Mazzola e il mancato silenzio dei tifosi della Juve: La Russa condanna l’episodio

Mazzola e il mancato silenzio dei tifosi della Juve: La Russa condanna l’episodio
Collage con La Russa e Mazzola

Sandro Mazzola trascende le rivalità calcistiche. La leggenda nerazzurra merita rispetto universale, non strumentalizzazioni da curva. Il presidente del Senato Ignazio La Russa, tifoso interista, non ha usato mezzi termini nel condannare l’episodio della Curva Juve durante il minuto di silenzio a Torino.

La Russa contro la Curva Juve: la grandezza di Mazzola non si misura da queste meschinità

Al telefono con l’ANSA, La Russa ha stigmatizzato il comportamento della tifoseria bianconera con una frase che non lascia spazi a interpretazioni: “Mazzola non è solo interista, è una leggenda del calcio”. La sua eredità sportiva appartiene al patrimonio collettivo italiano, non a una singola fede calcistica. L’episodio di Torino rappresenta esattamente l’opposto di quella consapevolezza.

Il presidente ha scelto di contestualizzare l’accaduto senza amplificarlo: “Se preferite un’altra considerazione – aggiunge – non ti curar di lor ma guarda e passa.” Una citazione dantesca che invita a non lasciarsi trascinare dalle piccolezze. La Russa rifiuta di ingrandire il gesto sconsiderato di una minoranza, consapevole che la dignità di Mazzola rimane intatta indipendentemente da chi non sa riconoscerla.

Una leggenda che trascende le rivalità nerazzurre e bianconere

Sandro Mazzola rappresenta un’epoca nella quale il calcio italiano conquistava il mondo. Due Coppe dei Campioni con l’Inter, il Mondiale del 1970, una carriera costruita su eleganza tattica e fredda determinazione. Questi sono i dati che contano, non gli atteggiamenti di una curva in una fredda sera di novembre.

La Russa ha colto il punto essenziale: “La grandezza di Mazzola non si misura da queste meschinità”. Il rispetto verso le leggende del calcio dovrebbe essere automatico, al di là degli stendardi e dei colori. Quando una tifoseria decide di non rispettare un minuto di silenzio, commette un errore che ricade interamente su chi lo compie, non su chi lo subisce.

L’episodio ha acceso i riflettori su un tema ricorrente nel calcio italiano: il confine sempre più labile tra passione sportiva e mancanza di educazione. Alcuni episodi non richiedono difese articolate. Il futuro della memoria di Sandro Mazzola nel calcio italiano non dipende da una curva di Torino. Dipende da come l’intera comunità calcistica sceglie di tramandare il suo esempio. L’Inter custodisce questa eredità come parte integrante della propria storia. Altre squadre e altre tifoserie dovrebbero riconoscere lo stesso principio.

Redazione SpazioInter
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