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La rivoluzione di Calhanoglu, da una sponda all’altra del Naviglio

Non deve essere per niente facile passare dal giocare per una tifoseria, ad un’altra della stessa città. E dev’essere incredibilmente difficile conquistare la nuova a suon di prestazioni.

Non sembra per niente facile, a meno che tu non ti chiami Hakan Calhanoglu ed esulti in faccia ai tuoi vecchi tifosi al primo derby disputato da avversario.

La stagione del centrocampista turco è a dir poco sensazionale nei numeri: 33 presenze, 7 gol e 12 assist da interno di centrocampo sono un bottino da top player.

Calhanoglu in questa stagione ha dimostrato di poter essere definito come tale, facendo un salto di qualità e disputando la sua miglior stagione da quando è in Italia.

Più che nei numeri, però, la traccia l’inamovibile numero venti di Inzaghi l’ha lasciata nei big match, con o senza gol, con o senza assist.

Calhanoglu Inter

Nei big match in cui è andato a segno è facile ricordare il derby d’andata, il gol vittoria ai danni della Juventus a Torino e il gol decisivo per il pareggio in Coppa Italia dopo aver tirato uno scaldabagno con la freddezza di un fenomeno.

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Ma è in alcune prestazioni in cui non sono arrivati bonus che si è scoperto un Calhanoglu decisivo, tignoso e fenomenale, come nella doppia sfida contro il Liverpool.

Tanti, tantissimi palloni recuperati, tanti altri conquistati con forza e prepotenza, al pari di un centrocampista con caratteristiche più difensive. Due prestazioni sontuose.

Il centrocampista di Manheim è stato preso per rimpiazzare Eriksen e ha disputato una stagione bellissima, anche migliore di quella fatta dal centrocampista danese che ha però pagato lo scotto dell’ambientamento nel nuovo campionato nella prima fase della sua avventura interista.

Hakan Calhanoglu è stato a tutti gli effetti l’acquisto migliore della sessione di mercato estiva nerazzurra 2021 e si è consacrato a Milano, sì, ma nella sponda opposta del naviglio.

Forse non vincerà lo scudetto, che con ogni probabilità si riverserà nell’altra sponda meneghina, ma avendo vinto due trofei da assoluto protagonista la sua stagione potrà dirsi vincente.

Tra l’altro, per la prima volta da quando è in Italia.