo ero”. Che cosa ti mancherà maggiormente dell’ambiente Inter? “Sicuramente mi mancherà il contatto umano, perchè penso e spero di aver lasciato un ottimo rapporto con tutti, la quotidianità dei rapporti con le persone sul campo e fuori. Dispiace perchè poi sono le prime cose che ti vengono a mancare, i gesti che adesso noi diamo per scontati. E poi chiaramente San Siro, ci pensavo durante l’ultima partita. Mi va bene perchè sono di Milano e quindi lo rivedrò, ma da dentro, da interista era l’ultima volta e me ne sono reso conto proprio alla fine. Sono quelle cose alle quali non pensi, ma delle quali ti accorgi quando poi ti vengono a mancare”. Allora Luca, in bocca al lupo e buona fortuna per la continuazione della tua carriera. “Ci provo, sono integro fisicamente, ho ancora tanta voglia e la conferma che durante la settimana mi diverto ancora da allenarmi e a stare nel gruppo. Quindi, se ci sarà un’occasione interessante, continuerò a giocare perchè è la mia vita e spero di continuare ancora per molto. Grazie a tutti voi per quello che mi avete dato”.   Fonte: inter.it

    continue reading »

     
     
  • Nostalgia Maicon: “L’Inter del <i>Triplete</i> non esiste più. Senza Moratti sarà dura perchè…”

    Nostalgia Maicon: “L’Inter del Triplete non esiste più. Senza Moratti sarà dura perchè…”

    In un’intervista concessa ai microfoni del Corriere dello Sport, Maicon ha parlato non solo del suo presente alla Roma ma anche del suo glorioso passato in maglia nerazzurra: “Oggi l’Inter del Triplete non esiste più – ha dichiarato con un po’ di nostalgia il terzino brasiliano -. Ma più dei giocatori è un’altra l’assenza che fa la differenza. Quale? Quella del presidente Moratti. Lui non era solo quello che metteva i soldi, lui era l’Inter. La ama, la sua passione ce la trasmetteva, la sentivamo. Senza di lui non c’è Inter e sarà dura costruirne un’altra simile alla nostra. Chi vincerebbe una sfida tra la Juve attuale e quell’Inter? L’Inter, e pure facilmente”. In chiusura, quando gli viene chiesto che impressione gli abbia fatto vedere i suoi ex compagni salutare a fine stagione, il ‘Colosso’ ha spiegato: “Nessuna, nel calcio non esiste gratitudine. Io a uno come Milito che ha segnato gol che ci hanno fatto vincere tutto, avrei fatto un contratto a vita. Voleva fare il cuoco ad Appiano? Ecco il contratto da cuoco”.

    continue reading »

     
     
  • Il saluto del <i>Principe</i> agli interisti: “Siete fantastici, vi porto nel cuore! In questi anni di Inter…”

    Il saluto del Principe agli interisti: “Siete fantastici, vi porto nel cuore! In questi anni di Inter…”

    Dopo la commovente lettera d’addio scritta da Javier Zanetti, anche Diego Milito ha voluto salutare il popolo nerazzurro con un messaggio pubblicato sul suo profilo ufficiale di Facebook. Ecco le parole del Principe: “È giunto il momento di salutarvi…purtroppo la mia vita in nerazzurro è arrivata al capolinea. Ho deciso di provare una nuova avventura professionale, ancora non so cosa mi riserverà il futuro, ma mi sento ancora “vivo” e ho una voglia matta di giocare e tornare ad essere di nuovo protagonista. Voglio ringraziare tutte le persone con le quali, in questi anni di Inter, ho condiviso successi e gioie incredibili: la Società, il Presidente Moratti, tutti i membri dei vari staff e ovviamente tutti i miei compagna di squadra. Ma soprattutto, il ringraziamento più grande, va a voi tifosi, per quello che mi avete dato e trasmesso in queste cinque stagioni…vi porto nel cuore, siete stati fantastici…grazie a tutti voi e forza F.C. Internazionale Milano sempre!”

