Aleksandar Stanković ha scelto di tornare all’Inter dopo due anni lontano da Milano. Il centrocampista classe 2005 ha rilasciato le sue prime parole dopo il ritorno ufficiale in nerazzurro ai microfoni di Inter Tv.
Stanković e il Club Brugge: la scuola che lo ha formato
L’emozione che accompagna questo ritorno è straordinaria. Stanković ha iniziato a giocare a quattro anni con la maglia dell’Inter, spinto da un sogno specifico: “Io ho iniziato a giocare a calcio per l’Inter perché il mio sogno era giocare a San Siro”, ha dichiarato a Inter Tv.
L’esperienza al Club Brugge non è stata una parentesi secondaria. Il centrocampista ha vinto il campionato belga, disputato partite di Champions League e ricevuto il premio di miglior talento della stagione. Questi risultati non sono casuali: “tengono tanto ai giovani, dentro e fuori dal campo”. Quella struttura organizzativa ha insegnato al giocatore cosa significhi il calcio oltre i confini delle ambizioni personali.
Chivu e il ruolo decisivo nella crescita di Stanković
Cristian Chivu ha influenzato direttamente il percorso del centrocampista. Lo ha trovato ancora bambino in Primavera, nel momento in cui Stanković stava iniziando a comprendere cosa significasse il calcio “serio”. Chivu gli ha insegnato principi che vanno oltre la tecnica individuale: “Mi ha insegnato tantissime cose, in campo e fuori: Chivu mi ha fatto capire davvero cos’è il calcio e che alla fine conta ciò che fai in campo per poi vincere”.
Ora Stanković lo ritrova come allenatore della prima squadra nerazzurra. Questo legame rappresenta un vantaggio: il centrocampista conosce già i metodi e la mentalità di chi lo ha educato calcisticamente.
L’eredità di Dejan e il rapporto speciale con Dimarco
Suo padre Dejan ha vinto tutto con l’Inter. Questo fatto non è un semplice dettaglio biografico, ma una responsabilità che il giovane centrocampista porta consapevolmente. La famiglia è conscia dell’importanza di questo momento: “Lui è molto emozionato, forse anche più di me, così come i miei fratelli e mia mamma”, ha raccontato Stanković. Quella pressione positiva, quella fierezza che circonda il ritorno in nerazzurro, spinge il giocatore verso un impegno concreto.
Stanković conosce già diversi giocatori dell’Inter: “Sento spesso Pio Esposito e Dimarco, che è per me come un fratello maggiore. Ci sentiamo ogni giorno, abbiamo un rapporto speciale“. Il centrocampista ha dichiarato di non vedere l’ora di sentire i tifosi gridare il suo nome da giocatore e non da semplice spettatore: “Sono contento di riverli allo stadio, spero di regalare grandi emozioni“.
Negli ultimi mesi, l’Inter ha necessità di ringiovanire il centrocampo e di trovare soluzioni alternative ai titolari. Stanković arriva con questa consapevolezza. Il suo futuro all’Inter dipenderà dalla velocità con cui assorbirà le dinamiche tattiche di Chivu e dalla capacità di competere con i centrocampisti già affermati della rosa. San Siro attende risposte concrete dal giovane Stanković.
