Lautaro Martinez tornerà a Milano da ultimo tra i nazionali dell’Inter, con appena due giorni per recuperare da un viaggio di oltre 11mila chilometri prima della sfida contro il Parma.
Il ritorno lampo di Lautaro: 48 ore per il Parma
L’attaccante nerazzurro giocherà contro il Benin nella notte tra martedì e mercoledì, ultima gara della selezione argentina prima del rientro. Ciò significa che sarà praticamente impossibile vederlo ad Appiano Gentile prima di giovedì, con pochissimo tempo a disposizione se Chivu decidesse di schierarlo già sabato. La stanchezza accumulata e il fuso orario rappresentano ostacoli concreti in vista di un filotto di sette partite in ventuno giorni. Nessun altro interista affronterà queste condizioni fisiche, dato che i compagni sono già rientrati o lo faranno con margini temporali superiori.
La mentalità di Lautaro è univoca: giocherebbe sempre, a qualsiasi costo. Anche in condizioni di evidente affaticamento. Tuttavia Chivu dispone di alternative: Thuram si presenta in perfette condizioni fisiche, mentre i più freschi Pio e Bonny offrono soluzioni tattiche diverse.
La fame di storia all’Inter
Martinez ha segnato quattro reti nelle ultime quattro presenze con l’Argentina, raggiungendo quota 42 gol totali in 86 presenze internazionali. Questo lo posiziona al terzo posto nella classifica dei marcatori argentini di sempre, dietro soltanto a Messi e Batistuta. La ricerca personale di record storici alimenta la sua determinazione anche quando il corpo chiede riposo. In nerazzurro insegue Alessandro Altobelli nella graduatoria all’interno dell’Inter, con Giuseppe Meazza ancora lontano ma raggiungibile.
La domanda concreta è se il rischio di schierarlo stanco vale il beneficio della sua presenza. La risposta dipenderà dalle condizioni che avrà martedì sera al rientro, e dalla convinzione di Chivu nel gestire un carico di lavoro particolarmente intenso nei prossimi ventuno giorni. Lo scenario più probabile vede Lautaro Martinez in panchina sabato, con l’Inter che lo terrà al meglio della forma per affrontare il ciclo europeo che inizia tre giorni dopo il Parma con la Champions League. La squadra dispone delle alternative offensive giuste e non può permettersi di logorare il suo capitano in questo momento della stagione.
