Cristian Chivu parla del proprio futuro all’Inter e delle pressioni che accompagnano il lavoro sulla panchina nerazzurra. Nella conferenza stampa alla vigilia del derby contro il Milan, una domanda sulla possibilità di allenare nel nuovo stadio porta il tecnico a riflettere sulla permanenza nel club. La risposta mescola ironia e considerazioni sul peso dei giudizi. Prima ancora di guardare così lontano, però, Chivu chiede alla squadra di migliorare e di interrompere la serie senza vittorie nella stracittadina.
Chivu sul futuro: «Allenare nel nuovo stadio? È dura»
L’orizzonte del nuovo impianto offre lo spunto per parlare della durata della sua esperienza nerazzurra. Chivu non dà per scontato di esserci e richiama le difficoltà del ruolo:
«Allenare nel nuovo stadio? Mancano 4 anni, è dura: all’Inter subisci giudizi e pregiudizi».
Il tecnico lega quella prospettiva ai risultati e a un cambiamento culturale. Nelle sue parole emerge anche il tema delle energie richieste per sostenere nel tempo un incarico così esposto.
«Se i risultati arrivano e cambia la cultura ci arriverò, con meno capelli bianchi e senza finire in ospedale come qualche mio collega».
Una risposta sul lungo periodo, che non contiene annunci di addio. Chivu mette piuttosto al centro le condizioni necessarie per continuare: il rendimento della squadra e il contesto nel quale un allenatore lavora.
Il richiamo all’Inter: «Una domanda dobbiamo farcela»
Il presente porta al Milan. Chivu invita i suoi a non sentirsi appagati per quanto costruito e chiede un passo avanti rispetto alle ultime stracittadine.
«Dobbiamo guardarla come una partita di campionato, senza accontentarci di quanto fatto nell’ultimo anno e in questo inizio di stagione. Dobbiamo aggiungere qualcosa sotto tutti i punti di vista rispetto al passato. Se sono 7 partite in cui non abbiamo vinto il derby, una domanda dobbiamo farcela».
Il tecnico esclude che esista una favorita e indica l’atteggiamento con cui affrontare la sfida:
«Non esistono favorite nei derby: ci vuole l’orgoglio di portarli a casa».
Il futuro evocato dalla domanda sullo stadio resta lontano. Il derby rappresenta invece una verifica immediata: Chivu vuole una squadra capace di trasformare l’autocritica in una prestazione migliore contro il Milan.
