• Paolillo: “Felice per Zanetti, la vicepresidenza è il giusto premio per quello che ha fatto. Sono sicuro che…”

    Paolillo: “Felice per Zanetti, la vicepresidenza è il giusto premio per quello che ha fatto. Sono sicuro che…”

    Intercettato da TuttoMercatoWeb, Ernesto Paolillo, ex amministratore delegato di F.C.Internazionale, ha commentato la scelta del club di corso Vittorio Emanuele di eleggere Javier Zanetti vicepresidente: “E’ il giusto premio alla carriera per un campione del suo calibro. E’ un riconoscimento per l’affezione e il legame che questa grande persona ha mostrato per la maglia dell’Inter, per la nostra maglia. Sono felice per lui e sono convinto che farà bene da vicepresidente così come ha fatto bene in campo da calciatore”.

    continue reading »

     
     
  • Persa la città, persa la dignità

    Persa la città, persa la dignità

    Millecentoventotto giorni. E’ il tempo passato dal giorno in cui il Milan si è potuto fregiare del titolo di padrona di Milano per l’ultima volta. Dall’altra parte c’era l’Inter di Leonardo e proprio le scelte scellerate del tecnico brasiliano avevano consegnato il derby, e di conseguenza lo scudetto, ai cugini. Millecentoventotto giorni dopo la peggior versione del Milan dell’ultimo decennio riconquista il controllo della città. Fa male, come allora. Ma fa male in un modo diverso. Al tempo abbiamo sofferto nel vedere una squadra ancora zeppa di campioni arrendersi e cedere ad un’altra compagine, per la prima volta dopo un lustro, quello scudetto che era ormai diventato una piacevolissima consuetudine. Oggi soffriamo nel vedere una squadra incapace persino di tirare verso la porta avversaria, contro una difesa che è, pound per pound, la peggiore della massima serie. Millecentoventotto giorni dopo ritroviamo un unico elemento di continuità: le responsabilità dell’allenatore. Allora Leonardo, oggi Mazzarri. Se allora per il tecnico brasiliano potevano valere delle giustificazioni (invero deboli) derivanti dalla scarsa esperienza, Walter Mazzarri è indifendibile. Non gli imputiamo le colpe per errori nelle scelte di formazione, per sostituzioni sconclusionate o, per una volta,per moduli sballati. Sarebbe riduttivo. L’Inter non è in grado di giocare a calcio. Millanta di essere una squadra brava in contropiede, svilendo la nobile arte della ripartenza, degradandola a mera opera di improvvisazione. Il Milan di Seedorf di certo non è in grado di fare di meglio. Di lì una sorta di partita tra mediocri giocatori di scacchi, in cui ognuno aspetta la mossa dell’altro semplicemente perché non è in grado di farne una propria. Lo scacco matto arriva un po’ per caso e un po’ per merito. E proprio come in una partita di scacchi l’Inter si ferma, a riconoscere il dubbio merito di De Jong e compagni, incapace di reagire in alcun modo. Priva di voglia di rivalsa, umiliando i suoi sostenitori e privandoli dell’ultimo minimo motivo di vanto che gli era rimasto. Restituiteci la città. Ma soprattutto restituiteci la dignità.   Giovanni Cassese (Twitter: @vannicassese)

    continue reading »

     
     
  • <i>Handa</i>, numeri da record. E Thohir lo esalta: “Ancora lui, è un grande!”.

    Handa, numeri da record. E Thohir lo esalta: “Ancora lui, è un grande!”.

    “Ancora Handanovic, un grande”. E’ questo il commento di Erick Thohir, raccolto da La Gazzetta dello Sport, dopo la vittoria ottenuta dall’Inter al “Tardini”. Il presidente nerazzurro, che tornerà a Milano venerdì (dopo un breve passaggio a Madrid in cui potrebbe incontrare Florentino Perez), ha elogiato la prestazione del suo numero uno, decisivo per il secondo weekend consecutivo. I numeri dell’estremo difensore sloveno hanno stregato il tycoon indonesiano: su 52 rigori affrontati, sono 17 quelli parati dall’ex Udinese, praticamente uno su tre. “E’ stata sicuramente una parata importante, ma non chiedetemi qual è il mio segreto perchè sapete che di queste cose non parlo – spiega Samir nel postpartita con il solito sguardo di ghiaccio -. La nostra è stata un’ottima vittoria, ma non tutto è stato perfetto. Ci aspettano altre partite difficilissime, meglio stare concentrati, eliminare gli errori e cercare di giocare meglio, guardandoci sempre alle spalle”.  Ma con cinque punti di vantaggio sulle inseguitrici e un Handanovic così, il destino dell’Inter è sicuramente in buone mani.

