• La caduta degli alibi

    La caduta degli alibi

    Se pensavate non esistesse condanna peggiore di vedere l’Inter raccogliere la miseria di 11 punti nelle 8 gare interne giocate contro Chievo (16°), Catania (20°), Sassuolo (19°), Cagliari (15°), Torino (10°), Atalanta (8^), Udinese (14^) e Bologna (17°), vi sbagliavate di grosso. Da inizio 2014 a oggi, oltre ad assistere a prestazioni decisamente non all’altezza da parte della propria squadra, il popolo nerazzurro ha dovuto sopportare anche i confusionari monologhi post partita di Walter Mazzarri, preoccupato di trovare ogni volta l’alibi perfetto per giustificare i propri passi falsi e proteggersi dagli attacchi della critica. Il 2-2 contro il Bologna, però, è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso: sentir parlare di “episodi” anche quando un avversario in piena crisi ritrova il gol su azione dopo 786 minuti di digiuno e, addirittura, si ripete nell’arco della stessa partita, centrando un’impresa che non riusciva da due mesi (9 febbraio 2014, Torino-Bologna 1-2), rasenta il paradosso. A maggior ragione se si ripensa al miracolo di Handanovic su Acquafresca, che ha evitato la beffa del 3-2 allo scadere, o se si analizzano le statistiche del match, con gli uomini di Ballardini che sono andati al tiro con maggiore frequenza rispetto ai nerazzurri. Questa volta non esistono scuse in grado di sorreggere il castello di carte eretto dal tecnico di San Vincenzo: impossibile giustificare l’integralismo tattico che costringe l’Inter a tenere in campo tre difensori centrali anche quando gli avversari schierano una sola punta (nello specifico, il “temutissimo” Cristaldo); impossibile continuare ad aggrapparsi agli errori individuali – come se l’Inter affrontasse ogni weekend corazzate infallibili – o all’inesperienza del giovane di turno – viste le prestazioni offerte da Icardi e Kovacic (quest’ultimo tenuto ancora una volta, inspiegabilmente, in panchina); impossibile persino prendersela con l’arbitro (Mazzoleni, ndr), abbastanza coraggioso da fischiare un rigore a favore dell’Inter, interrompendo un’astinenza lunga 33 giornate. Mazzarri, però, continua a ripetere che “è difficile trovare giustificazioni razionali per i risultati ottenuti nell’ultimo periodo”. In realtà le giustificazioni logiche ci sono eccome, perchè sarà anche vero che l’allenatore non può sempre prevenire le amnesie dei singoli, ma lo stesso ragionamento vale anche per gli avversari e pensare che sia solo la sfortuna a determinare i fallimenti della squadra è limitante per un tecnico che si considera il migliore del campionato. I soli sette gol segnati nelle ultime otto partite casalinghe, le difficoltà nel creare gioco anche contro avversari modesti e l’ostinazione nel proporre un modulo che ostacola la valorizzazione dei giovani talenti presenti in rosa (Kovacic su tutti) sono motivazioni più che sufficienti per credere che questa Inter avrebbe potuto e dovuto raccogliere di più. Indipendentemente dal fato. Alessandro Suardelli (Twitter: @AleSuardelli)  

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  • Thohir: “Abbiamo rischiato la sconfitta, ci ha salvato Handanovic. Non sono passato dagli spogliatoi perchè…”

    Thohir: “Abbiamo rischiato la sconfitta, ci ha salvato Handanovic. Non sono passato dagli spogliatoi perchè…”

    Dopo il deludente pareggio rimediato contro il Bologna, Erick Thohir ha rilasciato un breve commento ai microfoni di Sky: “Handanovic ha salvato il pareggio, abbiamo rischiato di perdere. Icardi ci ha dimostrato quanto può essere pericoloso. Non sono passato negli spogliatoi per lasciare del tempo a giocatori e allenatore”.

