Nel dibattito esploso dopo il caso di San siro, il tema del comportamento antisportivo è tornato centrale. Le polemiche riguardano il gesto di Alessandro Bastoni e le annesse conseguenze disciplinari. La domanda che circola è se tale episodio possa avere ripercussioni sulle convocazioni in nazionale azzurra del CT Gennaro Gattuso. Mentre la FIGC valuta come intervenire per salvaguardare l’immagine del calcio italiano.
Bastoni, nessun ‘taglio’: ma il caso resta aperto
Come spiegato dalla Gazzetta dello sport, l’ipotesi che Bastoni venga tagliato fuori dalle convocazioni per i playoff di marzo non è sul tavolo: non esiste un codice etico, come ai tempi di Prandelli, e pertanto nessuna sanzione automatica è automaticamente prevista. Solo un’eventuale decisione dell’Inter di punire il giocatore potrebbe aprire scenari diversi, ma attualmente si tratta di un’ipotesi remota.
Il vero nodo riguarda la l’immagine del calcio italiano, già alle prese con una credibilità fragile. Un episodio così evidente, con sanzione invertita ed esultanza considerata antisportiva, non fa altro che aumentare il malcontento.

Un problema più ampio: Var, protocollo e necessità di deterrenti
Il caso Bastoni-Kalulu ha riacceso la discussione su come il sistema debba reagire ai comportamenti ingannevoli. Molti si chiedono perchè, se si può modificare il protocollo Var, non si possa aggiornare anche la prova TV per renderla più incisiva. Si tratta, di fatto, dell’unico strumento realmente efficace per punire chi simula, inganna o altera il regolare svolgimento del gioco.
L’obiettivo e la presa di posizione della FIGC sono chiari: ridurre episodi che danneggiano la credibilità del campionato, alimentando inevitabilmente la sfiducia tra tifosi e addetti ai lavori.