• Stankovic: “Grazie Inter, con te sono entrato nella storia! Quando mi ha chiamato <i>Strama</i>…”

    Stankovic: “Grazie Inter, con te sono entrato nella storia! Quando mi ha chiamato Strama…”

    Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Dejan Stankovic ha commentato l’inizio della sua avventura da vice-allenatore dell’Udinese, tornando anche sul suo addio ai colori nerazzurri. Ecco le parole del Drago: “Ero in vacanza, avevo lasciato a casa il telefono. Lo recupero, c’è una chiamata senza risposta: Stramaccioni. Avevo letto che stava firmando per l’Udinese: ho capito prima di richiamarlo che non mi telefonava per chiedermi di qualche giocatore. E avevo deciso cosa dirgli già prima di richiamarlo”. Beh, magari aveva capito male… “Non avevo capito male: ‘Deki, ho in testa un’idea, vorrei lavorare con te: ci stai?’. Ci stavo, perché in quel preciso istante ho risentito le farfalle dentro lo stomaco: una sensazione che mi mancava da Inter-Chievo, quando ero tornato a giocare una partita vera dopo quasi un anno fuori per colpa del tendine. Gli ho detto solo: ‘Lasciami una sera per parlare con la mia famiglia, ma al novanta per cento è sì’” Da più di un mese è vice allenatore dell’Udinese al cento per cento: perché, Stankovic? “Risposta razionale: perché questa esperienza è un tesoro e posso farla con un tecnico bravo con cui mi capivo al volo anche quando mi allenava e in un club che, vissuto da dentro, è ancora più organizzato di quanto si vede da fuori”. Ok, e la risposta di pancia? “Perché non ne potevo più di stare fermo: mi ero già fermato abbastanza anche quando ero ancora un giocatore, purtroppo. E perché sentivo di dover dare a qualcuno, una volta fuori da un cam- po di calcio, qualcosa dei miei vent’anni di calcio passati dentro un campo”. Sperava di darlo all’Inter? “Io all’Inter dico solo grazie e quando uscirà il calendario la prima data che guarderò sarà quella di Inter-Udinese: è sempre bello tornare a casa e San Siro è stato casa mia. Grazie ai tifosi, agli ex compagni, al presidente, che per me è Moratti perché non ne ho avuto un altro: grazie per aver potuto riempire di sudore quella maglia, entrando nella storia portandola addosso”. Sì, appunto: ma c’è stato un momento in cui si è parlato di farla continuare quella storia, no? “Non mi sentirete mai dire parole che possano scatenare casini: io ero pronto, ma quando c’è un cambio di proprietà serve anche tempo per inquadrare bene la situazione”. E quella storia di Stankovic alto dirigente della federazione serba com’è finita? “In federazione sarei potuto entrare come vice di Mihajlovic, se Sinisa fosse rimasto l’allenatore della nazionale. Da dirigente no: se oggi il nome Dejan Stankovic significa qualcosa è perché me lo sono guadagnato sul campo e non avrei voluto un ruolo che fosse conseguenza solo di quel nome. Volevo usare quel nome con la stessa umiltà che ci ho messo per farmelo. Volevo fare esperienza, ricominciare. E infatti oggi Deki è ripartito da zero, e si prende del tempo: per studiare, per lavorare, per vivere di calcio al cento per cento. A costo di staccarmi per la prima volta nella mia vita da mia moglie e dai miei figli, che per ora restano a Milano”. Si sfoga in partitella? “Ogni tanto mi metto lì davanti alla difesa e tiro qualche urlo. Ho tolto le scarpe solo un anno fa: me le sento ancora addosso le cose che servono quando si gioca, a cominciare dal sangue nelle vene. Soprattutto nei momenti difficili: ecco, una cosa che penso di poter spiegare ai ragazzi è come reagire in certi casi”. Sente che ormai sarà questa la sua carriera? “Sì: se faccio una cosa, la prendo di petto e non mollo un centimetro. Anche se è una cosa completamente diversa da quella di prima e per ora mi basterebbe fare un decimo di quello che ho fatto da giocatore. Ogni tanto mi rendo conto di quanto sono inesperto, ma non mi butto giù: alzo la mano, e chiedo”. Quello che ha fatto Vidic con lei, prima di firmare e dopo aver firmato con l’Inter. “Mi ha chiesto mille cose: dell’Italia, del calcio italiano, dell’Inter, della Pinetina, dei compagni. Tutto, ha voluto sapere tutto. Del giocatore cosa potrei dire di nuovo? Per due anni è stato il miglior difensore del mondo, tuttora è fra i migliori: non c’è molto da aggiungere. Quello che scoprirete è l’uomo che ho conosciuto in dieci anni di Nazionale insieme: una persona seria, un grande professionista, un leader”. E lei cosa gli ha detto? “Nema, in Italia c’è grande attenzione all’organizzazione, alla tattica. Per anni hai affrontato attaccanti fortissimi uno contro uno, con auto- strade dietro di te: qui giocherai con la sigaretta in bocca”. Anche se non è abituato a giocare con la difesa a tre? “Imparerà in fretta perché è intelligente ed esperto, sa leggere il gioco in anticipo e prende posizione prima dell’attaccante”. Una cosa in cui siete simili? “Lui è molto più freddo di me, ma direi il coraggio. Ha presente Braveheart? Ecco, non sa quante volte gli ho detto ‘Nema, pensa alla salute’, quante volte si è spaccato il naso o aperto la fronte perché si butta sempre e comunque, senza pensarci”. Un capitano di fatto? “Il capitano sarà Johnny (Stankovic ha sempre chiamato Ranocchia così, perché è magro come Johnny Stecchino) ed è giusto così: l’altro giorno l’ho sentito e gliel’ho detto. Però Vidic gli potrà dare una bella mano: anche a tenere bene quella fascia sul braccio”. Handanovic, Vidic, Kovacic, forse Kuzmanovic, magari Jovetic: sarà una buona… Interic? “Sono tutti grandi giocatori, me lo auguro per l’Inter: non contro l’Udinese, ovviamente”. Ma se dall’Udinese dovesse arrivare anche Pereyra… “Io di mercato non mi occupo: però oggi l’ho visto in campo, si allena ancora con noi…”.            http://www.europosud.ua/ nl.ua

