Yann Bisseck ha prolungato il contratto con l’Inter fino al 2031, segnando un’inversione di rotta sulla gestione della difesa nerazzurra. Il difensore tedesco ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport tracciando i propri obiettivi stagionali.
Bisseck e la concorrenza di Stones all’Inter
Durante l’intervista, il centrale ha risposto in merito al possibile cambio di ruolo nella difesa a tre a seguito dell’addio di Stones: “Per me la cosa più importante è giocare, centrale o braccetto non importa. Voglio solo aiutare la squadra, da centrale, da braccetto, da attaccante, non è importante. Alla fine decide il mister, io sono pronto a fare tutto”. Questa elasticità tattica rappresenta un asset significativo per Chivu, che ha la libertà di adattare il sistema difensivo senza vincoli sulla disponibilità del giocatore.
Il difensore ha affrontato direttamente il tema delle contestazioni ricevute in passato: “Non mi interessano, se la gente vuole criticarmi va bene, fa parte dello sport. Io credo sempre in me stesso”. Questa freddezza nei confronti della critica esterna indica una solidità mentale che l’Inter aveva già intravisto nel momento della firma del prolungamento.
La Nazionale e la sfida con Klopp
Bisseck ha affrontato anche il tema della convocazione in Nazionale, un obiettivo che rimane sullo sfondo ma non ossessiona il suo presente all’Inter. “Se giochi all’Inter è normale voler giocare in Nazionale. Il mister ha deciso di prendere qualcun altro, per me va bene: sono pronto a lottare per avere spazio. Spero di essere nelle idee di Klopp, ma deciderà lui”. La serenità con cui accetta la scelta del commissario tecnico contrasta con l’ambizione che manifesta nel voler tornare nei radar della selezione tedesca.
Quale scenario attende il difensore? La priorità rimane cristallina: accumulare ottime prestazioni all’Inter, dimostrare stabilità difensiva e costringere la Nazionale a riconsiderare la propria valutazione. Il prolungamento fino al 2031 trasforma Bisseck in un elemento stabile del progetto tattico di Chivu, eliminando incertezze sul futuro. La concorrenza nella retroguardia nerazzurra non lo intimorisce: la vede come uno stimolo per consolidare il proprio posto e contribuire ai successi dell’Inter nei prossimi anni.
