Due certezze e una scelta ancora da compiere. Il centrocampo dell’Inter si avvicina al derby con Hakan Çalhanoğlu e Nicolò Barella come punti di riferimento, mentre Cristian Chivu deve decidere chi affiancherà i due: Piotr Zieliński è in corsa per partire dall’inizio, ma resta aperta l’alternativa Henrikh Mkhitaryan. Una decisione che inciderà sulla gestione del pallone e sull’equilibrio della squadra contro il Milan.
Per i nerazzurri il compito sarà duplice: trovare continuità nella costruzione e impedire al centrocampo rossonero di scegliere liberamente tempi e direzione del gioco. Çalhanoğlu dovrà confrontarsi con la regia di Luka Modrić, Barella ritroverà Adrien Rabiot, mentre il terzo interprete scelto da Chivu incrocerà corsa e pressione di Yunus Musah.
Çalhanoğlu contro Modrić: l’Inter cerca il controllo della partita
Il primo riferimento dell’Inter resta Çalhanoğlu. In una squadra che cerca di accompagnare l’azione con più uomini, la sua responsabilità non si esaurisce nel primo passaggio: deve capire quando accelerare, quando cambiare lato e quando proteggere il possesso per permettere ai compagni di riposizionarsi.
Dall’altra parte ci sarà Modrić, chiamato a dare ordine al Milan e a orientarne il possesso. Per l’Inter, dunque, non basterà affidarsi alla precisione del proprio regista: servirà anche un lavoro coordinato per limitare le ricezioni del croato e costringerlo a giocare in condizioni meno comode.
Çalhanoğlu arriva inoltre con tre gol già segnati in stagione, come sottolinea il quotidiano. Un contributo che ricorda quanto possa incidere anche negli ultimi metri, tra conclusioni dalla distanza e calci piazzati. In una partita potenzialmente equilibrata, la sua pericolosità può pesare anche quando gli spazi per gli attaccanti si riducono.
Barella ritrova Rabiot: corsa, inserimenti e responsabilità
Accanto al turco, Barella avrà un confronto che conosce bene. Rabiot è stato un avversario negli anni alla Juventus e continua a esserlo nelle sfide tra Italia e Francia. Il derby aggiunge un altro capitolo a un duello nel quale la qualità tecnica si accompagna alla capacità di coprire campo e sostenere l’azione.
Per l’Inter sarà importante il modo in cui Barella sceglierà i momenti per attaccare lo spazio. I suoi movimenti possono offrire una soluzione oltre la pressione rossonera, ma dovranno essere accompagnati dalle giuste coperture. Contro un centrocampista capace di avanzare come Rabiot, la distanza tra chi si inserisce e chi resta a protezione della difesa diventa un dettaglio concreto della partita.
Il francese si presenta al derby dopo aver saltato per infortunio le gare contro Udinese e Bologna. La Gazzetta evidenzia questo elemento nel confronto con Barella, rimasto impegnato nelle ultime settimane. Per il nerazzurro conterà quindi distribuire le energie senza perdere la capacità di incidere nei momenti decisivi.
L’esperienza nella stracittadina non gli manca: 23 derby tra campionato e coppe nelle prime sette stagioni all’Inter, con 11 vittorie e 8 sconfitte. Numeri che raccontano una lunga familiarità con questa partita, fatta di successi ma anche di precedenti da riscattare.
Zieliński o Mkhitaryan: la scelta ancora aperta di Chivu
Il dubbio principale riguarda il posto accanto a Çalhanoğlu e Barella. Zieliński è una possibilità concreta, ma Mkhitaryan resta in corsa. La Gazzetta ricorda che il polacco è rimasto in campo fino alla fine nell’ultima uscita contro il Venezia: un elemento da considerare nella gestione delle energie, senza trasformarlo automaticamente in un’indicazione sulla formazione.
Mkhitaryan offre invece l’esperienza di chi conosce bene le distanze e i tempi richiesti da queste partite. Il suo contributo riguarda tanto la circolazione del pallone quanto i movimenti senza palla: dare appoggio al compagno pressato, coprire una zona lasciata libera, riconoscere il momento in cui rallentare o avanzare.
Zieliński e quei quattro gol al Milan: manca la firma nel derby
Per Zieliński c’è anche una storia personale che rende la sfida interessante. Ha già segnato quattro gol contro il Milan, tutti con la maglia del Napoli. Conosce quindi la possibilità di colpire i rossoneri, ma deve ancora farlo nella stracittadina milanese.
Nelle prime due stagioni all’Inter, il polacco non ha trovato né il gol né una vittoria nei derby disputati. La sua capacità di arrivare alla conclusione potrebbe offrire ai nerazzurri una soluzione ulteriore, soprattutto se il lavoro degli attaccanti riuscisse a liberare spazio al limite dell’area.
Prima viene però la decisione di Chivu. L’Inter ha bisogno che la qualità dei singoli si traduca in collegamenti efficaci: Çalhanoğlu nelle condizioni di impostare, Barella libero di accompagnare l’azione e la terza mezzala pronta a sostenere entrambi. È su queste distanze, oltre che sui duelli individuali, che i nerazzurri proveranno a costruire il proprio derby.
