Cristian Chivu, nella conferenza pre Bruges, è intervenuto su diversi tempi riguardanti la sfida di Champions e non solo.
DI seguito risposte del tecnico nerazzurro:
Sul sogno Champions:
È lo status di una squadra di una società che te lo impone a a cercare di raggiungere tutti quelli che sono gli obiettivi di una stagione di una squadra come la nostra. Però, quando si tratta di un sogno, questo non vuol dire che si possa anche raggiungere il sogno bisogna che si trasformi in responsabilità nel fare, un gran bel lavoro nel cercare di migliorarsi quotidianamente nel cercare di migliorarsi dal punto di vista individuale e collettivo per avere l’opportunità nel raggiungere quello che è un sogno così importante come vincere la Champions. Parlare di sogni non vuol dire che si parla di vincere. Parlare di sogni vuol dire che si parla di una certa responsabilità nel capire lo status di una società che ti ti costringe ad importi dei grandi obiettivi, però senza perdere di vista quello che la fatica il lavoro, quello che è il percorso, perché non si può perdere di vista quelli che sono tutti gli ingredienti che servono per raggiungere un obiettivo del genere e non esiste una ricetta. Esiste solo il lavoro quotidiano, non ci sono soldi che ti possano comprare un trofeo così importante. Non ci sono giocatori un allenatore che ti possano garantire che tu potresti raggiungere. L’unica certezza che si ha è che devi lavorare, che devi avere anche il coraggio di sognare, però come lavori per raggiungere quel sogno è la cosa più importante.
Condizioni Calhanoglu:
Calhanoglu sta bene, ma ero rimasto stupito anche dalla domanda post gara perché mi è stato fatto notare che ha messo il ghiaccio e non ero a conoscenza perché per me è uscito sano, integro e quindi no, non ha mai avuto problemi aveva preso solo una piccola botta e precauzionalmente ha messo il ghiaccio, però è a disposizione della rosa.
Momento di Spence:
Spence ha una settimana di allenamento + 25 minuti di sabato e +1 giorno con la rifinitura di ieri, che non la considero proprio come allenamento, dove puoi crescere la condizione, ma più per raggiungere un po’ di brillantezza per quanto riguarda la partita di domani. Sta crescendo però di condizione, mi fa piacere che si sta facendo sciogliere un po’ di pressione e rabbia che ha avuto perché appena arrivato qua ha avuto dei problemi fisici che hanno impedito di partecipare anche a lui a quello che è stato il primo mese di questo inizio stagione e sono contento come tutti noi di averlo a disposizione.
Chivu torna sul caso Bastoni:
Bastoni? Non torno indietro a parlare di tutto quello che è stata l’ingiustizia, quello che ha dovuto sopportare vivere. Per quelle che sono state le reazioni dell’accaduto e per quello che è stato anche nel il play-off in nazionale, il valore di Ale noi lo sappiamo tutti quanto è importante. La sua personalità, il suo valore individuale messo a nostra disposizione, ma anche per quello che rappresenta l’Italia e ultimamente nelle ultime due partite lo ha fatto vedere segnando due gol importanti, ma c’era bisogno che Ale dimostrare qualcosa a qualcuno, è sempre stato un giocatore di un certo valore a volte ci si dimentica spesso che bisogna non dico coccolare, ma bisogna prendersi un po’ cura di quello che sono i nostri giocatori, quelli che sono i giocatori che rappresentano anche l’Italia, visto che poi mo è che è tutto rosea per quanto riguarda le problematiche che la nazionale ha avuto soprattutto per quanto riguarda la partecipazione a Coppa del Mondo. Però Ale è un patrimonio importante nostro dell’Inter nello stesso tempo anche di quello che è l’Italia.
Sommer:
Sommer? Non è solo quello che abbiamo vinto l’anno scorso. È quello che ha fatto nel suo periodo in questi anni. Che ha fatto nell’Inter, il livello che ha raggiunto, la professionalità, la serietà che lui ha dato a questa squadra è il rispetto che ha avuto nei confronti di una società importante. Rispetto che ha avuto nei confronti dei tifosi e dei sostenitori di questa società. E bisogna ringraziarlo per quei tre anni meravigliosi, perché per la professionalità per il valore che lui ha aggiunto a questa squadra ha permesso di vincere non solo trofei, ma di raggiungere anche palcoscenici importanti a livello europeo.
Come affrontare la gara:
Aspettarli e ripartire o essere propositivi? Ma non decidiamo noi quello che dobbiamo fare, noi partiamo con la mentalità di mantenere quello che è la nostra identità e poi c’è l’avversario che ti porta a fare determinate scelte, C’è anche il momento di una partita che ti porta ad a fare determinate scelte. Tornando a Madrid per i primi 20 minuti non abbiamo subito niente, abbiamo quasi dominato una partita dove abbiamo creato anche tre situazioni di gioco poi è arrivato l’uno a zero per loro e ci ha costretto ad avere un approccio e un atteggiamento diverso, nell’andare a riprendere a ribaltare quella partita, quindi non è solo noi. Ma io voglio trasmettere coraggio, voglio trasmettere fiducia, voglio trasmettere tutta quella forza di questa squadra, di questo gruppo che ha come obiettivo di provare fino in fondo a mantenere un livello alto a mantenere quello che è la loro fiducia, quello che il loro valore individuale messo a disposizione del gruppo.
Noi in partite che giochiamo raccogliamo quello che ci meritiamo, ecco credo che è questa l’essenza di una partita di calcio.
Si raccoglie quello che ci si merita, a volte si può si fanno dei errori, ma si va avanti con la determinazione con l’ambizione con la consapevolezza di poter di cercare di ribaltare le partite a volte non riesci a farla, perché magari subisce un po’ di più, però quello che non vorrei mai perdere è il modo di perdere ecco credo che se dobbiamo perdere, dobbiamo scegliere noi come perdere e non come come fanno gli altri o come quanto ti mettono gli altri in difficoltà.
