LE PAGELLE di Inter-Genoa: D'Ambrosio salva un Inter opaca

LE PAGELLE di Inter-Genoa: D’Ambrosio salva un’Inter opaca


Ben ritrovati con le Pagelle di Spazio Inter. Oggi diamo i voti ai nerazzurri scesi oggi in campo per Inter-Genoa. Inter opaca, soffre ma vince lo stesso grazie a D’Ambrosio.

LE PAGELLE DI INTER-GENOA

Handanovic 6,5: il portierone sloveno è al solito trai migliori in campo. La retroguardia quest’oggi non è solida e soffre terribilmente il redivivo Taraabt, spetta a lui bloccare le iniziative offensive del Grifone.

D’Ambrosio 7: in attesa del recupero di Cancelo il titolare a destra è ancora lui. Anche oggi partita povera di luci e ricche di ombre. Dietro soffre troppo le ali del Genoa, davanti non riesce a fornire la giusta spinta e neanche qualche pallone utile per l’attacco. Alla fine strappa la sufficienza e anche qualcosina in più per il goal partita di questo Inter-Genoa.

Skriniar 6,5: la difesa oggi traballa moltissimo ma lo slovacco resta attento. Pellegri si rivela un cliente difficile ma di riffa o di raffa Milan lo riesce a gestire. La sensazione sullo slovacco è che dopo anni di meteore in difesa finalmente è arrivato un buon acquisto.

Miranda 6: stesso discorso fatto per Skriniar. Difesa pericolante ma insieme al suo compagno di reparto riesce a tenere in piedi la baracca. Pellegri potrebbe essere suo figlio ma riesce comunque a metterlo in difficoltà, l’Inter riesce anche a regalare certe emozioni.

Dalbert 5: in Francia era considerato un terzino molto offensivo, qui in Italia per ora questa bravura offensiva non si è ancora vista. Anche in fase difensiva non brilla, facendosi asfaltare da un Omeonga peraltro fuori ruolo. La sensazione è quella di aver investito male i quasi 30 milioni per il suo cartellino, sopratutto se si pensa che il Milan ha pagato la metà Ricardo Rodriguez. Ne carne ne pesce, bocciato.

Borja 5: lo spagnolo appare stanco, fiacco. Anche la sua visione di gioco tanto acclamata ad inizio stagione appare ora opaca. Probabilmente a 32 anni, 33 a gennaio, ha bisogno di turni di riposo più ampi ma purtroppo la coperta a centrocampo è corta.

Vecino 5,5: opaco anche lui, ma a differenza dello spagnolo ci mette più corsa. In estate non era tra le prime scelte ma Spalletti l’ha scelto come prima opzione per rinforzare il centrocampo dopo i rifiuti di Nainggolan e Vidal. Per ora non ha risposto adeguatamente alle attese poste su di lui.

Candreva 4: A.A.A. Cercasi l’esterno che in Nazionale semina il panico nelle difese avversarie. Poco movimento, cross (come al solito ormai) imprecisi e anche l’occasione sprecata a due passi dalla porta ad inizio secondo tempo. Esce tra i fischi dei tifosi e tra gli abbracci di Spalletti e dei compagni. La sensazione che oltre la carota il tecnico livornese debba usare anche il bastone con l’ex Lazio.

Brozovic 5: nel 1960 Alberto Moravia scrisse il romanzo “La Noia”. L’opera raccontava la vita di Dino, un pittore annoiato da tutto ciò che ha intorno. Marcelo sembra un suo remake in chiave calcistica, sempre apatico e svogliato. Dopo l’uscita di Candreva si sposta sull’esterno di destra e sembra riaccendersi con qualche buono spunto e cercando il gol da fuori area. Ma da uno in possesso dei suoi mezzi tecnici ci si aspetta molto di più.

Perisic 6: il croato ha il pregio di essere l’unico a provare a metterla in rete nel primo tempo. E’ ormai uno dei senatori di questo gruppo, lo sa e prova a mettersi la squadra sulle spalle, ma il gioco prodotto dai compagni per 3/4 della gara è misero riducendo all’osso le occasioni. Ivan predica nel deserto, purtroppo.

Icardi 5,5: chi contesta Maurito per il non giocare fuori dall’area e aiutare la squadra chiuda queste pagelle ed esca fuori dalla stanza. Il recupero su Pellegri è il simbolo della crescita di Mauro in questi 4 anni a Milano. Sempre più un giocatore fondamentale, se si vuole tornare in Champions lui è uno dei pochi in grado di riportare l’Inter lì dove merita. Unico neo: l’astinenza da goal su azione…

Eder 6,5: entra al 12′ secondo tempo e cambia volto all’Inter. L’attacco si accende e lo stesso oriundo prova più volte a metterla dentro. Considerando la scarsa tenuta del 4-3-2-1 nelle ultime uscite e la voglia di spaccare il mondo da parte del numero 23 un passaggio al 4-4-2 con Eder seconda punta dietro Icardi non sembra una blasfemia.

Karamoh 6,5: buon esordio quello del francese. Il suo ingresso porta agilità e imprevidibilità all’attacco interista. Migliore lo soffre tantissimo ed è spesso costretto ad entrate fallose per fermare il 17. Se Candreva continuerà ad essere così apatico il classe 1998 potrebbe conquistare anche la titolarità.

Joao Mario 6: entra per far vincere la partita ai nerazzurri ed effettivamente ci mette lo zampino sul corner vincente di D’Ambrosio. Meglio da subentrato che da titolare.

Spalletti 6: non possiamo dire che ha sbagliato formazione perché gli uomini a sua disposizione sono solamente questi, ma sicuramente l’11 di partenza è da rivedere. Mezzo voto in più perché nel secondo tempo ha avuto il coraggio di mettere in campo Karamoh, mossa che si è rivelata decisiva.

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