    continue reading »

     
     
  • L’Inter rende omaggio ai suoi quattro eroi argentini con un video da brividi

    L’Inter rende omaggio ai suoi quattro eroi argentini con un video da brividi

    Dopo aver celebrato l’addio di capitan Zanetti, l’Inter rende omaggio agli altri eroi argentini con tre gallerie fotografiche sul proprio sito ufficiale (“Grazie Samuel, inarrestabile guerriero!“, “Grazie Milito, eroe principesco!“, “Grazie Cambiasso, straordinario condottiero!“) e con un video da pelle d’oca realizzato dalla redazione di Inter Channel. Il modo migliore per ripercorrere le gesta di quattro campioni che resteranno per sempre nel cuore del popolo nerazzurro. VIDEO: Fonte: inter.it

    continue reading »

     
     
  • Samuel: “Giusto lasciare ora, sono stati nove anni indimenticabili. Gli avversari avevano paura e non dimenticherò mai…”

    Samuel: “Giusto lasciare ora, sono stati nove anni indimenticabili. Gli avversari avevano paura e non dimenticherò mai…”

    In un’intervista rilasciata ai microfoni di Andrea Sorrentino per La Repubblica, Walter Samuel ha tracciato un bilancio della sua avventura in maglia nerazzurra. Ecco le parole del “muro” argentino: “Ho trascorso nove indimenticabili anni all’Inter. Col passare del tempo vedevo che negli occhi degli avversari cresceva il rispetto, il timore, perché arrivavamo noi. Che orgoglio. E le vittorie, tutte, di una squadra matta, ogni partita sempre aperta fino all’ultimo: mai stati capaci di chiuderne davvero una. E l’atmosfera di San Siro non me la scorderò finché campo. È stato bello anche finire adesso, nel momento giusto”. Non è un po’ triste, caro “The Wall”, ora che il sipario è calato sull’Inter argentina? “Ma no, solo molta emozione. Prima di Inter-Lazio l’ho sentita. Si è chiusa una parentesi di vita. Da mesi dicevo ai compagni e al mister che volevo lasciare l’Inter in Europa: vado via felice. È anche giusto che il nuovo presidente porti idee nuove, manager e giocatori nuovi: fa bene”. Cosa le mancherà? “La famiglia della Pinetina. E il rito del mate, che per noi argentini è un momento di condivisione: io ho sempre preparato l’infuso, sono il “cebador”, fin da ragazzo è la mia specialità e i compagni mi hanno preso per il loro cameriere… Ma mi piace così. È stata una grande storia di vita ed è durata tanto, forse siamo stati qui troppo, almeno per le abitudini dei calciatori. Lascio una squadra solida in difesa: Rolando, Juan Jesus e Ranocchia sono bravissimi, Vidic anche”. Perché lei è stato un grande difensore? “Ho sempre odiato prendere gol, anche in allenamento. Mai abituato all’idea, non ci riesco. Detesto vedere la palla che entra nella mia porta. Me lo ha insegnato Carlos Bianchi, il mio primo maestro. Poi Marcelo Bielsa, che ci allenava sui movimenti difensivi come nessuno”. Anche per questo cercava di timbrare le caviglie del centravanti dopo tre minuti? “So che ho questa fama, ma giuro che era casuale. Magari negli ultimi tempi, da vecchietto, arrivavo un po’ più tardi e facevo fallo”. La sua migliore partita in carriera? “A Barcellona, semifinale Champions 2010: meglio della finale”. Perché in serie A da tempo non si difende bene? “Anche le piccole vogliono attaccare e si sbilanciano, per i difensori è dura”. Non le pare che ormai tutti guardino la zona e la palla, ma non più l’avversario? “Sì, bisogna fare attenzione. Se guardi la palla perdi di vista il centravanti e addio, è capitato anche a me con Denis e ho sbagliato. In area si marca a uomo e basta. Perché la palla non entra mica in porta da sola”. I migliori del mondo, oggi? “Godin dell’Atletico e Pepe del Real”. Il migliore che ha visto coi suoi occhi? “Paolo Maldini. Impressionante, in tutti i ruoli difensivi. E veloce come un ragazzino anche da anziano. Era proprio bello da veder giocare, Paolo”. Da oggi cosa farà Walter Samuel? “Vorrei giocare un altro anno, anche non in Italia, perché mi sento bene. Poi capire se posso diventare un allenatore, iniziando dai ragazzini. Modulo preferito il 4-2-3-1, con le ali e il gioco rapido. Odio prendere gol, ma mi è sempre piaciuto vederli segnare. Dalla mia squadra, però”.    