    continue reading »

     
     
  • Berti: “Milan ancora in corsa, il prossimo turno sarà decisivo. <i>Handa</i>? Cose da pazzi! Sono felice per Kovacic perchè…”

    Berti: “Milan ancora in corsa, il prossimo turno sarà decisivo. Handa? Cose da pazzi! Sono felice per Kovacic perchè…”

    Nel consueto appuntamento con “Gazza Offside”, la rubrica del lunedì di Gazzetta Tv, Nicola Berti ha commentato la vittoria ottenuta dall’Inter sul campo del Parma: “Handanovic è stato ancora decisivo, ha dei numeri incredibili – spiega l’ex centrocampista nerazzurro -. Para un rigore su tre, una cosa folle. Poi mi ha fatto piacere vedere in campo Kovacic. Non ha fatto una partita indimenticabile ma è importante che giochi, perchè ha 19 anni e bisogna puntare su di lui”. Si parla anche del confronto cittadino con un Milan in risalita grazie alle cinque vittorie consecutive ottenute nelle ultime cinque partite: “Sarà un derby divertente. Con cinque punti di distacco il discorso non è chiuso, anche perchè l’Inter settimana prossima incontrerà il Napoli. La stracittadina del 4 maggio rischia di diventare uno spareggio per l’Europa, ma la prossima giornata potrà essere decisiva, visto che il Milan andrà a Roma”.

    continue reading »

     
     
  • La caduta degli alibi

    La caduta degli alibi

    Se pensavate non esistesse condanna peggiore di vedere l’Inter raccogliere la miseria di 11 punti nelle 8 gare interne giocate contro Chievo (16°), Catania (20°), Sassuolo (19°), Cagliari (15°), Torino (10°), Atalanta (8^), Udinese (14^) e Bologna (17°), vi sbagliavate di grosso. Da inizio 2014 a oggi, oltre ad assistere a prestazioni decisamente non all’altezza da parte della propria squadra, il popolo nerazzurro ha dovuto sopportare anche i confusionari monologhi post partita di Walter Mazzarri, preoccupato di trovare ogni volta l’alibi perfetto per giustificare i propri passi falsi e proteggersi dagli attacchi della critica. Il 2-2 contro il Bologna, però, è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso: sentir parlare di “episodi” anche quando un avversario in piena crisi ritrova il gol su azione dopo 786 minuti di digiuno e, addirittura, si ripete nell’arco della stessa partita, centrando un’impresa che non riusciva da due mesi (9 febbraio 2014, Torino-Bologna 1-2), rasenta il paradosso. A maggior ragione se si ripensa al miracolo di Handanovic su Acquafresca, che ha evitato la beffa del 3-2 allo scadere, o se si analizzano le statistiche del match, con gli uomini di Ballardini che sono andati al tiro con maggiore frequenza rispetto ai nerazzurri. Questa volta non esistono scuse in grado di sorreggere il castello di carte eretto dal tecnico di San Vincenzo: impossibile giustificare l’integralismo tattico che costringe l’Inter a tenere in campo tre difensori centrali anche quando gli avversari schierano una sola punta (nello specifico, il “temutissimo” Cristaldo); impossibile continuare ad aggrapparsi agli errori individuali – come se l’Inter affrontasse ogni weekend corazzate infallibili – o all’inesperienza del giovane di turno – viste le prestazioni offerte da Icardi e Kovacic (quest’ultimo tenuto ancora una volta, inspiegabilmente, in panchina); impossibile persino prendersela con l’arbitro (Mazzoleni, ndr), abbastanza coraggioso da fischiare un rigore a favore dell’Inter, interrompendo un’astinenza lunga 33 giornate. Mazzarri, però, continua a ripetere che “è difficile trovare giustificazioni razionali per i risultati ottenuti nell’ultimo periodo”. In realtà le giustificazioni logiche ci sono eccome, perchè sarà anche vero che l’allenatore non può sempre prevenire le amnesie dei singoli, ma lo stesso ragionamento vale anche per gli avversari e pensare che sia solo la sfortuna a determinare i fallimenti della squadra è limitante per un tecnico che si considera il migliore del campionato. I soli sette gol segnati nelle ultime otto partite casalinghe, le difficoltà nel creare gioco anche contro avversari modesti e l’ostinazione nel proporre un modulo che ostacola la valorizzazione dei giovani talenti presenti in rosa (Kovacic su tutti) sono motivazioni più che sufficienti per credere che questa Inter avrebbe potuto e dovuto raccogliere di più. Indipendentemente dal fato. Alessandro Suardelli (Twitter: @AleSuardelli)  

    continue reading »

     
     
