Manuel Akanji ammette che l’Inter subisce troppi gol, ma la squadra campione d’Italia ribalta spesso le partite grazie a un modello tattico costruito sull’offensiva e il difensore lo ha sottolineato.
Akanji e il paradosso difensivo nerazzurro
Il difensore svizzero ha parlato chiaramente del tema durante il ritiro della nazionale con la RSI. La questione non è nuova: l’Inter concede occasioni e reti, eppure continua a vincere. Akanji non lo nasconde, anzi lo riconosce senza giri di parole. “Prendiamo troppi gol con l’Inter? Di solito però riusciamo a ribaltare le partite ed è una cosa positiva”, ha dichiarato il centrale.
L’aspetto interessante è che Akanji non trasforma la questione in un problema. I nerazzurri non giocano per il pareggio: costruiscono attacchi fluidi, cercano superiorità numerica in avanti, corrono rischi. Quella che per altri allenatori sarebbe una debolezza, all’Inter diventa un compromesso consapevole.
Visualizza questo post su Instagram
Il difensore punta però all’equilibrio tra gol fatti e gol subiti
Akanji ha però precisato una cosa fondamentale: “Sono contento quando riesco a non subire gol. L’obiettivo di un difensore è quello di prendere meno reti possibile”. La difesa non è isolata dal resto della squadra: deve coesistere con un’offensiva che produce costantemente occasioni.
Il difensore ha aggiunto un elemento cruciale: “Va detto che all’Inter abbiamo un gioco diverso, più offensivo”. Non è una giustificazione generica. È l’ammissione che il modello tattico nerazzurro richiede ai difensori di accettare una maggiore esposizione. Meno coperture, più spazi, più responsabilità nel gioco di posizione. Akanji è consapevole di questa dinamica e la accetta come parte della sua funzione nel sistema.
Cosa significa per l’Inter questa consapevolezza tattica
Il riconoscimento di Akanji non è una critica, ma una maturità tattica. Un difensore che ammette i limiti strutturali del suo sistema è più utile di uno che nega l’evidenza. L’Inter non ha bisogno di difensori passivi che si lamentano del gioco offensivo: ha bisogno di centrali che capiscono il compromesso e lo gestiscono con intelligenza. Akanji rientra in questa categoria.
