Mkhitaryan ha scelto di proseguire all’Inter per un altro anno, rinunciando a un ritiro che sembrava imminente dopo le riflessioni estive sul suo futuro in nerazzurro. Il centrocampista ha raccontato le sue emozioni al riguardo ai giornalisti presenti in mixed zone.
Mkhitaryan e l’Inter: gli obiettivi che lo hanno convinto
Gli obiettivi stagionali hanno pesato sulla decisione di Mkhitaryan:
“Le ambizioni sono grandi, vogliamo rivincere il campionato, la Coppa Italia, la Supercoppa e andare più avanti possibile in Champions. Sono obiettivi difficili, ma raggiungibili”.
La decisione di restare all’Inter è arrivata solo alla fine del campionato:
“Ho parlato con la società solo dopo la partita col Bologna e poi ho fatto le mie valutazioni. Ho pensato che posso giocare un altro anno, potrei anche non smettere dopo questa stagione”.
La fame di rivincita riguarderà soprattutto i big match:
“Non solo contro il Milan, ci è dispiaciuto non poter vincere contro le altre big. Questo è il calcio, l’mportante aver vinto il campionato. Proveremo a vincere anche queste partite in questo campionato”.
A 37 anni, Mkhitaryan è l’ultimo dei veterani
Qual è il vero peso della sua permanenza? A differenza della scorsa stagione, quando Darmian, Acerbi e Sommer garantivano una leadership diffusa, Mkhitaryan rimane l’unico calciatore di quella generazione:
“Ora sono rimasto l’unico a 37 anni. Non è un peso, so le mie capacità, cosa posso dare ai compagni e farò il mio meglio”.
Su Chivu ha espresso fiducia completa. L’allenatore ha già dimostrato le sue qualità lo scorso anno, e il centrocampista riconosce anche i progressi di Stankovic e il ritorno più consapevole di Asllani:
“Sono stato molto colpito dalle qualità di Massolin e di come è cresciuto Stankovic, ma anche di come è tornato Asllani che è più sereno e ha più esperienza. Saranno un grande aiuto per noi se rimarrano”.
La stagione che viene non sarà semplice. L’Inter dovrà costruire continuità con una rosa meno esperta in certi ruoli, ma la permanenza di Mkhitaryan offre una garanzia: c’è ancora qualità e dedizione nel mezzo del campo, elementi che potranno fare la differenza nelle sfide decisive del campionato e della coppa. La prossima mossa spetta alla squadra, che dovrà trasformare questa leadership in risultati concreti.
