Inchiesta arbitri, l’Inter può gioire: è arrivata una decisione netta

Inchiesta arbitri, l’Inter può gioire: è arrivata una decisione netta
Beppe Marotta, presidente dell'Inter. Foto: ANSA

Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, è stato ascoltato dal pubblico ministero Maurizio Ascione negli uffici del Tribunale di Milano senza essere indagato. Come rivela Tuttosport, l’esito degli interrogatori rappresenta una tutela diretta per il club nerazzurro.

Schenone non è indagato: nessun pericolo per l’Inter

Nella giornata di ieri si è svolta l’audizione di Schenone, addetto arbitrale dell’Inter, durata diverse ore in merito alla clamorosa inchiesta che coinvolge i fischietti italiani. Il pm Ascione lo ha sentito come persona informata sui fatti, insieme a Dino Tommasi, neo designatore di Serie A e B, e Antonio Zappi, ex presidente dell’AIA. Al termine dei colloqui, nessuno dei tre risulta indagato, chiudendo una fase delicata e apprensiva per la Beneamata. In caso di coinvolgimenti di Schenone, la situazione del club nerazzurro si sarebbe aggravata significativamente, proprio perché dirigente della società.

Il proseguimento dell’inchiesta arbitri

La decisione di non indagare Schenone elimina il rischio di coinvolgimento diretto del club in procedimenti penali. Gli inquirenti hanno ottenuto informazioni da una figura centrale nella gestione arbitrale senza formalizzare un’accusa. Questo consente loro di continuare le indagini su altri fronti, verificando rapporti e comunicazioni all’interno della classe arbitrale, mentre l’Inter mantiene una posizione pulita dal punto di vista investigativo. L’agenda della Procura si allarga verso nuove audizioni: l’inchiesta prosegue con la volontà di chiudere ogni discorso prima di luglio, quando lo stesso pm Ascione passerà alla Procura europea. Questo cronoprogramma accelerato rende critica ogni fase successiva.

Redazione SpazioInter
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