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  • Stankovic: “All’Udinese organizzazione top. Io e Strama siamo motivati e vogliamo…”

    Stankovic: “All’Udinese organizzazione top. Io e Strama siamo motivati e vogliamo…”

    Sbarcato a Udine per cominciare ufficialmente la sua avventura da vice di Andrea Stramaccioni sulla panchina dell’Udinese, Dejan Stankovic ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del canale tematico del club friulano: “Sono molto orgoglioso di essere qui e di cominciare questa nuova avventura. Per prima cosa voglio ringraziare la società che mi da’ l’opportunità di imparare, di crescere e trasmettere la mia voglia, la grinta e anche l’esperienza che mi porto dal campo ad una squadra abbastanza giovane che vuole dimostrare il suo valore. Ringrazio poi mister Stramaccioni per la fiducia. Il nostro rapporto all’Inter già dal primo giorno è stato fortissimo, ci siamo capiti subito. Mi sono piaciute le sue idee e il suo calcio e spero di dargli una grossa mano”. Nei primi giorni di contatto con il mondo Udinese quali impressioni ne hai ricavato? “Avevo sentito parlare dell’Udinese come società molto organizzata ma non mi aspettavo quello che ho potuto constatare quando sono arrivato. Ho trovato una società che viaggia sui binari giusti, con organizzazione al top e accento posto sui minimi particolari. Io e il mister cercheremo di proseguire su questi binari cercando di trasmettere la nostra esperienza. Siamo motivati e intendiamo partire con il piede giusto già dall’inizio”. Insieme a Stramaccioni, raccogliete un’eredità importante lasciata da Francesco Guidolin, che da allenatore ha fatto molto bene, senti il peso di questa responsabilità? “Mi fa piacere, sono abituato a vivere e lavorare con grande responsabilità. Questo mi dà carica. A mister Guidolin voglio rivolgere un ringraziamento perché ha fatto molto bene e ha scritto la storia di questo club”. Avete già un’idea dei giocatori che comporranno la rosa? “Queste decisioni competono ai dirigenti. Finora abbiamo avuto incontri per visionare le strutture, per discutere di come organizzare gli spostamenti e altri dettagli operativi”. Sta nascendo il Nuovo Stadio Friuli, sarà uno stimolo importante per la squadra la prospettiva di giocare nell’impianto moderno… “Ho visto il plastico, è bellissimo. Sarà un gioiello e sarà davvero un piacere giocare davanti a 25mila spettatori tutti vicini al campo”.       Fonte: Udinese.it