  • Thohir: “Abbiamo rischiato la sconfitta, ci ha salvato Handanovic. Non sono passato dagli spogliatoi perchè…”

    Thohir: “Abbiamo rischiato la sconfitta, ci ha salvato Handanovic. Non sono passato dagli spogliatoi perchè…”

    Dopo il deludente pareggio rimediato contro il Bologna, Erick Thohir ha rilasciato un breve commento ai microfoni di Sky: “Handanovic ha salvato il pareggio, abbiamo rischiato di perdere. Icardi ci ha dimostrato quanto può essere pericoloso. Non sono passato negli spogliatoi per lasciare del tempo a giocatori e allenatore”.

    continue reading »

     
     
  • Al museo delle cere

    Al museo delle cere

    Tutto fermo, nulla si muove. Né in campo, né in classifica. Succede tutto in due giorni in Toscana: la Fiorentina inciampa in casa contro la Sampdoria, l’Inter non è in grado di approfittarne in quel di Livorno. Sembra fatta quando, dopo trentasette minuti di nulla, i nerazzurri trovano l’uno-due con Hernanes e Palacio che normalmente stroncherebbe le velleità di una squadra con un piede in serie B. Invece no. Guidati dai gol di Paulinho ed Emeghara (pausa scenica) e dalle ottime prestazione degli “scarti” nerazzurri Benassi e Duncan (nuova pausa scenica) i labronici trovano un punto dal nulla. Tutto fermo. Ferma la difesa nerazzurra sul gol di Paulinho, ferma la manovra che si interrompe ancor prima di partire, fermo Mazzarri con le sue idee tattiche retrograde che lo portano ad insistere con questo insensato schieramento da esercito di terracotta. A complicare la faccenda un centrocampo di mummie con il povero Hernanes affiancato da un Alvarez in netto calo rispetto alla versione scintillante di inizio anno e un Kuzmanovic recuperato dal museo delle cere. Kovacic, inutile dirlo, a marcire in panchina. Del resto c’è il decisivo assistman Guarin da mandare in campo. Al posto di quello che fino a quel momento era stato il migliore della serata, ovviamente. Idiozie tattiche di cui Mazzarri continua a non dar conto, preferendo parlare di episodi sfortunati per giustificare il punto in meno rispetto alla squadra (quella sì iellata) che di questi tempi lo scorso anno schierava già Rocchi titolare. Riuscirà con ogni probabilità a superare il rendimento di Stramaccioni avendo a disposizione effettivi decisamente più validi di Pasa, Schelotto e Rocchi. Ma questa rimane una stagione molto più fallimentare di quanto lo sia stata la scorsa. Non gli avrete creduto quando in conferenza ci ha promesso un’Inter anarchica? Per andare fuori dagli schemi bisogna almeno averne uno. Giovanni Cassese (Twitter: @vannicassese)

    continue reading »

     
     
  • Una mezz’ora non fa primavera

    Una mezz’ora non fa primavera

    Le sciabolate di Hernanes, il sinistro a botta sicura di Cambiasso, il colpo di testa di Samuel e i miracoli di Scuffet probabilmente sono le immagini che ci ricorderanno di Inter-Udinese, uno 0-0 infrasettimanale che frena le già fin troppo illusorie velleità nerazzurre di ripresa In molti ricorderanno solo quelle azioni, ma vi possiamo garantire che in precedenza ci sono stati altri sessanta minuti di gioco. Se non ne trovate traccia tra gli highlights non è colpa della vostra distrazione, la spiegazione è molto più semplice: non è successo nulla. Non che non ce lo si aspettasse fin dal momento della lettura delle formazioni ufficiali: da una parte il solito 9-1 guidoliniano, dall’altra il valoroso Mazzarri risponde con un coraggioso 5-3-2 (chiamiamolo col suo vero nome) in cui tre stopper e due terzini bloccati sono chiamati a prendersi cura del non irresistibile Muriel, mentre Pereyra fa il bello ed il cattivo tempo a centrocampo. Appellarsi alle occasioni avute nei minuti finali è esercizio di mera retorica. Una squadra come l’Inter non può permettersi di scendere in campo senza colpo ferire, né la minima intenzione di provare a farlo. Non si può sistematicamente attuare la strategia del non-gioco, che paradossalmente (ma non troppo) può pagare solo contro squadre d’alto bordo. Questa è una mentalità da provinciale che cozza tanto col passato pazzo ma vincente di questa squadra quanto coi progetti futuri di ringiovanimento e vivacità. Dove sono le trame di gioco, le alchimie tattiche, i meccanismi rodati in nome dei quali il prode Mazzarri si è ostinato a tenere fuori giocatori meritevoli di spazio tanto ad inizio anno quanto a metà campionato? E’ un’annata in cui ci aspettavamo di tornare a vivere, ancor prima che a vincere. Invece continuiamo a vivacchiare nel limbo della serie A, tra gli ignavi del calcio nostrano. Ci sarà chi si attribuirà i meriti di una probabile qualificazione all’Europa che meno conta, omettendo che dovrebbe essere l’obiettivo minimo per una rosa comunque ben al di sopra dell’infima media del belpaese. Non fatevi abbindolare. Neanche un’Europa League fa primavera.   Giovanni Cassese (Twitter: @vannicassese)    

    continue reading »

