Il ko contro il Bruges riaccende i dubbi sulla tenuta nerazzurra. Il tecnico conferma la propria filosofia: per ripartire servono più attenzione, intensità e disponibilità al sacrificio.
Quattordici reti incassate nelle prime otto partite stagionali: è il dato che fotografa le difficoltà dell’Inter dopo la sconfitta per 4-3 contro il Bruges a San Siro. Un risultato pesante per il percorso in Champions League, che porta nuovamente al centro dell’attenzione gli equilibri della squadra di Cristian Chivu.
Il problema non si esaurisce nel sistema di gioco. Sotto osservazione ci sono soprattutto l’atteggiamento collettivo, l’efficacia della pressione sugli avversari e la capacità di reggere i confronti individuali. Aspetti sui quali l’allenatore dovrà intervenire senza rinunciare ai principi scelti per la sua Inter.
Inter fragile: gli errori coinvolgono tutta la squadra
I numeri raccontano una continuità preoccupante: i nerazzurri hanno mantenuto la porta inviolata soltanto contro Cagliari e Parma. Nelle altre sei gare sono sempre arrivati gol al passivo, con i quattro del Bruges e i tre dell’Udinese a rappresentare i passaggi più complicati.
Limitarsi ad attribuire le responsabilità ai difensori sarebbe riduttivo. Quando la pressione iniziale non funziona e le distanze tra i reparti si allungano, anche la retroguardia finisce per essere maggiormente esposta.
L’Inter vuole recuperare il pallone in avanti e imporre il proprio ritmo, ma per riuscirci deve muoversi con maggiore coordinazione. Se manca il contributo di una parte della squadra, gli avversari trovano spazio per superare il pressing e attaccare una difesa meno protetta.
Chivu insiste: la svolta passa dall’atteggiamento
La risposta di Chivu non dovrebbe essere un cambio radicale di filosofia. L’obiettivo resta rendere più efficace il calcio proposto, correggendo le disattenzioni e ritrovando aggressività nei duelli.
In Europa, dove gli errori vengono puniti con maggiore frequenza, non basta costruire occasioni e segnare per controllare le partite. Servono concentrazione nelle letture, reattività sulle seconde palle e continuità nello sforzo.
Dopo le sconfitte contro Real Madrid e Bruges, il cammino in Champions si è complicato. Per l’Inter diventa quindi essenziale trovare rapidamente un equilibrio, ma Chivu non sembra intenzionato a rivoluzionare la squadra. A partire dalla porta, con Martinez che dovrebbe rimanere titolare anche a Bologna. Una continuità che, però, dovrà fornire anche brillantezza e maggiore attezione, per evitare ulteriori passi falsi indesiderati.