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  • Al museo delle cere

    Al museo delle cere

    Tutto fermo, nulla si muove. Né in campo, né in classifica. Succede tutto in due giorni in Toscana: la Fiorentina inciampa in casa contro la Sampdoria, l’Inter non è in grado di approfittarne in quel di Livorno. Sembra fatta quando, dopo trentasette minuti di nulla, i nerazzurri trovano l’uno-due con Hernanes e Palacio che normalmente stroncherebbe le velleità di una squadra con un piede in serie B. Invece no. Guidati dai gol di Paulinho ed Emeghara (pausa scenica) e dalle ottime prestazione degli “scarti” nerazzurri Benassi e Duncan (nuova pausa scenica) i labronici trovano un punto dal nulla. Tutto fermo. Ferma la difesa nerazzurra sul gol di Paulinho, ferma la manovra che si interrompe ancor prima di partire, fermo Mazzarri con le sue idee tattiche retrograde che lo portano ad insistere con questo insensato schieramento da esercito di terracotta. A complicare la faccenda un centrocampo di mummie con il povero Hernanes affiancato da un Alvarez in netto calo rispetto alla versione scintillante di inizio anno e un Kuzmanovic recuperato dal museo delle cere. Kovacic, inutile dirlo, a marcire in panchina. Del resto c’è il decisivo assistman Guarin da mandare in campo. Al posto di quello che fino a quel momento era stato il migliore della serata, ovviamente. Idiozie tattiche di cui Mazzarri continua a non dar conto, preferendo parlare di episodi sfortunati per giustificare il punto in meno rispetto alla squadra (quella sì iellata) che di questi tempi lo scorso anno schierava già Rocchi titolare. Riuscirà con ogni probabilità a superare il rendimento di Stramaccioni avendo a disposizione effettivi decisamente più validi di Pasa, Schelotto e Rocchi. Ma questa rimane una stagione molto più fallimentare di quanto lo sia stata la scorsa. Non gli avrete creduto quando in conferenza ci ha promesso un’Inter anarchica? Per andare fuori dagli schemi bisogna almeno averne uno. Giovanni Cassese (Twitter: @vannicassese)

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  • Una mezz’ora non fa primavera

    Una mezz’ora non fa primavera

    Le sciabolate di Hernanes, il sinistro a botta sicura di Cambiasso, il colpo di testa di Samuel e i miracoli di Scuffet probabilmente sono le immagini che ci ricorderanno di Inter-Udinese, uno 0-0 infrasettimanale che frena le già fin troppo illusorie velleità nerazzurre di ripresa In molti ricorderanno solo quelle azioni, ma vi possiamo garantire che in precedenza ci sono stati altri sessanta minuti di gioco. Se non ne trovate traccia tra gli highlights non è colpa della vostra distrazione, la spiegazione è molto più semplice: non è successo nulla. Non che non ce lo si aspettasse fin dal momento della lettura delle formazioni ufficiali: da una parte il solito 9-1 guidoliniano, dall’altra il valoroso Mazzarri risponde con un coraggioso 5-3-2 (chiamiamolo col suo vero nome) in cui tre stopper e due terzini bloccati sono chiamati a prendersi cura del non irresistibile Muriel, mentre Pereyra fa il bello ed il cattivo tempo a centrocampo. Appellarsi alle occasioni avute nei minuti finali è esercizio di mera retorica. Una squadra come l’Inter non può permettersi di scendere in campo senza colpo ferire, né la minima intenzione di provare a farlo. Non si può sistematicamente attuare la strategia del non-gioco, che paradossalmente (ma non troppo) può pagare solo contro squadre d’alto bordo. Questa è una mentalità da provinciale che cozza tanto col passato pazzo ma vincente di questa squadra quanto coi progetti futuri di ringiovanimento e vivacità. Dove sono le trame di gioco, le alchimie tattiche, i meccanismi rodati in nome dei quali il prode Mazzarri si è ostinato a tenere fuori giocatori meritevoli di spazio tanto ad inizio anno quanto a metà campionato? E’ un’annata in cui ci aspettavamo di tornare a vivere, ancor prima che a vincere. Invece continuiamo a vivacchiare nel limbo della serie A, tra gli ignavi del calcio nostrano. Ci sarà chi si attribuirà i meriti di una probabile qualificazione all’Europa che meno conta, omettendo che dovrebbe essere l’obiettivo minimo per una rosa comunque ben al di sopra dell’infima media del belpaese. Non fatevi abbindolare. Neanche un’Europa League fa primavera.   Giovanni Cassese (Twitter: @vannicassese)    

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  • Moratti: “Niente rigori? Situazione comica, gli arbitri hanno paura. Torres e Dzeko stuzzicano, ma la decisione…”

    Moratti: “Niente rigori? Situazione comica, gli arbitri hanno paura. Torres e Dzeko stuzzicano, ma la decisione…”

