Cristian Chivu si prepara al ritorno in campo dopo tre settimane di sosta internazionale. L’allenatore dell’Inter ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida col Parma, affrontando le scelte di formazione e la gestione dei minutaggi.
La gestione dei nazionali e l’equilibrio tattico
Il tecnico ha sottolineato l’importanza di monitorare i carichi di lavoro: “Non possiamo non guardare i minutaggi fatti in nazionale e metterli a rischio fisicamente, ma abbiamo giocatori abituati a giocare ogni tre giorni: bisogna capire momento, avversario ed equilibrio di squadra”. La lunga attesa ha pesato anche su Chivu, che solo oggi ha avuto l’intera rosa a disposizione. “L’attesa è stata lunga, ma finalmente si ricomincia”, ha dichiarato.
Provedel e Spence: le novità in difesa
Sulla scelta tra i pali, Chivu ha mantenuto il massimo riserbo: “Provedel titolare? Lo vedrete domani“.
Più esplicito sul difensore: “Spence si allena con noi, senza vincoli, da una settimana, però non possiamo dimenticare che da due mesi è assente dai campi: è a disposizione, sarà convocato e, soprattutto, ci fa piacere vedere il suo sorriso”.
La difesa di Calha e il ruolo di Stankovic
Chivu ha chiarito le scelte su alcuni giocatori, a partire dal turco attaccato dai media in patria. “In Turchia lo hanno attaccato perché non è andato a vedere a Bologna i suoi compagni di nazionale, ma ho deciso io: ho messo l’allenamento il pomeriggio, era il suo primo in gruppo e ci tenevo che ci fosse, per questo non gli ho dato il giorno libero”.
Su Stankovic, che finora ha avuto poco spazio: “Tutti sappiamo quanto è importante in quel ruolo Hakan, ma siamo curiosi anche di vedere Ale che poteva giocare di più: l’ho tenuto in braccio da bambino, l’ho allenato da adolescente ed è consapevole anche lui che è in una squadra evoluta e con tanta ambizione”.
Diouf e la duttilità tattica
Chivu ha commentato anche l’esperimento della nazionale francese con Diouf da terzino: “L’ho visto da terzino, mi è anche piaciuto, era un po’ timoroso, ma era un ruolo completamente nuovo. A me fa piacere quando un giocatore capisce che non si deve legare a un ruolo fisso e quanto la duttilità sia importante: lo dico, io con Mou ho fatto anche l’esterno alto. Per me Andy ora è contento e spero che dal punto di vista mentale accetterà che più cose si sanno fare meglio è”.
Sulla sfida con il Parma, Chivu ha respinto ogni sottovalutazione: “Non sottovaluteremo nessuno, tanto meno il Parma”. Quanto alle pressioni da favoriti, il tecnico ha ridimensionato il dibattito: “Ma perché si parla sempre di anti-Inter? Perché non parliamo di anti-Roma? O anti-Como? Noi sappiamo chi siamo, non serve che gli altri ci ricordino che abbiamo la medaglia al collo. Noi sappiamo solo lottare, ma è troppo presto per parlare di certe cose, di chi è l’anti di chi. Siamo solo ad ottobre”.
