Marotta delinea la strategia mercato dell’Inter con una ricetta precisa: giovani, veterani e uno zoccolo duro italiano. I riscatti di Stankovic e Akanji sono solo il primo tassello.
Stankovic e Akanji: i riscatti che Marotta ha già deciso
Il presidente nerazzurro ha parlato chiaro nel prepartita di Inter-Cagliari, tracciando una linea netta sulla costruzione della squadra. Con soli giovani non si vince, serve una miscela di prospettiva e esperienza consolidata. Secondo il Corriere dello Sport, questa filosofia si traduce in due riscatti obbligati: Stankovic rientrerà dal Bruges versando i 22 milioni della clausola concordata, mentre Akanji, arrivato l’estate scorsa a 30 anni in prestito dal Manchester City, verrà confermato per 15 milioni. Lo scudetto conquistato ha reso questi acquisti inevitabili.
Akanji rappresenta il prototipo del veterano utile. Arrivo a costo contenuto, ha offerto solidità difensiva senza gravare eccessivamente sul bilancio. Stankovic, invece, incarna l’investimento nel futuro: giovane talento da far maturare in nerazzurro dopo l’esperienza belga. Due approcci diversi, medesimo obiettivo.
Koné, Muharemovic e Vicario: i profili di prospettiva
Oltre ai riscatti, l’Inter lavora su altri nomi. Koné rappresenta il colpo più oneroso: serviranno almeno 30/35 milioni per il centrocampista, ma a 25 anni è destinato a rivalutarsi. Muharemovic segue la stessa logica di Stankovic, profilo giovane da far crescere in casa. Vicario, il portiere friulano, è necessario per raccogliere l’eredità di Sommer, ma i suoi 30 anni lo posizionano diversamente: è un’aggiunta di esperienza, non di prospettiva. Il ruolo del portiere, però, richiede essere esperto, e dunque è una scelta logica.
Muharemovic e Stankovic costano relativamente poco, mentre Koné assorbirà risorse significative. Marotta sa bene che il mercato richiede sacrifici: acquistare prospettive a basso costo consente di investire su elementi già formati quando necessario.
Palestra e lo zoccolo duro italiano che manca
Quale profilo italiano completa il puzzle? Palestra dell’Atalanta ha impressionato Chivu. L’Inter lo segue, ma i bergamaschi continuano a blindarlo con richieste elevate. La perdita di Acerbi e Darmian ha indebolito lo zoccolo duro nerazzurro, e Marotta intende colmare questo vuoto. Vicario potrebbe essere il primo passo, ma non l’unico.
L’operazione Dumfries rappresenta il capitolo aperto: l’Inter deve incassare da una sua cessione per finanziare le operazioni in entrata. Solo con questa logica di bilancio gli acquisti previsti diventano concreti e sostenibili.
Entro fine giugno, il mercato dell’Inter seguirà questa mappa tracciata da Marotta: riscatti confermati, prospettive giovani a basso costo, un paio di veterani per esperienza e italiani per identità. La ricetta è chiara, manca solo l’esecuzione.
