Federico Dimarco e il caso dell’esultanza dopo Bosnia-Galles: l’esterno dell’Inter chiarisce la sua posizione in conferenza stampa a Coverciano, a tre giorni dalla sfida playoff con la Bosnia ed Erzegovina.
Le immagini trasmesse dalla Rai dell’esultanza di Dimarco insieme a Pio Esposito dopo il successo bosniaco ai rigori hanno acceso il dibattito. L’esterno nerazzurro ha deciso di affrontare direttamente la questione davanti ai cronisti, spiegando il contesto esatto di quel momento.
Dimarco: “Reazione istintiva, non mancanza di rispetto”
L’ex Verona ha respinto ogni accusa di arroganza. “Ci tengo a dire che rispetto qualsiasi club e qualsiasi Nazionale. Stavo solo vedendo dei rigori coi miei compagni, nella Bosnia c’è anche Dzeko con cui ho giocato due anni e gli ho anche scritto, sono felice di vederlo in finale e lui mi ha risposto”, ha dichiarato ai microfoni. Dimarco ha sottolineato come la sua reazione fosse spontanea e legata ai rapporti personali con i giocatori bosniaci, non una provocazione verso la nazionale balcanica.

L’esterno dell’Inter ha poi affrontato il tema della percezione pubblica. “Mi è stato dato dell’arrogante, ma con che diritto visto che manchiamo dal Mondiale dal 2014? Come potrei essere arrogante?”. La domanda retorica tradisce una frustrazione comprensibile: l’Italia non partecipa alla Coppa del Mondo da dodici anni, un’assenza che rende difficile qualsiasi atteggiamento di superiorità calcistica.
La critica: “Poco rispettoso esser ripreso così”
Dove Dimarco è stato più netto è nella critica alla scelta di mostrare queste immagini da parte della Rai: “Credo sia stato poco rispettoso esser ripreso in un contesto dove c’erano anche amici, famigliari e bambini”, ha detto con tono deciso. L’esterno nerazzurro ha spostato il baricentro della polemica: non l’esultanza in sé, ma il modo in cui la Rai ha scelto di inquadrarla e trasmetterla rappresenta, secondo lui, il vero errore.
La difesa di Dimarco tocca un punto sensibile del dibattito televisivo italiano. Filmando un momento di convivialità tra giocatori di nazionali diverse, il servizio ha trasformato un’innocua manifestazione di amicizia in un caso mediatico, caricandolo di significati che non possedeva. Con la Bosnia in programma martedì a Zenica, Dimarco si prepara a una sfida che va oltre il calcio giocato. Le tensioni generate da questa controversia potrebbero influenzare l’atmosfera della gara. La sua volontà di chiarire pubblicamente la sua posizione suggerisce una determinazione a non farsi distrarre da polemiche che ritiene infondate.
