Josep Martinez riconosce il difetto principale dell’Inter: la fragilità difensiva che compromette le prestazioni nei primi tempi. Il portiere spagnolo, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, analizza senza filtri le criticità della squadra.
Martinez e la difesa dell’Inter: il portiere non scusa nessuno
Il numero uno nerazzurro non scarica responsabilità sulla linea difensiva.
“È facile guardare indietro verso il portiere, ma siamo una squadra e dal primo all’ultimo di noi dobbiamo alzare il livello“.
Spiega Martinez con una lucidità che rispecchia il clima interno. La difesa rappresenta il nodo critico di questa stagione, aggravato da errori individuali nei momenti cruciali. Napoli, Roma e Real Madrid hanno sfruttato gli spazi lasciati dalla squadra di Chivu nei primi tempi, costringendo l’Inter a rimonte faticose e anche non tutte fruttuose.
La consapevolezza del problema esiste.
“Sono tranquillo perché la squadra è consapevole del problema e lì porremo la nostra attenzione”.
Questo non è un dettaglio minore: significa che gli errori difensivi non saranno tollerati nei prossimi impegni. Il portiere sottolinea come contro squadre di grande qualità non sia possibile concedere vantaggi iniziali.
“Siamo forti e possiamo giocarcela con chiunque, ma per farlo dobbiamo evitare di dare vantaggi ai rivali perché a volte ti va bene e altre no”.
Martinez, gli errori e la strada della redenzione
Come affronta il portiere i propri sbagli? Con pragmatismo.
“Un errore lo può fare chiunque, l’importante è analizzarlo per evitare di ripeterlo, non c’è un’altra strada”.
Questo principio vale sia per lui che per il resto della squadra.
Martinez vede bene l’Inter nel complesso.
“Ci vedo bene, e non solo fisicamente: siamo pronti per tutto quello che sta per arrivare, siamo ambiziosi e non ci poniamo limiti”.
La squadra ha fame di vittorie e la consapevolezza dei propri limiti rappresenta il primo passo verso il miglioramento. I momenti decisivi della stagione arriveranno, e l’Inter dovrà presentarsi senza deficit difensivi accumulati nei tempi iniziali. La sfida per Martinez e i compagni è trasformare questa lucidità in comportamenti concreti sul campo.
