Mercato, due colpi per il futuro e il giovane chiama l’Inter: “Voglio quella maglia!”

Mercato, due colpi per il futuro e il giovane chiama l’Inter: “Voglio quella maglia!”
Il presidente dell'Inter Giuseppe Marotta sorridente prima di una partita di campionato alla Cetilar Arena nel 2025

L’Inter, sotto la guida della proprietà Oaktree, sta accelerando su una strategia chiara: puntare tutto su profili emergenti per costruire una squadra competitiva e sostenibile nel tempo. Due giovani di grande prospettiva, un classe 2004 e un 2005, sono vicinissimi al ritorno a Milano grazie a clausole inserite in passato: si tratta di Ebenezer Akinsanmiro e Aleksandar Stankovic.

La nuova visione di Oaktree: largo ai giovani

Da quando Oaktree ha preso le redini del club, la linea è netta: addio a colpi di esperienza a parametro zero con ingaggi pesanti, e spazio ad investimenti mirati su ragazzi giovani con margini di crescita.

Si guarda anche ai talenti “in prestito” altrove, per abbassare ulteriormente l’età media della rosa e creare plusvalenze future. E tra i tanti ragazzi mandati a farsi le ossa, secondo La Gazzetta dello Sport Marotta ne apprezza due su tutti: Ebenezer Akinsanmiro e Aleksandar Stankovic.

Akinsanmiro in azione contro il Lecce
Akinsanmiro in azione contro il Lecce

Akinsanmiro e Stankovic, ritorno alle origini

Ebenezer Akinsanmiro, centrocampista nigeriano classe 2004, sta incantando in Serie A con il Pisa. Il club toscano ha l’opzione per acquistarlo a circa 6 milioni, ma ai nerazzurri bastano tra 750mila e un milione per riportarlo a casa. Lo stesso ragazzo, nelle ultime ore, ha ribadito che gli piacerebbe anche tornare a giocare all’Inter: un fattore non banale.

Anche Aleksandar Stankovic, serbo classe 2005 e figlio del leggendario Dejan, è esploso lontano da San Siro: al Club Bruges, dopo il trasferimento estivo per 10 milioni, sta convincendo tutti. E l’Inter ha inserito, anche con lui, una clausola di riacquisto: 23 milioni nel 2026 o 25 nel 2027. Tutto in bilico, insomma, con una certezza: la strategia nerazzurra non è più quella degli ultimi anni.

Redazione SpazioInter
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