Federico Dimarco affronta la nuova stagione dell’Inter consapevole del rischio più grande: la sindrome da vittoria che ha bloccato ogni tentativo di bis scudetto dal 2020 in poi.
Dimarco: la fame di vittoria non si negozia
Intervistato da Sky Sport al ritiro in Germania, l’esterno nerazzurro ha tracciato una linea netta sulla mentalità richiesta dopo il double di trofei:
“Si combatte allenandosi bene, con voglia ed entusiasmo, seguendo le richieste del mister e, soprattutto, mantenendo la fame di vittoria”, ha dichiarato Dimarco.
Non è una frase di circostanza: il giocatore sa perfettamente che l’Inter non può permettersi il rilassamento che ha colpito le altre squadre vincitrici. La differenza tra chi difende il titolo e chi lo conquista non sta nei tanti dettagli, ma in questa ossessione quotidiana di essere migliori di ieri.
La stagione scorsa Dimarco ha dimostrato di sapere cosa significa vincere con la fame: 18 assist e una consacrazione definitiva come uno dei migliori della Serie A. Quest’anno le aspettative cresceranno ulteriormente, eppure la sua filosofia non cambia:
“Cerco sempre di lavorare al massimo. A volte i risultati arrivano di più, altre volte un po’ meno, ma per avere la coscienza a posto devi sempre dare il 100%”.
L’Inter non è come le altre: il peso della maglia
Con le partenze di giocatori come Perisic e altri elementi del nucleo storico, l’Inter ha perso una parte della sua identità. Ma Dimarco, Bastoni, Lautaro, Calhanoglu e gli altri veterani ora hanno una responsabilità ben precisa: trasmettere cosa significa indossare questa maglia.
“Non è una maglia come le altre. Sappiamo tutti cosa rappresenta San Siro”, ha sottolineato l’esterno.
Per i giovani come Stankovic, che ha detto di considerare Dimarco un fratello maggiore, questo messaggio è cruciale. L’esterno non gli chiede di essere fenomeno subito:
“Deve godersi ogni minuto da quando è arrivato qui. Deve pensare a lavorare bene, a crescere giorno dopo giorno e a dare una mano alla squadra. È un centrocampista con caratteristiche diverse da quelle che abbiamo in rosa. Lo conosco un po’ meglio e posso dire che è un ragazzo d’oro, con tanta voglia di lavorare e che tiene moltissimo all’Inter”.

Scudetto: l’Inter parte da favorita ma non isolata
Quando Dimarco guarda al campionato, non vede una battaglia a due o tre. Ha identificato sei squadre in grado di competere: Inter, Milan, Napoli, Juventus, Roma e Atalanta, con il Como che si sta rafforzando:
“Vedo questa Inter come negli altri anni: una squadra che parte per lottare per vincere lo scudetto. Non ci siamo mai nascosti da questo, anche quando in passato non ci siamo riusciti. Penso che tutte le squadre partano allo stesso livello, anche se può avere un piccolo vantaggio chi non disputa la Champions League, perché quella competizione porta via tante energie. Le principali rivali saranno Inter, Milan, Napoli, Juventus, Roma e Atalanta. Anche il Como si sta rinforzando. Ci sono tante squadre che possono dire la loro nell’arco di tutto il campionato”
