Palestra al Chelsea, perché l’Inter ha perso l’affare? La ricostruzione di Di Marzio

Palestra al Chelsea, perché l’Inter ha perso l’affare? La ricostruzione di Di Marzio
Giocatore Inter con maglia nerazzurra ufficiale e stemma storico

Palestra al Chelsea rappresenta il crollo di una trattativa che l’Inter poteva vincere. Secondo Di Marzio, i contatti col terzino risalgono al 16 aprile, il primo incontro tra i club al 21 maggio. Eppure i Blues hanno soffiato il giocatore.

Palestra all’Inter salta: la ricostruzione di Di Marzio

La ricostruzione di Di Marzio svela una dinamica particolare nell’operazione mancata. L’Inter aveva già avviato la trattativa da settimane e disponeva di tempo e di una proposta concreta. Il problema non è stata tanto la volontà del giocatore, che aveva accettato i nerazzurri. Il problema è stata la velocità decisionale: il Chelsea ha colpito quando la proprietà interista ancora valutava l’investimento.

I nerazzurri non hanno accelerato ulteriormente sul fronte della proposta. Hanno mosso i primi passi a metà aprile, formalizzato la trattativa a fine maggio. Ma qui emerge il nodo cruciale: Oaktree è una proprietà che ragiona diversamente rispetto ai precedenti proprietari.

 

Investire 50 milioni di euro per un terzino, per quanto giovane e promettente, rappresenta una scelta che richiede tempo di metabolizzazione interna. Non è una decisione veloce. E questo ha fatto alla fine saltare tutto. Come riferito da Di Marzio:

“L’Inter più di così non poteva fare, ma a livello di offerta sicuramente forse avrebbe potuto accelerare chiudere prima i dettagli con l’Atalanta per evitare che potessero arrivare sirene dall’estero. Forse l’Inter ha pensato che non sarebbero arrivate, forse l’Inter ha pensato che oggi il mercato della Premier è ancora sonnolento e che il Chelsea non avrebbe avuto, o il Chelsea o Manchester City, la velocità di arrivare in tempo per soffiarglielo”.

Redazione SpazioInter
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