Djed Spence e Cristian Romero restano costosi per l’Inter. Le richieste del Tottenham superano i 35-40 milioni per l’esterno inglese e i 50 milioni per il difensore argentino, cifre incompatibili con la strategia di contenimento costi adottata da Oaktree.
Spenc: il Tottenham alza il prezzo
L’esterno inglese rappresenta un obiettivo concreto per rinforzare la fascia destra, ma la situazione con il Tottenham si complica.
Spence, relegato a riserva di Pedro Porro, sarebbe in uscita dal club londinese. Tuttavia, la valutazione iniziale di 30 milioni è già lievitata a 35-40 milioni secondo le ultime valutazioni. Una rincorsa al rialzo che penalizza chi cerca di trattare con il club inglese.
L’Inter potrebbe pensare a uno sconto solo negli ultimi giorni di mercato, quando i tempi stringono e le alternative diminuiscono. Ma non è garantito che Spence accetti di aspettare fino ad agosto senza certezze sul proprio futuro.
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Romero: ingaggio e valutazione blindano il difensore
Romero rappresenta un profilo ancora più complicato. Il Tottenham l’ha proposto ai nerazzurri dopo l’arrivo di Jan Paul van Hecke dal Brighton per 60 milioni, segnale che il centrale argentino è effettivamente in uscita. Ma il prezzo resta proibitivo: oltre 50 milioni di valutazione, più un ingaggio annuale di 6,5 milioni.
L’Inter ha impostato un tetto massimo sui costi, sia per i cartellini che per gli stipendi, con l’obiettivo di mantenere sani i conti. Romero eccede su entrambi i fronti. L’unico precedente positivo risale all’anno scorso con Manuel Akanji, arrivato a fine mercato quando la situazione si era sbloccata. Ma non è detto che la storia si ripeta.
Anche Guela Doué, l’ala dello Strasburgo valutata 45 milioni, è stato depennato dalla lista per le stesse ragioni. La fascia destra dell’Inter rimane scoperta dopo il blocco del passaggio di Anan Khalaili, che non ha superato le visite mediche, e l’impossibilità di chiudere per Marco Palestra.
