Ultim'ora e News InterDaniele Tagliaferri

Palestra al Chelsea, perché l’Inter ha perso l’affare? La ricostruzione di Di Marzio

Giocatore Inter in maglia nerazzurra con logo e stelle, visione artistica dello stadio sullo sfondo

Palestra al Chelsea rappresenta il crollo di una trattativa che l’Inter poteva vincere. Secondo Di Marzio, i contatti col terzino risalgono al 16 aprile, il primo incontro tra i club al 21 maggio. Eppure i Blues hanno soffiato il giocatore.

Palestra all’Inter salta: la ricostruzione di Di Marzio

La ricostruzione di Di Marzio svela una dinamica particolare nell’operazione mancata. L’Inter aveva già avviato la trattativa da settimane e disponeva di tempo e di una proposta concreta. Il problema non è stata tanto la volontà del giocatore, che aveva accettato i nerazzurri. Il problema è stata la velocità decisionale: il Chelsea ha colpito quando la proprietà interista ancora valutava l’investimento.

I nerazzurri non hanno accelerato ulteriormente sul fronte della proposta. Hanno mosso i primi passi a metà aprile, formalizzato la trattativa a fine maggio. Ma qui emerge il nodo cruciale: Oaktree è una proprietà che ragiona diversamente rispetto ai precedenti proprietari.

 

Investire 50 milioni di euro per un terzino, per quanto giovane e promettente, rappresenta una scelta che richiede tempo di metabolizzazione interna. Non è una decisione veloce. E questo ha fatto alla fine saltare tutto. Come riferito da Di Marzio:

“L’Inter più di così non poteva fare, ma a livello di offerta sicuramente forse avrebbe potuto accelerare chiudere prima i dettagli con l’Atalanta per evitare che potessero arrivare sirene dall’estero. Forse l’Inter ha pensato che non sarebbero arrivate, forse l’Inter ha pensato che oggi il mercato della Premier è ancora sonnolento e che il Chelsea non avrebbe avuto, o il Chelsea o Manchester City, la velocità di arrivare in tempo per soffiarglielo”.

Gestione cookie