Rocchi e il caso arbitrale che sta sconvolgendo la Serie A: la Procura di Milano esclude l’Inter dalla vicenda, ma emergono interrogativi senza risposta.
Rocchi e l’Inter: l’esclusione ufficiale
La Procura di Milano ha chiarito un punto decisivo. Non ci sono tesserati di società indagate, di conseguenza nessun club è coinvolto nella vicenda. L’Inter, come sostiene il Corriere dello Sport, non c’entrerebbe nulla.
Se quattro o cinque partite sono però sotto la lente d’ingrandimento e gli indagati appartengono tutti alla categoria arbitrale, il quadro diventa subito contraddittorio. Fra i cinque indagati noti—Rocchi stesso, il supervisore VAR Gervasoni, il VAR Nasca, l’AVAR Di Vuolo e il VAR Paterna—mancano gli arbitri che avrebbero dovuto essere i destinatari della presunta frode sportiva.

Paterna e la domanda senza risposta: falsa testimonianza o frode?
Perché Paterna, ripreso mentre durante Udinese-Parma sembra dire “È rigore”, è indagato per falsa testimonianza e non per frode sportiva? Quella gara è una delle imputate a Rocchi. Se non l’ha fatta con Paterna, che era il destinatario della comunicazione, con chi l’avrebbe fatta? Le domande si moltiplicano e non trovano ancora una spiegazione.
L’avvocato D’Avirro, legale di Gianluca Rocchi, ha definito l’inchiesta “anomala”. E gli indagati attendono risposte concrete. Se l’Inter è fuori, chi è il beneficiario della scelta di arbitri graditi o sgraditi? Sulla base di quali criteri Colombo veniva considerato gradito e Doveri sgradito? Erano scelte tecniche o altro? La Procura di Milano respira un clima di tensione interno, secondo quanto riporta l’ANSA, legato alla gestione dell’indagine da parte del pm rispetto ai vertici dell’ufficio.
Mentre l’Inter rimane estranea ai fatti, il procedimento continua a muoversi su binari che non sempre trovano coerenza logica. I prossimi sviluppi dovranno chiarire questi vuoti, altrimenti il caso resterà segnato da una contraddizione strutturale che nessuna archiviazione potrà completamente risolvere.
