L’Inter torna a soffrire nei big match e soprattutto in un derby contro il Milan, che riesce ancora una volta ad ingabbiare i rivali per eccellenza e a portare a casa un risultato pesante. Pesante sul campo ma pesante anche e soprattutto per l’umore, per il livello mentale di una squadra che sta lottando ai vertici e per cui ora la distanza dalla vetta si riduce pericolosamente a -7 punti. Di partite da giocare ce ne sono ancora dieci, alla prossima c’è l’Atalanta ma inevitabilmente lo spettro del campionato riaperto torna a tormentare i tifosi nerazzurri. Di nuovo.
Il Milan supera (ancora) l’Inter e si porta a -7 in classifica: il campionato così si riapre?
Il Milan adesso può tornare a crederci e l’Inter dovrà avere la forza di dimostrare di non essere, per l’ennesima volta nelle ultime stagioni, fragile dal punto di vista psicologico.
Perché sette punti non sono pochi ma, nel calcio si sa, non sono neanche troppi e non fanno di certo dormire sonni tranquilli. Un gol di Estupinan ha deciso un derby che poteva mettere un mattone pesantissimo nella corsa allo scudetto da parte della squadra di Chivu.
Eppure, i nerazzurri hanno sprecato. Sì, sprecato perché il Dimarco di questa stagione non può sbagliare un gol a porta (quasi) vuota. Perché dall’imprecisione di Mkhitaryan si è ribaltata un’intera gara.
Ci si aspettava di più ed è proprio quel qualcosa in più nei momenti decisivi che continua a mancare.
L’Inter è definita dalla stragrande maggioranza delle persone legate al mondo del calcio la favorita della stagione – un pensiero che, si può dire, è diventato un disco rotto – eppure deve ancora dimostrare davvero di esserlo.
Perché sì, Allegri per l’ennesima volta è riuscito a mettere in vera difficoltà i nerazzurri, ma non può esserci sempre un solo copione.
Bisogna invertire un trend, che non consiste solamente nel riuscire a tornare a vincere un derby ma anche nel non crollare quando crollare non è ammesso.
In una partita in cui, anche con altri 90 minuti a disposizione, nessun giocatore dell’Inter sarebbe stato in grado di segnare e perlomeno pareggiare, è venuta meno ogni certezza.
L’attacco decimato, Dumfries al 50%, un possibile e contestatissimo tocco di mano in area di Ricci mai rivisto al VAR hanno sì inciso, ma non possono e non devono diventare un’alibi.
L’Inter, se vuole davvero fare la differenza, deve fare di più, deve dare di più.