Continua il caos arbitrale che si e imbattuto sul calcio italiano, e stavolta sono le rivelazioni dell’ex arbitro Pasquale De Meo a scuotere l’ambiente. Quest’ultimo, infatti, ha accusato a Radio CRC il designatore uscente Rocchi, affermando come quest’ultimo abbia volutamente messo fine alla sua carriera da arbitro usando un metodo non coerente ai termini di giudizio imposti dall’AIA.
La forte accusa di De Meo
De Meo ha accusato Rocchi, affermando come il designatore non avesse gradito un suo comportamento:
“Nel mese di aprile del 2023 avevo svolto la funzione di assistente arbitrale nel corso della partita tra Milan ed Empoli. Al termine della gara l’osservatore arbitrale venne nello spogliatoio a comunicarmi il voto della partita. Quel giorno presi 8,60 che valeva a dire che avevo svolto una prestazione ottimale. Dopo l’osservatore arbitrale, Claudio Pugliesi, esternò delle dichiarazioni lesive dell’immagine e della reputazione dell’Associazione, rivolgendo critiche feroci nei confronti dei vertici arbitrali, accusandoli di aver condizionato la sua carriera. Quel giorno decisi di osservare il codice etico e il regolamento dell’AIA a cui tutti noi associati siamo sottoposti e segnalai l’accaduto.
Questa cosa non fu gradita da Gianluca Rocchi e da quel momento si innescò un meccanismo che comportò la mia dismissione al ruolo che svolgevo. Quella segnalazione si arricchì di altri elementi a cui io avevo già allegato tutta la documentazione e fui convocato a Coverciano per un colloquio con Gianluca Rocchi e tutta la commissione. In quel momento ci fu un escalation dove fui messo sotto pressione, tacciato come una spia, un infame e sono stato accusato di dichiarare il falso da parte di Rocchi. Addirittura Gervasoni si alzò e venne faccia a faccia con me tanto che lo dovettero trattenere.
L’ex arbitro ha poi spiegato come le conseguenze al termine della riunione siano state a lui definitive:
“Dopo quell’evento il mio percorso fu condizionato pesantemente tanto che io non fui più designato per qualsiasi partita e fui anche emarginato dalla classe arbitrale senza motivo. Io sono persino stato fermo un mese nella stagione successiva senza un motivo. Il clima che si è innescato nell’ambiente fu pesantissimo e nessuno ci rivolse più la parola a me e Rocca.
Ho ricevuto un’altra mail che si rivolgeva con modi sprezzanti nei miei confronti. Io ho sempre cercato di essere un uomo libero e ho tenuto duro. La riflessione che faccio oggi è: se una procura ordinaria che è posta al di fuori del perimetro della giustizia sportiva è scesa in campo, la mia speranza è che con la mia segnalazione, nonostante fosse stata archiviata dalla Procura della FIGC dell’epoca perché non c’erano elementi a supporto della mia denuncia per infliggere ai soggetti citati sanzioni disciplinari, una Procura ordinaria potesse valutare in modo più imparziale la mia vicenda rispetto a quella della giustizia sportiva.”