    Torna a parlare Massimo Moratti e lo fa per commentare il deludente pareggio casalingo rimediato dall’Inter contro l’Udinese. Ecco le parole del presidente onorario nerazzurro: “Siamo stati molto sfortunati. La squadra ha giocato bene nel secondo tempo, nel primo eravamo un po’ stanchi, ma avremmo certamente meritato di vincere. 32 partite senza rigori? E’ una cosa comica. Ormai se ne parla sorridendo, perché sai che succede tutte le domeniche, tanto poi il rigore non te lo danno. Accanimento? Ma no, perchè accanimento… l’anno scorso è successo lo stesso, dalla partita con la Juve fino alla fine del campionato, poi anche nel passato… Capita a tutte le squadre, qui però capita con una statistica assurda. Credo che gli arbitri abbiano paura a dare il primo rigore dopo tanto tempo, questo può essere una cosa che li frena abbastanza, perchè il rigore deve essere lampante, altrimenti diventa un problema”. “Mi sembra che i giocatori entrino in campo con la voglia di far bene, Mazzarri li carica sufficientemente. Poi ci sono partite in cui proprio non riesci a ingranare. Guidolin non è male, ieri ha schierato la squadra in modo tale che frenasse molto il nostro gioco. Non credo che sia una questione di volontà o di pigrizia, la squadra vuol far bene, se fai un gol poi tutto funziona molto meglio, questo lo sappiamo. Mazzarri penso sia bravo“. “Cosa vuol dire Thohir dicendo ‘rivedremo tutto’? Non lo so, dovete chiederlo a lui, non a me. Il mio ruolo non mi manca, quando uno prende una decisione del genere poi non può lasciar spazio alla nostalgia, ho fiducia in chi è lì. Ruolino di marcia preoccupante? Forse (ride, ndr). Finora abbiamo parlato di tante giustificazioni, speriamo che siano quelle ad averci frenato“. “Torres e Dzeko? Stuzzicano me, come stuzzicano voi, come stuzzicano un tifoso della curva, ognuno di noi può avere le sue preferenze, poi quello che farà la Società non lo so. Ne parleremo, ma la decisione non è certo mia. Un conto è prendere la decisione finale, un conto è partecipare amichevolmente alla costruzione di qualche cosa, quindi non posso prendermi la responsabilità di una speranza”.   Fonte: inter.it  

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  • Berti: “Inter sfortunata, poteva fare 3-4 gol. Icardi? Gol straordinario, ma deve stare attento perchè…”

    Berti: “Inter sfortunata, poteva fare 3-4 gol. Icardi? Gol straordinario, ma deve stare attento perchè…”

    Nel solito appuntamento del lunedì con la rubrica GazzaOFFSIDE, Nicola Berti ha commentato la sconfitta rimediata dall’Inter contro l’Atalanta: “Ieri l’Inter è stata un po’ sfigata. Ho visto un primo tempo così così, ma una ripresa straordinaria. La sfortuna c’è stata e questa volta gli alibi di Mazzarri sono giustificati. Si potevano fare tranquillamente 3-4 gol. E’ un peccato perchè con la sconfitta del Napoli si poteva sperare ancora nel terzo posto”. L’ex centrocampsita nerazzurro parla anche del gol di Icardi e dell’esultanza con dedica per Wanda Nara che ha fatto discutere nel postpartita: “Queste cose sono abbastanza ridicole – sentenzia Berti -. Penso che Icardi, al di là dell’infortunio, sia stato un po’ influenzato da questa vicenda. Ieri ha fatto un gol straordinario, ma deve stare attento perchè i tifosi, al primo momento di difficoltà, certi atteggiamenti non li perdonano”.  

