Rocchi rompe il silenzio dopo l’inchiesta: che risposta su Marotta e l’Inter

Rocchi rompe il silenzio dopo l’inchiesta: che risposta su Marotta e l’Inter
Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri della Serie A

Tommaso Rocchi, ex designatore arbitrale, racconta al Corriere dello Sport la tempesta giudiziaria che lo ha travolto dopo l’accusa di concorso in frode sportiva e i presunti favori nelle designazioni.

Rocchi e l’incubo del 25 aprile: quando tutto crollò

La vita di Rocchi si è spezzata in un istante. Il 25 aprile scoprì di essere indagato per concorso in frode sportiva, con accuse di alterazioni nelle designazioni arbitrali. “Mi è esplosa una bomba nella vita”, confessa nella sua prima reazione. Da quel momento iniziò un calvario durato mesi, fatto di domande senza risposta e di un vuoto incolmabile. “Ero il mostro”, ripete amaro, riflettendo su come i media lo avessero dipinto.

L’ex designatore racconta il crollo psicologico con brutalità. Si ritrovò senza identità, senza lavoro, con spiegazioni da dare ai figli. La pressione fu tale che decise di autosospendersi, una scelta sofferta ma dettata dai principi che avevano guidato la sua intera carriera: “Non avrei potuto fare diversamente, rispettando i miei princìpi”.

Rocchi e Marotta: la verità sui presunti contatti

Mai una telefonata, mai un incontro. Rocchi nega categoricamente qualsiasi rapporto con il presidente dell’Inter Beppe Marotta. “Mai, così come non ho mai avuto, né cercato rapporti con altri dirigenti”. Per questo aveva introdotto la figura del referee manager, un professionista esterno incaricato di gestire i rapporti tra gli arbitri e i club, creando una barriera di protezione contro possibili pressioni.

La difesa dell’ex designatore è netta: tutte le società nel calcio hanno sempre avuto qualcosa da contestare agli arbitri, ma questo non significa favoritismi. “Io posso garantirti che non ho mai favorito o maltrattato squadre, decidendo sempre in totale autonomia”. Rocchi riconosce che errori nella sua gestione ci sono stati, in particolare nella comunicazione sulla linea del Var la scorsa stagione, ma nega fermamente di aver alterato designazioni per pressioni esterne.

Gli errori ammessi e il ritorno nel calcio

Oggi l’ex designatore guarda al futuro con prudenza. Non esclude di autosospendersi di nuovo se necessario, perché i principi su cui ha costruito la carriera rimangono intatti. Rocchi sta valutando se e come rientrare nel mondo del calcio, ma per ora risponde così:“Io ho soltanto bisogno di riprendermi la vita”. L’inchiesta su Rocchi si è conclusa con l’archiviazione, ma il percorso dell’ex designatore nel calcio italiano resta ancora da scrivere.

Redazione SpazioInter
Gestione cookie