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  • Stankovic: “Orgoglioso della nuova avventura a Udine. Ringrazio <i>Strama</i>, il nostro rapporto all’Inter…”

    Stankovic: “Orgoglioso della nuova avventura a Udine. Ringrazio Strama, il nostro rapporto all’Inter…”

    Sistemati gli ultimi dettagli burocratici, Dejan Stankovic può finalmente rilasciare a Udinese Channel le prime dichiarazioni da allenatore in seconda dell’Udinese. L’ex calciatore dell’Inter sarà il più stretto collaboratore di Andrea Stramaccioni, nuovo tecnico bianconero: “Sono molto orgoglioso di essere qui e di cominciare questa nuova avventura – ha dichiarato ‘Deki’ -. Per prima cosa voglio ringraziare la società che mi da’ l’opportunità di imparare e crescere e di trasmettere la mia voglia, la grinta e anche l’esperienza che mi porto dal campo ad una squadra abbastanza giovane con grande voglia di mostrare il suo valore. Ringrazio poi mister Stramaccioni per la fiducia. Il nostro rapporto all’Inter già dal primo giorno è stato fortissimo, ci siamo capiti subito. Le sue idee e il suo calcio mi sono piaciuti tanto e spero di dargli una grossa mano”.

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  • UFFICIALE: Stramaccioni è il nuovo allenatore dell’Udinese. E il suo vice sarà un ex nerazzurro

    UFFICIALE: Stramaccioni è il nuovo allenatore dell’Udinese. E il suo vice sarà un ex nerazzurro

    Adesso è ufficiale: Andrea Stramaccioni ricomincia da Udine. Il tecnico romano ha firmato oggi un contratto biennale con il club friulano e sarà presentato alla stampa venerdì 6 giugno alle ore 15 presso la sala conferenze dello stadio “Friuli”. “Il primo impatto con lui è stato subito molto positivo – ha spiegato il ds bianconero Cristiano Giaretta -. E’ scattata la scintilla per la sua voglia di allenare l’Udinese. Ha voglia di mettersi in campo e ritornare ad allenare. Non è stata difficile la trattativa perché abbiamo trovato subito l’intesa. Solo il suo agente ha dovuto lavorare di più per rescindere dall’Inter. Noi siamo molto contenti della nostra scelta e non vediamo l’ora di vederlo all’opera dal primo luglio. E’ un tattico maniacale e lo ha fatto vedere nell’esperienza all’Inter. Ci piace il fatto che non abbia un modulo fisso. E’ un allenatore che sa, che conosce, che ha tanta voglia di fare e anche questo ci ha colpito di lui. Adesso ci incontreremo ancora, ma non vediamo l’ora di iniziare il lavoro insieme”. La sorpresa arriva dallo staff che seguirà Stramaccioni nella sua nuova avventura: il vice del tecnico romano, infatti, sarà Dejan Stankovic, alla sua prima avventura extra campo.

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  • Pozzo colpito dal “progetto” Strama: l’accordo con l’Udinese è a un passo