    continue reading »

     
     
  • La lettera d’addio di Zanetti: un messaggio ai tifosi di Inter e Argentina, ma non solo…

    La lettera d’addio di Zanetti: un messaggio ai tifosi di Inter e Argentina, ma non solo…

    La lettera scritta dal Capitano Javier Zanetti ai tifosi dell’Inter e dell’Argentina, agli sportivi di ogni squadra e ai tanti campioni con i quali ha condiviso la sua lunga avventura sul campo “Cari tifosi dell’Inter, cari sportivi di ogni Squadra: grazie! Grazie per avere circondato me e la mia famiglia, in un abbraccio di affetto, tifo, stima e amicizia nei giorni delle mie ultime partite in campo. Una bella lezione di sport e di sentimenti! Grazie! Nella mia vita da calciatore ho messo tanto impegno, in allenamento, in campo, nei rapporti con i tifosi, in palestra dopo gli infortuni, nelle attività della Fondazione PUPI, pensando che il calcio non sia solo lo sport più bello e il lavoro più felice, ma che il pallone, si giochi in Mondovisione o tra quattro amici, sia scuola di valori e sentimenti. Così mi ha insegnato mio padre quando lavoravo con lui da operaio. Così mi avete insegnato voi con il vostro affetto! Cari tifosi dell’Inter, sarete sempre nel mio cuore, con i nostri colori, le nostre bandiere, il nostro stile. Spero di servire il club da dirigente come in campo con il numero 4, Capitano in campo e fuori. Nei giorni delle Coppe e nei giorni da dimenticare, siamo sempre stati insieme, da interisti, e sempre resteremo insieme. Cari tifosi dell’Argentina, ho l’onore di avere vestito la maglia albiceleste da Capitano, aspetto con voi la nuova vittoria, sarò tifoso sempre, in prima linea, come da bambino a saltare sul divano di mamma a un gol. Cari amici campioni che mi avete salutato con l’abbraccio che tante volte ci siamo dati in campo, magari dopo una bella sfida, cari tifosi delle altre squadre, la rivalità sportiva rende grandi le vittorie e accettabili le sconfitte. Confrontarsi in campo rende lo sport modello di vita. Dove non conta il singolo ma la squadra e dove gol fatti e gol subiti insegnano sempre una lezione. Grazie dunque. Il Capitano saluta ma non appende le scarpette a nessun chiodo: la Partita Infinita per uno sport di ideali è appena iniziata! Javier Zanetti 4 Ever”   Fonte: inter.it

    continue reading »

     
     
  • Il condottiero Mou congeda i suoi <i>soldati</i>: “Siete grandi uomini, in campo e fuori. La famiglia Inter…”

    Il condottiero Mou congeda i suoi soldati: “Siete grandi uomini, in campo e fuori. La famiglia Inter…”

    Non poteva mancare il saluto di Josè Mourinho. Il condottiero del Triplete ha voluto omaggiare i suoi fedelissimi eroi con un video-messaggio inviato in occasione della festa d’addio organizzata venerdì sera a San Siro: “Saluto voi e il presidente Moratti. Ho fatto parte della famiglia dell’Inter che mi è rimasta nel cuore. Sono contento di aver vissuto quei due anni, di aver vinto e di aver conosciuto grandi uomini come voi. In campo e fuori”. Questa la dedica rivolta a Zanetti, Milito, Samuel e Cambiasso.

    continue reading »