Correa suona la carica: "Sento che il derby può cambiare la stagione"

Correa suona la carica:

Joaquin Correa, grande protagonista dell'ultimo match di Serie A grazie ad una doppietta, è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport.

L'attaccante nerazzurro ha parlato del suo arrivo a Milano e, chiaramente, anche del derby in programma domani sera.

Correa, Inter, Derby

Le sue parole

"Siamo ancora a inizio stagione, ma di sicuro senti nell’aria che questa è una partita speciale, una di quelle che possono cambiare una stagione: i tifosi nerazzurri ci chiedono una grande gioia e noi vogliamo dargliela"

Sulla classifica: "Sarebbe sbagliato se noi ora facessimo questi calcoli, se pensassimo ai rischi e ai pericoli. Dobbiamo, invece, ragionare al contrario, pensare a quanto sarebbe importante arrivare noi a -4: con una vittoria può cambiare tutto, sarebbe un messaggio, significherebbe che possiamo ancora essere protagonisti. Ma ora i giudizi definitivi non servono, serve stare là attaccati alla vetta"

Sulla differenza con il Milan: "Semplicemente non hanno mai sbagliato, quindi bravi loro. Noi qua e là abbiamo commesso degli errori e qualche episodio non è girato bene, così abbiamo perso qualche punto pesante. Comunque, non ci possiamo lamentare perché stiamo facendo un buon campionato. E adesso è proprio il momento di far vedere la qualità di una rosa di altissimo livello: di sicuro nessuno di noi si sente inferiore al Milan per il fatto di essere a -7 punti. La mentalità è da grande squadra, quindi affrontiamo il derby senza paura"

Sull'arrivo a Milano: "Una telefonata importante è stata quella di Veron, un riferimento per noi all’Estudiantes. Era incredibile, non sbagliava un passaggio. Stavolta gli ho chiesto informazioni sul club e lui ha detto subito: “Vai!”. Mi ha fatto capire quanto sia grande l’Inter, cosa significhi essere qua. Io non ci ho pensato un attimo: questo sogno ce l’avevo sin da bambino quando l’Inter l’avevo solo sfiorata"

Sul Mister Inzaghi: "Dopo il mio procuratore, ho sentito proprio lui oltreché il club: mi ha fatto capire che questo era un passo in avanti importante. Sentirlo in quel momento mi ha reso felice e sicuro. Non lo vedo cambiato, è sempre tranquillo e determinato. Bravissimo a gestire con intelligenza: un fratello maggiore che si fa volere bene dai suoi giocatori. E anche il suo staff lavora benissimo: per questo penso che le cose andranno bene per noi, basta solo avere pazienza"

Su Lautaro e Dzeko: "Competizione sana, ma andiamo tutti nella stessa direzione. Anzi mi sta aiutando tantissimo: è un top dentro e fuori dal campo. Prima di venire mi chiamava continuamente per chiedermi: ci teneva proprio che venissi! Con Dzeko scherzo spesso: gli dico che a Roma vincevamo sempre noi. Averlo come avversario era dura, meglio sia con noi: è pazzesco, segna tantissimo"

Su Ibrahimovic: "Zlatan lo seguivo già da piccolo quando era all’Inter, ma non sono stupito che faccia la differenza: ora i giocatori durano di più, si curano e grazie a questo lavoro Ibra resta ancora un grande"

Sull'inizio di stagione: "Mi aspettavo di stare meglio fisicamente e, quindi, di giocare di più. Ma piccoli infortuni mi hanno penalizzato e questo mi fa arrabbiare. Il mio tempo, però, arriverà: ora sto bene e sono pronto a giocare più minuti"

Infine, su Brozovic, ha parlato così: "Il livello della rosa è altissimo. Brozovic, al di là degli scherzi, è impressionante: quanto corre per tutto il campo…"

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Giorgio Rapisarda
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