Un giovane ultrà dell’Inter di 19 anni è finito ai domiciliari dopo aver lanciato un petardo che ha colpito e stordito il portiere della Cremonese Emil Audero durante la partita tra Cremonese e Inter. Novità assolute, però, arrivano quest’oggi: Il ragazzo ha confessato di aver comprato una trentina di petardi a Napoli.
Caso Audero, la confessione dell’ultrà
Durante il secondo tempo della sfida tra Cremonese e Inter, un petardo partito dal settore ospiti è esploso vicino ad Audero, facendolo cadere a terra per qualche istante. Interrogato dalla gip, il 19enne, legato al gruppo ultras Viking, ha ammesso tutto senza giri di parole, esprimendo rammarico verso il portiere, le due squadre e i tifosi in genere.
La rivelazione del giorno, però, è che secondo Il Mattino il ragazzo ha dichiarato di aver acquistato una consistente scorta di petardi proprio a Napoli. Intanto, i domiciliari sono stati applicati come unica misura valida, nonostante l’opposizione della difesa.

Le conseguenze legali
L’arresto è stato convalidato e il reato contestato. Il lancio di materiale pericoloso in occasione di eventi sportivi prevede fino a quattro anni di reclusione. Intanto, l’Inter ha già subito una multa di 50mila euro e una diffida dal giudice sportivo.
Un caso che ha scioccato il mondo del calcio italiano ed è destinato a far discutere ancora. Tra regolamento, pene e retroscena, la speranza è di non rivedere più scene di questo tipo in una partita di calcio.