Bastoni continua a essere pilastro difensivo dell’Inter dopo sette stagioni in nerazzurro, affermando il proprio attaccamento al club in un’intervista al MatchDay Programme della sfida col Parma.
Bastoni e l’Inter: una storia che dura da sempre
L’esperienza di Alessandro Bastoni al club meneghino non è una scelta recente. “Da sempre questo Club è stato importante nella mia vita: sono cresciuto in una famiglia nerazzurra e quando ho compiuto tre anni mio papà mi ha regalato una maglia dell’Inter con il mio nome”, racconta il difensore. Questa eredità familiare ha tracciato la strada verso Milano, dove il centrale ha costruito una carriera solida e progressiva. Oggi, alla settima stagione, Bastoni rappresenta una delle colonne portanti della difesa interista, con un percorso di crescita continua che lo rende orgoglioso del cammino percorso.
La permanenza all’Inter non è frutto del caso. “Adesso sono arrivato alla mia settima stagione qui, sono uno dei più ‘anziani’: sono fiero del percorso fatto, essere migliorato ogni anno mi rende orgoglioso“, sottolinea il giocatore. Questo messaggio risuona come dichiarazione di appartenenza, in un momento dove la stabilità difensiva rappresenta uno dei vantaggi competitivi nerazzurri.
L’equilibrio di Bastoni: la lezione che conta davvero
Bastoni ha sviluppato una filosofia calcistica basata sull’equilibrio. “Penso che sia importante mantenere equilibrio in ogni situazione, senza esaltarsi troppo quando si vince e senza abbattersi quando si perde”, rivela il difensore. Questo atteggiamento non è banale: nel calcio moderno, dove le pressioni psicologiche crescono costantemente, la capacità di restare lucidi rappresenta un valore aggiunto. La gestione emotiva che Bastoni ha imparato nel corso della carriera lo ha aiutato a ridurre l’impatto della pressione, soprattutto negli anni iniziali.
La famiglia ha giocato un ruolo cruciale in questa formazione mentale. “Ho imparato a dargli il giusto peso: ci sono cose che contano di più, come la famiglia”, dichiara il centrale. Questa prospettiva, apparentemente semplice, è invece sofisticata: consente al giocatore di non identificarsi completamente con il risultato sportivo, mantenendo una visione più ampia della realtà. Il calcio rimane importante, ma non totalizzante.
Chivu come riferimento: il ruolo del nuovo allenatore
Quale impatto ha avuto Chivu? Bastoni lo descrive come una scoperta positiva, nonostante il ruolo sia leggermente diverso: “Il Mister è stata una bellissima scoperta: forse il mio ruolo è un pochino diverso da quello in cui giocava lui, ma sono sicuro che l’avrebbe interpretato al meglio. Per questo sto sempre molto attento a ogni cosa che mi dice, anche dal punto di vista umano: è come se fosse uno di noi”. La vicinanza generazionale tra allenatore e giocatore crea una dinamica particolare, dove Chivu non è percepito come figura distante ma come compagno di percorso che ha semplicemente assunto responsabilità diverse.
Bastoni osserva con attenzione ogni indicazione del tecnico, consapevole che l’esperienza di Chivu da difensore centrale rappresenta una risorsa preziosa. La qualità umana dell’allenatore, secondo il giocatore, lo rende credibile anche oltre l’aspetto puramente tattico.
L’adrenalina di scendere in campo: cosa muove Bastoni
Quando arriva il momento della partita, Bastoni sente ancora quella carica iniziale. “Prima di giocare sento ancora l’adrenalina e un po’ di quell’ansia positiva, di chi vuole fare bene: finché c’è la passione ci sarà sempre”, afferma il difensore. L’adrenalina iniziale cede il posto a concentrazione e equilibrio una volta iniziata la gara, permettendogli di gestire le dinamiche difensive con lucidità. Al termine, rimane l’orgoglio di aver contribuito a una vittoria che coinvolge l’intera tifoseria.
Bastoni conclude riflettendo su ciò che ammira nei compagni. Vorrebbe avere l’energia inesauribile di Barella, che “è incredibile, non si ferma mai, riesce a correre di continuo senza prendersi un attimo di respiro”. Questo desiderio di miglioramento continuo, unito alla consapevolezza del proprio ruolo all’Inter, traccia il profilo di un difensore maturo che intende proseguire il suo percorso in nerazzurro con dedizione e consapevolezza.
