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Lautaro: “L’esultanza del Toro? Vi spiego come è nata!”

Lautaro Martinez è protagonista di un’intervista a Inter Tv per il format “Careers“.

El Toro ha visto alcune foto riguardanti la sua vita e man mano le ha commentate.

Lautaro Martinez
Lautaro Martinez

La prima lo ritrae da piccolino, mentre vestiva la maglia del Liniers. “Questa foto è di quando ho cominciato, accompagnato da mio padre che ha giocato lì. Ho tanti ricordi belli, l’emozione di un bambino che voleva imparare tanto e diventare un professionista. Avevo i capelli più lunghi, poi ho dovuto tagliarli per andare in piscina, ma mi piacevano. Ero già un attaccante, prima avevo fatto il difensore come mio padre. Dopo ho fatto l’attaccante esterno perché ero più veloce di oggi e mi piaceva fare gol. Mio padre mi voleva attaccante”.

Dopodiché una che raffigura l’esordio con il Racing e qui parla anche di un grande ex nerazzurro, Diego Milito: “Questo è un momento unico nella vita di un calciatore. Volevo fare il professionista e in questa foto si vede il mio esordio, con un calciatore che ha fatto la storia del calcio e posso dire è un mio amico. Ci sentiamo sempre e mi ha dato una mano quando avevo bisogno. Ho imparato tanto da lui e questo è un momento che porto sempre con me. Vuol dire tanto entrare al suo posto, sapevo cosa significava lui per il calcio e il Racing. E’ uscito dal campo tra gli applausi e sognavo di uscire anch’io così. Ho lavorato tanto e sono contento per quello”.

Poi, foto della sua esultanza e dice: “L’esultanza del Toro nasce con un compagno di squadra, poi è rimasto e ho continuato a farlo. Mi piace il soprannome ‘Toro’, me lo ha messo un compagno da piccolo, da 15 anni è così. Adesso esulto anche con il gesto del mate perché l’ho fatto con il Tucu l’ultima volta”.

Infine, sulla Nazionale e la vittoria della Coppa America: “Emozioni uniche, la nazionale argentina non alzava una coppa da 28 anni. Era il sogno anche di Leo Messi che stava con la nazionale da tanto, nonché il nostro perché era un periodo difficile per tutti e volevamo dare gioia alla gente argentina per passare un po’ il momento brutto dovuto alla pandemia. Dopo tanti anni alzare la coppa al Maracanà, in Brasile, in una competizione che si doveva giocare in Argentina. Sembrava scritto. Un bel ricordo. Ci sono tanti attaccanti della Nazionale che sono passati e non sono riusciti a vincere. Sono molto contento di aver contribuito, per tutti noi e gli argentini. Era importante e lo abbiamo fatto con un grande calcio, con spirito di squadra e con Messi che è la nostra bandiera. Lui è il migliore al mondo, ha vinto sette Palloni d’Oro. Dice tutto. Credo che la Coppa America sia stata molto importante per vincere il premio. Gli faccio i complimenti, sette sono tanti”.