Cristian Chivu torna in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Parma al Meazza e chiarisce la gestione di Hakan Calhanoglu durante la sosta per le nazionali. L’allenatore nerazzurro respinge le voci provenienti dalla Turchia, spiegando che il centrocampista non ha assistito a Italia-Turchia per scelta tattica e non per una frattura.
Calhanoglu e la gestione della sosta: le precisazioni di Chivu
Calhanoglu ha ripreso gli allenamenti regolarmente da lunedì, integrato nel programma della squadra senza vincoli. Chivu sottolinea:
“Sono arrivate voci dalla Turchia e vorrei fare chiarezza sul fatto che non sia andato a vedere i compagni lunedì: il problema sono stato io, ho fatto allenamento al pomeriggio tardi e ci tenevo che fosse dentro“. L’allenatore ha preferito preservare il centrocampista nel gruppo piuttosto che concedergli una giornata di riposo, mantenendo la continuità tattica durante la pausa internazionale.
Chivu ribadisce l’importanza di Calhanoglu nell’equilibrio difensivo dell’Inter, ma apre a soluzioni alternative nel ruolo: “Siamo molto curiosi anche di vedere Stankovic in quel ruolo o Sucic, Mkhitaryan e Barella“.
Spence pronto, Stankovic aspetta l’occasione
Spence sarà convocato per la sfida contro il Parma. Il terzino sinistro si allena da lunedì nel programma regolare della squadra dopo due mesi di assenza dai campi, concludendo la riabilitazione post-mondiale. Chivu elogia il suo atteggiamento: “Ha fatto cinque allenamenti bene, è assente da due mesi dai campi. Sarà convocato, ci fa piacere vedere il suo sorriso, il suo lavoro e le sue qualità”.
Diversa la situazione di Aleksandar Stankovic. Il centrocampista ha finora giocato soltanto due spezzoni, ma Chivu riconosce il suo valore e la maturità tattica raggiunta. L’allenatore ammette: “Poteva giocare di più, l’ho detto anche un altro giorno, magari la colpa è mia perché ho un rapporto con lui che mi lega da molti anni”. Chivu confida nella capacità del giocatore di dimostrare il proprio valore a questo livello, considerandolo “un giocatore da Inter“.
Turnover e scelte tattiche: no ai preconcetti
Sulla gestione del minutaggio dopo la pausa internazionale, Chivu rifiuta schemi rigidi. Non esclude un possibile turnover, ma sottolinea che i giocatori internazionali tornano da quattro partite in tre giorni e preferiscono continuare a giocare. Quanto al modulo, l’allenatore respinge le speculazioni su una difesa a quattro: “Per me la cosa più importante sono i principi di gioco, il modo e non il modulo”. La squadra è costruita per un determinato tipo di gioco, caratterizzato da mobilità e soluzioni diverse, non da formazioni fisse.
Su Provedel e il ruolo di portiere, Chivu rimanda le decisioni: “Non lo so, vedremo domani alle 18 le scelte che farò”. L’Inter affronta il Parma, retrocesso di recente e ora guidato da Alberto Gilardino dopo l’esonero di Cuesta, consapevole che nulla è scontato e che la maturità della squadra passa dal non sottovalutare alcun avversario.