    Pozzo colpito dal “progetto” Strama: l’accordo con l’Udinese è a un passo

    Andrea Stramaccioni è pronto a tornare in panchina. Stando agli ultimi sviluppi è ormai quasi certo che il tecnico toscano ritroverà la serie A esatta­mente là dove l’aveva lasciata: maggio 2013, Inter-­Udinese 2-­5. Un anno dopo, deve solo cambiare panchina: ieri matti­na – rivela La Gazzetta dello Sport – ha avuto un lungo incontro (circa quattro ore) con Gino Pozzo, e la chiacchierata è risul­tata assai positiva. Il figlio del proprietario della squadra friu­lana è rimasto ben impressiona­to dalle idee, dall’entusiasmo e anche dalla convinzione mani­festati dall’ex allenatore dell’In­ter dinanzi alla prospettiva di ricominciare a lavorare con un progetto impostato su giovani da lanciare e valorizzare. L’Udinese ha re­gistrato con piacere questa di­sponibilità che si estende pure a eventuali modifiche tattiche rispetto al sistema-­Guidolin che era basato inizialmente so­ lo sul 3­-5-­1-­1. Discorsi da ap­profondire prima della firma, chiaro. Il sì sembra comunque a un passo, le parti si ritroveranno una volta risolta la que­stione contrattuale. Strama, le­gato all’Inter fino al giugno 2015 aveva già avviato per con­to proprio i contatti per lo scio­glimento consensuale del vincolo. Si tratta sulla liquidazio­ne-­buonuscita, in ballo c’è un po’ più di un milione netto (quindi poco più di 2 lordi), cioè l’ultimo anno di contratto. Di solito ci si va reciprocamen­te incontro, visto che lo stipen­dio dell’Udinese non può rag­giungere nemmeno la metà di quello accordato dall’Inter di Moratti. Andrea Stramaccioni ci rimetterà di sicuro sul piano economico. Ma alla sua età è una rinuncia indispensabileper riavviare in un club serio e competitivo una carriera trau­maticamente interrottasi con l’esonero al termine di una stagione cominciata benissi­mo (vittorie nel derby e sul campo della Juventus, dieci di fila in trasferta), e conclusasi malissimo col record negativo di 16 sconfitte e un deprimen­te nono posto, peggior risulta­to dell’era Moratti. Dati che in­ dussero il petroliere a chiude­re anzitempo il programma triennale impostato sulla pro­mozione in prima squadra dell’allenatore della Primave­ra capace di vincere la NextGen Series dopo averne presi sette dal Tottenham… Era parsa una mossa azzarda­ta, e invece Moratti questo Stramaccioni se l’era andato a studiare piazzandosi dietro la panchina per ascoltare cosa diceva ai suoi ragazzi. Strama era approdato all’Inter per so­stituire Fulvio Pea, su iniziativa del responsabile del settore giovanile, Roberto Samaden, suo compagno al Supercorso di Coverciano per il patentino di seconda categoria. Nell’am­biente del calcio giovanile non erano di certo sfuggiti i succes­si ottenuti a Roma da questo bel giovanottone di buona fa­miglia (madre professoressa di latino, padre architetto), ex di­fensore, costretto da un rovino­so infortunio al ginocchio a chiudere a soli 18 anni col cal­cio giocato nonostante Ulivieri lo avesse già adocchiato nel Bologna. Fu il procura­tore Dario Canovi a suggerire a quel ragazzo moralmente di­strutto dalla sentenza dei medici («Non puoi più giocare») di pensare alla panchina come alterna­tiva alla sua passione così bru­talmente negata. E il nostro An­drea, dopo aver superato i giorni della disperazione, si gettò ani­ma e corpo nella nuova attività. Chi lo ha visto al lavoro è rima­sto colpito dalla maniacale cura dei dettagli; da come informava i suoi Allievi circa le caratteristi­che degli avversari; dalla mania di ottenere le misure dei cam­petti su cui avrebbe giocato per poter occupare al centimetro le varie posizioni. Persino la tesi di laurea (diritto Commerciale) ha avuto per oggetto le società sportive. La sua insomma è pro­prio una passione grande. E Udi­ne è la casa ideale dove ripren­dere questa love story.   Fonte: La Gazzetta dello Sport

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  • Strama ricomincia da Udine? Pozzo vuole puntare sulla voglia di riscatto del tecnico romano

    Strama ricomincia da Udine? Pozzo vuole puntare sulla voglia di riscatto del tecnico romano

