Da oggetto misterioso a possibile rimpianto: la parabola ascendente di Tomas Palacios ha sorpreso tutti. Arrivato all’Inter nell’estate del 2024, non è mai riuscito a trovare spazio in nerazzurro, ma tutto è cambiato con il ritorno in patria. Oggi, complici le prestazioni con l’Estudiantes, è arrivata anche la convocazione in nazionale, aprendo inevitabilmente riflessioni sul suo percorso.
Un’esperienze deludente in nerazzurro
Come ricostruisce la Gazzetta dello Sport, pagato 6,5 milioni più bonus, Palacios era considerato un investimento importante ai nastri di partenza. Tuttavia in Italia non è mai riuscito ad imporsi, appena 26 minuti giocati tra Campionato e Coppa Italia, non entrando mai nelle rotazioni dei nerazzurri.
Nemmeno il prestito al Monza è bastato per rilanciarlo. Così a gennaio è arrivata la scelta di tornare in Argentina, all’Estudiantes con l’obiettivo di ritrovare continuità.

Rinascita in Argentina e chiamata dell’Albiceleste
La svolta è stata immediata, titolare fin da subito, Palacios ha collezionato 8 presenze consecutive dal primo minuto, contribuendo a cinque clean sheet e al secondo posto in classifica del suo Estudiantes.
Prestazioni solide che non sono passate inosservate nemmeno dal CT argentino Scaloni, fino alla convocazione in Nazionale, traguardo impensabile solo pochi mesi fa. L’inter lo ha ceduto in prestito fino al 2027 con diritto di riscatto, senza mantenere il controllo diretto sul futuro. E ora davanti a questa esplosione, il dubbio inizia a farsi strada.