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Grattacapo Sanchez, non bastano 4-5 milioni per l’addio: la vera cifra!

In casa Inter mentre Inzaghi continua la preparazione per la prossima stagione, la dirigenza non perde di mira il mercato.

Dopo un avvio scoppiettante con gli acquisiti dei vari Onana, Bellanova, Asllani, Mkhitaryan e Lukaku, i nerazzurri si sono fermati, vedendo sfumare sia Paulo Dybala sia Gleison Bremer.

Il sesto vero acquisto, però, potrebbe essere Milan Skriniar, in caso di permanenza. Giocatore più che fondamentale sia per Inzaghi sia per l’ambiente Inter.

Nel frattempo, quindi, Marotta dovrà cercare di rimpinguare le casse in altro modo e tra le cessioni c’è il no e di Alexis Sanchez.

Vidal Sanchez
Getty Images, Alexis Sanchez

Il cileno, però, starebbe creando non pochi problemi all’Inter, Infatti, stenta a concludersi l’accordo tra le parti per la buonuscita.

L’addio è più complicato del previsto e oggi Il Corriere dello Sport fa il punto sulla situazione e sulle cifre messe sul tavolo dal club nerazzurro, non accettate dal cileno e dal suo entourage.

All’Inter non basteranno 4-5 milioni per risolvere il contratto con Alexis Sanchez. Ne serviranno di più, probabilmente 8, perché la cifra che il cileno incasserà dovrà comprendere anche una parte dell’ingaggio posticipato nel 2020-21 per non gravare troppo sul monte stipendi. Una procedura analoga a quella fatta da Arturo Vidal per il quale la buonuscita era già determinata ovvero i 3,5 milioni che doveva avere. Per Sanchez va aggiunto l’incentivo all’esodo per risolvere l’accordo fino al 30 giugno 2023 che gli garantisce 7 milioni netti, poco meno di 10 al lordo”.

L’intera cifra sarà “caricata” dal club sul bilancio 2021-22 e dunque nel prossimo esercizio il cumulo degli ingaggi dovrebbe essere in linea con le aspettative del settlement agreement con l’Uefa. L’accordo con Nyon è già stato trovato, sia dall’Inter sia dagli altre trenta società finite sotto la lente d’ingrandimento degli uomini di Ceferin, e adesso sono al lavoro gli avvocati per mettere nero su bianco ed arrivare alle firme”, si legge sul quotidiano.