La Procura di Milano ha chiarito che l’Inter e i suoi dirigenti non sono indagati nell’inchiesta per frode sportiva. Le persone iscritte nel fascicolo riguardano esclusivamente il mondo arbitrale, come riportato da Adnkronos.
Le indagini hanno identificato quattro o cinque partite finite nel mirino degli inquirenti, nessuna della stagione in corso. Gli indagati risultano essere il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e il supervisore VAR Andrea Gervasoni, entrambi autosospesi. A loro si aggiungono gli addetti al VAR Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. Daniele Paterna è invece indagato per false informazioni al pubblico ministero.
Inter estranea alle accuse: il chiarimento ufficiale della Procura
La precisazione della Procura rappresenta un elemento decisivo nel dibattito pubblico sorto in questi giorni. Mentre il caos arbitrale continua a dominare il dibattito calcistico italiano, la magistratura ha voluto separare nettamente la posizione dei vertici nerazzurri da quella degli organi arbitrali sotto indagine. Nessun coinvolgimento diretto della società nerazzurra emerge dalle carte dell’inchiesta, confermando quanto già sostenuto dal presidente Marotta nelle sue dichiarazioni pubbliche.
La distinzione tra gli indagati è rilevante. Rocchi e Gervasoni, figure di vertice nel sistema arbitrale italiano, si trovano nella posizione più esposta. I quattro addetti VAR e il funzionario sotto accusa per false dichiarazioni completano un quadro investigativo focalizzato interamente su comportamenti e responsabilità interne all’AIA. Le partite oggetto di scrutinio risalgono a periodi antecedenti alla stagione attuale, allargando lo sguardo su dinamiche che precedono i recenti episodi arbitrali contestati.

Quale scenario emerge per il calcio italiano dopo queste indagini
L’inchiesta continua il suo corso senza toccare direttamente la gestione sportiva dell’Inter, permettendo ai nerazzurri di concentrarsi completamente sulla corsa al ventunesimo scudetto. La società, attraverso le dichiarazioni di Marotta e dell’allenatore Chivu, ha già chiarito la propria posizione: focus totale sul campo, indifferenza rispetto alle questioni procedurali esterne.
Nel frattempo, il sistema arbitrale italiano rimane sotto pressione. L’allargamento delle indagini a più partite e il coinvolgimento di figure apicali come il designatore segnalano una crisi profonda nel meccanismo di controllo interno. La magistratura continua a raccogliere elementi su comportamenti sospetti legati al VAR e alla designazione arbitrale. Per l’Inter la strada rimane libera: nessuna ombra di sospetto, nessun ostacolo legale, solo il compito di vincere le prossime quattro partite per coronare il progetto scudetto mentre la Procura di Milano continua a investigare il caos arbitri che ha travolto il calcio italiano.
