Yann Sommer gode per la prima volta di un’estate completa. Il portiere dell’Inter ha deciso di staccarsi dalla nazionale svizzera, e ora può finalmente respirare dopo una stagione lunghissima.
Sommer e il riposo: la priorità dopo lo Scudetto
In un’intervista a Schweizer Illustrierte, il numero uno nerazzurro riconosce che l’estate rappresenta una rarità nella sua carriera. Gli impegni con la Svizzera gli impedivano di godersi pause autentiche. “È la prima volta che ho una vacanza così lunga. Non potevo permettermela quando ero in nazionale. È stata una stagione lunga. Una stagione molto intensa, ma lunghissima. Tante partite, tanti viaggi: ora sono contento di poter tirare un po’ il fiato“, dichiara Sommer. La stanchezza accumulata emerge chiaramente dalle sue parole: non è semplice nostalgia, ma necessità fisica dopo mesi di pressione continua.
Lo Scudetto vinto con l’Inter mantiene il suo valore, eppure il portiere svizzero inverte la prospettiva consueta. La vittoria merita celebrazioni, certo, ma dietro il titolo esiste una fatica che pochi comprendono pienamente. “Il titolo in sé è bello, certo. Ma ciò che conta di più è l’impegno profuso durante l’anno. Quanti viaggi abbiamo fatto, quante partite abbiamo giocato e anche quante sconfitte abbiamo subito“, spiega Sommer. Questa posizione rivela una maturità tattica del portiere: il trofeo rappresenta il risultato, non il viaggio.
Sommer tra la Svizzera e l’Italia: i rimpianti europei
La nostalgia per i compagni di nazionale emerge con chiarezza. Pur ritiratosi dalla competizione internazionale, Sommer continua a seguire la Svizzera durante i tornei. “Mi mancano già i ragazzi durante il torneo. Terrò le dita incrociate e spero che facciano un grande torneo. Mi piacerebbe chiacchierare con loro e augurare loro buona fortuna. Ora sono un grande tifoso della nazionale svizzera”, confessa il portiere. Non è un addio freddo, ma un passaggio consapevole verso un ruolo diverso.
Sommer nutre anche rammarico per l’Italia, esclusa dai Mondiali. Avendo conosciuto i giocatori azzurri durante gli anni in Serie A, comprende il peso della delusione. “Eravamo tutti molto dispiaciuti per loro. Volevo davvero che si qualificassero perché ora so quanto grande sia l’entusiasmo per il calcio italiano. Penso sia un vero peccato per i ragazzi che conosco e per la nazione. Sarebbe stato meraviglioso vedere l’Italia lì”. Il portiere dell’Inter riconosce una realtà che molti ignorano: l’assenza italiana dai Mondiali rappresenta una ferita per l’intero ecosistema calcistico europeo.