    Un’occasione per dimostrare di meritarsi il palcoscenico della Serie A, un’opportunità da cogliere al volo per rimettersi in carreggiata e far ricredere gli scettici. Andrea Stramaccioni è pronto a tornare, dopo la sfortunata esperienza sulla panchina nerazzurra e la delusione generata da un esonero amaro e, per certi versi, inaspettato. Il suo nuovo punto di partenza potrebbe essere Udine, la piazza ideale per crescere e acquisire esperienza, lontano dalle pressioni di un ambiente estremamente esigente come quello milanese. L’addio di Guidolin, entrato nei quadri dirigenziali della società friulana, ha lasciato un posto vacante sulla panchina dei bianconeri e, in seguito all’interruzione della trattativa con Del Neri, il romano è balzato in testa alle preferenze del club del presidente Franco Soldati. Le parti sono, dunque, molto vicine e l’ex Inter sembra aver superato definitivamente anche la concorrenza di Rolando Maran. Ultimo nodo da sciogliere, prima di poter finalmente intraprendere una nuova avventura, è la risoluzione del contratto che lega il giovane tecnico alla società di Corso Vittorio Emanuele fino al 30 giugno 2015. La stretta di mano, però, non dovrebbe tardare, permettendo così a Thohir di cancellare dal libro paga Stramaccioni e, a quest’ultimo, di passare finalmente al capitolo successivo della sua carriera. Quella di Udine rappresenta una seconda chance per l’allenatore classe ’76, le cui idee sembrano sposarsi alla perfezione con quelle del club friulano, che da anni porta avanti un ambizioso progetto di valorizzazione dei giovani. Le vittorie con la Primavera nerazzurra e il debutto di tanti esordienti in prima squadra, durante la sua permanenza sulla panchina dell’Inter, ne sono una palese dimostrazione. Un’esperienza incominciata sotto i migliori auspici e conclusasi negativamente con un nono posto finale e l’esclusione dall’Europa. Risultati, questi, non riconducibili in toto alla gestione del tecnico romano, ma ad una serie di fattori concomitanti, come evidenziato anche dall’andamento altalenante della compagine guidata, durante quest’ultimo campionato, da Walter Mazzarri. Ai sei punti in più collezionati dal tecnico toscano, infatti,  fanno da contraltare il mancato accesso ai quarti di finale di Coppa Italia (con Stramaccioni i nerazzurri si fermarono in semifinale ndr) e la mancanza di impegni continentali, che costrinsero il giovane allenatore ad anticipare la preparazione in vista dei preliminari di Europa League. Per non parlare della mole di infortuni che si abbatté sull’Inter sin dall’inizio del 2013, riducendo all’osso la rosa a disposizione. Ora è tempo di voltare pagina. La società friulana annuncerà a breve l’erede di Guidolin e, alla maggiore esperienza di Maran, dovrebbe essere preferita proprio la voglia di rivalsa di Stramaccioni.  

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  • Schelotto: “Non era tutta colpa di Strama. Mazzarri? In estate ha fatto scelte diverse, ma…”

    Schelotto: “Non era tutta colpa di Strama. Mazzarri? In estate ha fatto scelte diverse, ma…”

    Tra gli ospiti della puntata di ieri di Tiki Taka, c’era anche Ezequiel Schelotto. L’esterno italoargentino, che a Parma sta ritrovando lo smalto dei tempi migliori, è tornato a parlare dei sei mesi trascorsi all’Inter nell’ultima stagione: “Eravamo partiti bene, poi siamo calati alla fine. Ma le colpe non era tutte di Stramaccioni, anche perchè eravamo noi a scendere in campo. Arrivare all’Inter è stato un sogno, così come segnare nel derby davanti a tutta la mia famiglia. E’ un gol che mi resterà per sempre nel cuore. Poi in estate Mazzarri ha fatto le sue scelte, ma io non l’ho presa male. Ho accettato la sua decisione di non puntare su di me e sono andato per la mia strada”. “Sfida con i nerazzurri per andare in Europa League? Donadoni vuole che restiamo con i piedi per terra, quindi non facciamo confronti con gli altri. Noi continuiamo il nostro percorso, mancano sei partite e se dovessimo raggiungere l’Europa sarei pronto anche a tagliarmi i capelli”.

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  • Con Mazzarri meno infortuni: ecco il segreto! Quanti milioni risparmiati…

    Con Mazzarri meno infortuni: ecco il segreto! Quanti milioni risparmiati…

    Come riporta l’edizione odierna di Tuttosport, la differenza più visibile tra la gestione Stramaccioni e quella “mazzarriana” risiede negli infortuni. L’anno scorso infatti, calcolando i giorni trascorsi in infermeria dai vari giocatori ed i loro stipendi, sono stati gettati alle ortiche ben 24 milioni di euro. Quest’anno invece gli emolumenti corrisposti a giocatori inutilizzabili sono stati circa un quinto, vale a dire poco più di cinque milioni, con un risparmio da record: 19 milioni di euro! Il segreto è uno soltanto: la prevenzione. Mazzarri ha da sempre uno staff all’avanguardia che lo segue in ogni sua esperienza ed i risultati sono stati sempre brillanti. Gestire le problematiche senza la fretta di mandare un calciatore in campo ha portato i frutti sperati.  Thohir ringrazia…