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  • La <i>rival</i> Verona

    La rival Verona

    Prima il Torino, poi il Verona. Doppio scontro diretto nel giro di una settimana contro le rivali che non ti aspetti. Due successi che potrebbero spianare la strada verso il quarto (o il quinto, fa lo stesso) posto che permetterebbe di beneficiare dei fondi europei senza stravolgere la preparazione con le conseguenze nefaste di cui abbiamo avuto prova lo scorso anno. Nel giro di una settimana abbiamo assistito a centottanta minuti di un’Inter molto simile a quella che abbiamo desiderato vedere per l’intera stagione. Si è vista la voglia, la determinazione, l’orgoglio di una squadra che, seguendo un percorso inverso a quelle delle sue avversarie (alle quali va aggiunto il meraviglioso Parma corsaro contro la seconda squadra di Milano, per cui Verona fu fatale e indicativa di quello che sarebbe stato il prosieguo della stagione), si è resa conto di aver finora fatto un percorso ben al di sotto delle sue potenzialità. E’ vero che la rosa è stata costruita male, che l’organico ha dei buchi clamorosi, che l’allenatore ha faticato a dare un’identità alla squadra, che la querelle presidenziale probabilmente ha minato la concentrazione dell’ambiente, che la salute e le direzioni arbitrali sono state raramente dalla nostra parte. Ma è ancor più vero che l’Inter ha una dotazione di talento a livello delle prime della classe, più che sufficiente per competere per la qualificazione diretta all’Europa League. Se non di più. La squadra di Mazzarri al completo può permettersi di tenere in panca il granitico Samuel per un ritrovato Ranocchia, un brillante Kovacic per le certezze Hernanes e Guarin, un’istituzione come Milito per un sempre decisivo Icardi o di far esordire dal primo minuto D’Ambrosio, che a Torino ha dimostrato di essere uno dei migliori esterni del campionato, in luogo dell’infortunato Nagatomo, mentre sull’altra fascia maramaldeggia un Jonathan da nazionale (qualsiasi essa sia) nelle vesti di assistman e goleador. E’ bello battere le rivali. E’ uno spreco che esse siano Torino e Verona.   Giovanni Cassese (Twitter: @vannicassese)

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  • Palacio: “Felicissimo per il rinnovo, continuerò a dare il massimo per questa maglia”

    Palacio: “Felicissimo per il rinnovo, continuerò a dare il massimo per questa maglia”

    Intervistato da Inter Channel, Rodrigo Palacio ha commentato così l’ufficialità del rinnovo fino al 30 giugno 2016 del suo contratto con la società nerazzurra: “Sono molto contento, darò il massimo per questa maglia, come ho sempre fatto. Qui sono felice e rinnovare per un altro anno è un sogno che si realizza. Ringrazio la società, i tifosi e i compagni, perchè dal primo giorno mi hann accolto benissimo”. In chiusura una battuta sulla gara di domani contro il Verona: “E’ giusto che i tifosi mi chiedano un gol (sorride, ndr). Speriamo di fare una grande gara, non sarà facile. Loro giocano bene, ma noi dobbiamo fare la nostra partita per continuare sulla strada che abbiamo intrapreso”.

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  • Moratti: “Cambiasso straordinario, sono felice per Ranocchia. La corsa al quarto posto…”

    Moratti: “Cambiasso straordinario, sono felice per Ranocchia. La corsa al quarto posto…”

    Dalle pagine de La Gazzetta dello Sport, arriva il commento di Massimo Moratti sulla vittoria ottenuta dall’Inter contro il Torino: “E’ stata una buona prova, ma già da qualche giornata la squadra stava facendo bene. Cambiasso è straordinario e sono felice per Ranocchia. Mi sono piaciuti tutti, con menzione particolare per Rolando e Andreolli. Quarto posto? C’è anche il Parma, ma sarà una bella lotta. Anche perchè senza Rossi e con la squalifica di Borja Valero la Fiorentina perde molto”. 

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  • “Non parlerò degli arbitri”. Mazzarri non ne può più e sbotta…

    “Non parlerò degli arbitri”. Mazzarri non ne può più e sbotta…

    Aveva promesso a se stesso che non avrebbe più parlato dell’operato degli arbitri e fino ad ora ci era riuscito. La direzione di gara di Russo di Nola però ha fatto saltare tutti i piani e così, Walter Mazzarri è tornato a commentare i torti subiti sul terreno di gioco. Come riporta La Gazzetta dello Sport “Mazzarri frigge e non regge più davanti alle immagini-Sky che scorrono impietose. Prima si trattiene, poi sta per crollare ma si blocca. Alla terza domanda e al quarto replay, WM esonda: «Il rigore su Icardi? Come faccio a non dire niente… E’ troppo clamoroso, è talmente evidente… un giocatore si disinteressa del pallone e va sull’uomo… A porta vuota Icardi l’avrebbe appoggiata dentro, uno gli fa perdere l’equilibrio…». Poi, sollecitato anche dopo, Mazzarri aggiunge: “Se ho parlato con Juan Jesus e Icardi dei due rigori? Non ho bisogno di chiedere nulla, il regolamento è chiaro”. La bocca si è scucita, Walter non ne poteva più…  

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