La vision di Thohir: internazionalizzare ed aumentare il valore del marchio Inter

La vision di Thohir: internazionalizzare ed aumentare il valore del marchio Inter


L’accordo con la Suning Commerce Group sembra ormai imminente e così Erick Thohir è pronto a diventare il socio di minoranza dopo circa 31 mesi di presidenza nerazzurra con il 70% delle quote. È opportuno, quindi, valutare la meticolosa strategia del presidente indonesiano, volta a migliorare la disastrosa (“solo” economica e finanziaria) gestione del suo predecessore Massimo Moratti, attuale socio di minoranza dell’Inter con il 29,5%.

FINISCE L’ERA MORATTI – L’ultimo bilancio dell’Inter, targata Massimo Moratti, è stato approvato all’unanimità il 25 ottobre 2013, tre settimane prima dell’insediamento ufficiale di Erick Thohir come socio di maggioranza del club nerazzurro, chiudendo con una perdita di € 79.881.808, in peggioramento rispetto al bilancio 2011/2012 che si è chiuso con una perdita di € 77.147.926. L’ultima gestione di Moratti, quindi, si chiuse con  una netta perdita, ma col prospetto di ben 8 giocatori over 30 con due anni di contratto: un fattore positivo sicuramente è stato la riduzione dei costi della produzione di circa 44,3 milioni di euro, dovuti soprattutto alla riduzione degli stipendi di molti reduci del Triplete, oltre ad alcuni addii illustri quali Julio Cesar, Maicon, Lucio, Pandev, Eto’o e Sneijder. Il problema principale rimasero soprattutto i debiti verso le banche che la gestione morattiana (Moratti in 18 anni ha contribuito al capitale nerazzurro con € 1.253.229.000) aveva accumulato. In questo quadro si affacciava il presidente indonesiano il 15 novembre del 2013.

ARRIVA THOHIR – Circa due anni e mezzo fa, Thohir acquistò l’Inter per la cifra di 75 milioni di euro, che corrispondeva al 70% della società nerazzurra: il valore della società nerazzurra al novembre 2013 ammontava a € 107.142.857,14. La sua idea di gestione si cominciò ad intravedere nell’assemblea  ordinaria del 20 ottobre 2014, in cui si approvò il bilancio della gestione 2013/2014.

BILANCIO 2013/2014 – Il bilancio 2013/2014 generò un utile (sorprendente ma non evidenziaThohir-ride-aaa-Boling-Inter.it_to dai media) netto pari a € 33.186.211, grazie alla creazione di Inter Media and Communication Srl  (attraverso questa operazione straordinaria di conferimento l’Inter ha conseguito una plusvalenza che ha contribuito fortemente all’utile 2013/2014), che fu importantissima per iniziare l’operazione di rifinanziamento del debito, che prevede il seguente piano di rimborso:  – 1 rata da € 1 milione entro il 30 giugno 2015; – 15 rate trimestrali da € 3 milioni ciascuna dal 30.09.2015 al 31.03.2019 per un totale di Euro 45 milioni; – 1 rata finale di € 184 milioni entro il 30 giugno 2019. Inoltre, nell’assemblea del 2014, vennero nominati personaggi del calibro di Michael Bolingbroke (Chief Executive Officer) e Michael Williamson (Chief Financial Officer).

NEW VISION&MISSION – La visione e il progetto della cordata indonesiana è espressa dalle linee guida nella relazione sulla  gestione nel bilancio 2013/2014 in queste chiare e semplici frasi: “I nuovi azionisti di International Sports Capital HK Ltd, avendo una comprovata esperienza nel campo sportivo, hanno identificato le aree chiave che saranno in grado di realizzare la propria “vision” strategica che prevede, nel medio termine, di posizionare ed affermare l’Inter come uno tra i più importanti club calcistici al mondo, raggiungendo importanti risultati sportivi e, nel contempo,incrementandone la presenza commerciale globale e implementando e mantenendo una rigorosa disciplina finanziaria (con l’obiettivo di raggiungere l’equilibrio economico-finanziario nel giro di 2-3 anni), anche alla luce della normativa sul fair-play finanziario.” Inoltre, Thohir ha voluto rivoluzionare l’assetto manageriale, considerando l’Inter come una vera società di caratura internazionale e le nomine del CEO e del CFO vanno in questa direzione: dotare di top manager aree di livello primario per uno sviluppo internazionale così da raggiungere gli obiettivi prefissati. Altro passo importantissimo per gli sviluppi attuali: l’Azionista di riferimento (Thohir) ha espresso l’impegno a supportare patrimonialmente e finanziariamente la Società per almeno un triennio”. Ciò significa che la “scadenza” del suo progetto è datata 30 giugno 2017: l’accordo con Suning prevede, infatti, l’acquisizione del 70% entro questo mese, mentre fra un anno esatto la cordata cinese rileverà l’intera quota di Erick Thohir. Tutto coincide e le dichiarazioni del 30 giugno 2014 portano in questa direzione.

BILANCIO 2014/2015 – Thohir, come si evidenzia nel bilancio 2014/2015 ha effettuato una serie di finanziamenti nel mese di giugno 2014 per € 22,1 milioni e per € 5 milioni nel mese di dicembre 2014, oltre a quelli ottenuti nei mesi di marzo e aprile 2015 per € 76,6 milioni. Tali finanziamenti hanno permesso alla Società di ottenere risorse aggiuntive per sostenere la gestione finanziaria nel breve termine. Inoltre, una considerazione va fatta dall’ultimo bilancio: calcolando l’indice di solvibilità totale (una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti) risulta che è pari a 1.17, e ciò significa che il club possiede dei beni tali che sarebbero sufficienti a pagare i debiti. Notizie pessime per i detrattori: l’Inter non rischia il fallimento perché è solvibile. Dal bilancio, infine, risulta una perdita di € 73.985.539.

THOHIR E LA SUA GESTIONE – Il presidente indonesiano è riuscito nel suo scopo: internazionalizzare l’Inter e renderla appetibile per gli investitori stranieri. Infatti la gestione manageriale al top ha permesso la spalmatura del debito verso le banche sino al 2019, rinforzando la squadra ed avendo, inoltre, prospettive economiche sempre più rosee.

TRATTATIVA CON SUNING – La trattativa di vendita comporta un dato significativo: stando alle cifre riportate dai media, il 70% dell’Inter sarà ceduto da Thohir per la cifra di € 525 milioni. Ciò comporta che il presidente indonesiano, bistrattato da tutti per la sua poca propensione alle spese sul mercato, ha incrementato il valore totale del marchio Inter portandolo a € 750 milioni (7 volte e mezzo dal suo acquisto nel 2013). Infine, il suo grande senso manageriale lo porterà a guadagnare, al netto del suo acquisto di  75 milioni, ben € 225 milioni, vendendo solo il 40% della sua quota (gliene resterà il 30%).

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