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  • Respinte le avances del Borussia per Kovacic, ma la gestione del numero 10 croato lascia perplessi

    Respinte le avances del Borussia per Kovacic, ma la gestione del numero 10 croato lascia perplessi

    Mazzarri non ha mai puntato con decisione su di lui, eppure le grandi d’Europa farebbero carte false per averlo. Mentre il tecnico di San Vincenzo si arrocca dietro al mito del “è giovane e deve crescere”, il Borussia Dortmund bussa alla porta dell’Inter e chiede di poter avere Mateo Kovacic. Potrebbe sembrare un paradosso, ma non lo è. Se la storia del numero 10 croato era iniziata in modo meraviglioso, ora rischia di diventare l’ennesima cronaca di un talento sprecato. Tutto ha inizio un anno fa, quando i nerazzurri bussano alla porta della Dinamo Zagabria e portano a casa un gioiellino croato semi-sconosciuto, soffiandolo alla concorrenza di diverse big del Vecchio Continente. Kovacic arriva alla Pinetina con l’aria smarrita di chi deve conoscere un nuovo mondo, ma in campo, mentre la nave guidata da Stramaccioni sta naufragando, sembra l’unico in grado di poter reggere il timone. Il percorso di crescita sembra inarrestabile: “nel giro di qualche anno diventerà un top player”, inizia a sussurrare timidamente qualcuno. In estate, però, c’è il brusco rallentamento. In panchina arriva Walter Mazzarri, un integralista del 3-5-2, decisamente poco propenso ad adattare il suo credo tattico alle risorse a disposizione. Appena mette piede nell’universo Inter, l’ex allenatore del Napoli ripete sempre lo stesso ritornello sul centrocampista croato: “E’ giovane, deve crescere e disciplinarsi tatticamente“. Un infortunio complica la sua preparazione estiva, mentre la squadra corre e si allena sotto la guida del nuovo tecnico; un imprevisto che lo terrà fuori dai primi impegni ufficiali della stagione. Ad oggi, dopo sei mesi di gestione Mazzarri, Mateo Kovacic deve ancora trovare una collocazione adeguata in campo. Da trequartista non rende al meglio, in mezzo al campo, invece, non svolge meticolosamente quei compiti difensivi imprescindibili per l’allenatore toscano. Il Borussia Dortmund ha avanzato una proposta per portarlo in Germania, ma l’Inter ha risposto picche. In questo momento, una cessione dell’ex Dinamo Zagabria risulta impossibile – anche perchè il giocatore non ha fatto pressioni per essere ceduto -, ma a fine stagione non è detto che le cose non possano cambiare. Se Mateo continuerà a non trovare lo spazio che merita, potrebbe non essere più così convinto di sposare il progetto nerazzurro. Sarà l’ennesimo giovane talento sciupato? La speranza dei tifosi è che, almeno stavolta, possa essere scritto un finale diverso.

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  • Statistiche – Strama-Mazzarri, 4 punti in meno ed un terzo posto sempre più lontano

    Statistiche – Strama-Mazzarri, 4 punti in meno ed un terzo posto sempre più lontano

    Come detto già in passato da Walter Mazzarri, fare paragoni con il passato è difficile. I motivi sono tre: l’ex tecnico azzurro ha ereditato una squadra che da febbraio in poi ha fatto 0.86 punti a partita, il mercato estivo non è stato dei migliori ed i diversi infortuni (rispetto allo scorso girone d’andata) hanno penalizzato il complessivo rendimento della squadra. Tuttavia, numeri alla mano, questa Inter ha ben 4 punti in meno rispetto allo stesso periodo della scorsa stagione. Punti che pesano nella corsa al terzo posto, obiettivo sempre più lontano e difficile da raggiungere. Anche le vittorie sono diminuite, passando da 11 a 8. Numeri che preoccupano, con la speranza che il girone di ritorno possa essere completamente diverso… Fonte: Corriere dello Sport

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