     
     
  • Moratti: “Niente rigori? Situazione comica, gli arbitri hanno paura. Torres e Dzeko stuzzicano, ma la decisione…”

    Moratti: “Niente rigori? Situazione comica, gli arbitri hanno paura. Torres e Dzeko stuzzicano, ma la decisione…”

    Torna a parlare Massimo Moratti e lo fa per commentare il deludente pareggio casalingo rimediato dall’Inter contro l’Udinese. Ecco le parole del presidente onorario nerazzurro: “Siamo stati molto sfortunati. La squadra ha giocato bene nel secondo tempo, nel primo eravamo un po’ stanchi, ma avremmo certamente meritato di vincere. 32 partite senza rigori? E’ una cosa comica. Ormai se ne parla sorridendo, perché sai che succede tutte le domeniche, tanto poi il rigore non te lo danno. Accanimento? Ma no, perchè accanimento… l’anno scorso è successo lo stesso, dalla partita con la Juve fino alla fine del campionato, poi anche nel passato… Capita a tutte le squadre, qui però capita con una statistica assurda. Credo che gli arbitri abbiano paura a dare il primo rigore dopo tanto tempo, questo può essere una cosa che li frena abbastanza, perchè il rigore deve essere lampante, altrimenti diventa un problema”. “Mi sembra che i giocatori entrino in campo con la voglia di far bene, Mazzarri li carica sufficientemente. Poi ci sono partite in cui proprio non riesci a ingranare. Guidolin non è male, ieri ha schierato la squadra in modo tale che frenasse molto il nostro gioco. Non credo che sia una questione di volontà o di pigrizia, la squadra vuol far bene, se fai un gol poi tutto funziona molto meglio, questo lo sappiamo. Mazzarri penso sia bravo“. “Cosa vuol dire Thohir dicendo ‘rivedremo tutto’? Non lo so, dovete chiederlo a lui, non a me. Il mio ruolo non mi manca, quando uno prende una decisione del genere poi non può lasciar spazio alla nostalgia, ho fiducia in chi è lì. Ruolino di marcia preoccupante? Forse (ride, ndr). Finora abbiamo parlato di tante giustificazioni, speriamo che siano quelle ad averci frenato“. “Torres e Dzeko? Stuzzicano me, come stuzzicano voi, come stuzzicano un tifoso della curva, ognuno di noi può avere le sue preferenze, poi quello che farà la Società non lo so. Ne parleremo, ma la decisione non è certo mia. Un conto è prendere la decisione finale, un conto è partecipare amichevolmente alla costruzione di qualche cosa, quindi non posso prendermi la responsabilità di una speranza”.   Fonte: inter.it  

    continue reading »

     
     
  • Berti: “Inter sfortunata, poteva fare 3-4 gol. Icardi? Gol straordinario, ma deve stare attento perchè…”

    Berti: “Inter sfortunata, poteva fare 3-4 gol. Icardi? Gol straordinario, ma deve stare attento perchè…”

    Nel solito appuntamento del lunedì con la rubrica GazzaOFFSIDE, Nicola Berti ha commentato la sconfitta rimediata dall’Inter contro l’Atalanta: “Ieri l’Inter è stata un po’ sfigata. Ho visto un primo tempo così così, ma una ripresa straordinaria. La sfortuna c’è stata e questa volta gli alibi di Mazzarri sono giustificati. Si potevano fare tranquillamente 3-4 gol. E’ un peccato perchè con la sconfitta del Napoli si poteva sperare ancora nel terzo posto”. L’ex centrocampsita nerazzurro parla anche del gol di Icardi e dell’esultanza con dedica per Wanda Nara che ha fatto discutere nel postpartita: “Queste cose sono abbastanza ridicole – sentenzia Berti -. Penso che Icardi, al di là dell’infortunio, sia stato un po’ influenzato da questa vicenda. Ieri ha fatto un gol straordinario, ma deve stare attento perchè i tifosi, al primo momento di difficoltà, certi atteggiamenti non li perdonano”.  

    continue reading »