Barella a tutto tondo: “Sogno la Champions. Futuro all’Inter? Dipende da un fattore”

Barella a tutto tondo: “Sogno la Champions. Futuro all’Inter? Dipende da un fattore”
Nicolò Barella in azione con la maglia dell'Inter

Nicolò Barella ha scelto di restare all’Inter a vita. Il centrocampista nerazzurro, intervistato dalla Gazzetta dello Sport durante il ritiro in Germania, ribadisce l’impegno totale verso i colori nerazzurri e traccia gli obiettivi della nuova stagione.

Barella e il triplete: l’Inter deve vincere tutto

L’obiettivo non ammette compromessi. Dopo il Double della scorsa stagione, Barella pretende di replicare e aggiungere la Supercoppa al bottino. “L’anno scorso abbiamo vinto campionato e Coppa Italia e ora per fare bene dobbiamo vincere di nuovo entrambe più la Supercoppa, oltre che cercare di fare meglio in Champions”, spiega il vice capitano nerazzurro.

Il ritiro a Donaueschingen è intenso, come deve essere. Barella lavora per ritrovare la forma migliore e, soprattutto, per sviluppare un calcio diverso rispetto agli anni precedenti. “Ho 29 anni, non più 23. Sarò più conservativo”, ammette il centrocampista con lucidità. Non è un passo indietro, ma un’evoluzione tattica: gestire meglio le energie, sfruttare l’esperienza accumulata, lasciare più spazio ai quinti per l’ampiezza offensiva.

La Champions League: il rimpianto che non passa

C’è un dolore che Barella non riesce a sedare completamente. “Non aver toccato la Champions, due volte, non mi è mai andato giù”, confessa il giocatore interista. Due finali sfiorate, due occasioni mancate, due fantasmi che tornano nella mente nei momenti di riflessione. Barella spera che una terza occasione arrivi e che sia quella definitiva.

Il momento di flessione della scorsa stagione, superato solo ad aprile con due gol e tre assist in cinque partite, insegna quanto sia importante gestire anche le delusioni personali. La mancata qualificazione al Mondiale aveva colpito duramente: “Mi sono passati vari pensieri per la testa, poi insieme agli altri compagni abbiamo provato a pensare in positivo. Ho capito che non dovevo farmi condizionare da quello che era successo“. Il gol alla Roma ha segnato il ritorno del vero Barella. “L’abbraccio dei compagni, la loro felicità e io che tornavo a sorridere… Tutto questo mi ha fatto fare quel clic”, racconta con sincerità.

I giovani e il ruolo di guida nell’Inter

Essere punto di riferimento non è un titolo che Barella rivendica: “Non sento di doverlo essere per forza, ma se qualcuno ha piacere di parlare con me io sono contento“. In una rosa molto giovane, il centrocampista è chiamato a mettere la sua esperienza di ragazzi come Pio Esposito, un 2005 sottoposto a pressioni enormi. “Quando è così fai una cosa buona e vieni portato in alto come un dio, poi sbagli e ti criticano.”, spiega Barella descrivendo le difficoltà di un giovane attaccante in un calcio italiano in crisi: “Non è semplice, soprattutto quando sei giovane e con la Nazionale che non sta andando bene. Ma sa gestirle”.

Anche Petar Sucic ha impressionato a livello internazionale, e Barella riconosce il talento: “Quando Petar tocca il pallone ti accorgi che ha il calcio dentro”. Alek Stankovic, reduce da un’esperienza di crescita lontano dalla comfort zone nerazzurra, rappresenta il prototipo del giocatore che matura attraverso le difficoltà. “È maturo, ha grandi qualità e sono sicuro che in stagione ci darà una mano”, afferma il vice capitano. Non sono complimenti vuoti, ma valutazioni tecniche di chi conosce il valore di una rosa costruita per vincere.

Il percorso incompiuto e gli obiettivi personali

Barella non ha mai inseguito record personali, eppure li ha raggiunti. È diventato il giocatore con più assist nella storia dell’Inter senza averlo pianificato. È diventato vice capitano senza pensarci. “Quando sono arrivato qui mi sono solo detto: vado a giocare nell’Inter per dare tutto e vincere tutto. Non ho mai pensato di diventare vice capitano, sono orgoglioso, spiega con semplicità. In Nazionale, però, il percorso resta incompleto: un Europeo vinto all’inizio, poi due Mondiali mancati. “È quello che vorrei più di tutto in azzurro, andare almeno una volta alla Coppa del mondo e giocarmela”.

Per il presente, Barella concentra tutte le energie sull’Inter, squadra in cui potrebbe anche chiudere la carriera: “Sì, lo immagino, ma dipende da quanto invecchio velocemente“. A 29 anni, con sette stagioni alle spalle, il centrocampista nerazzurro sa che la prossima stagione rappresenta una finestra cruciale per completare il progetto iniziato con Conte, proseguito con Inzaghi e ora affidato a Chivu. L’Inter vuole vincere di nuovo e Barella vuole essere il protagonista di questa nuova missione.

Redazione SpazioInter
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