Lukaku-Inter, da utopia a suggestione: il punto

Romelu Lukaku di nuovo all’Inter.

Un’eventualità che appena 9 mesi poteva sembrare utopia. L’ex numero 9 nerazzurro l’estate scorsa fu ceduto dall’Inter ai Blues per la roboante cifra di 113 milioni, quasi a sorpresa, dopo aver dichiarato amore nei confronti della Beneamata.

Una storia d’amore, quella con i Blues, mai sbocciata, con una crisi culminata con l’intervista lasciata a SkySport nel dicembre scorso, quando ha parlato dell’Inter come di un posto dove si è sentito a casa. 

Galeotta fu l’intervista. È da quei giorni che le voci su un clamoroso ritorno si sono moltiplicate, con i tifosi interisti sognanti. Lukaku è stato uno degli eroi dell’Inter di Conte, uno dei principali artefici del diciannovesimo scudetto.

Lukaku
Lukaku Chelsea Inter

I sogni però hanno un prezzo ed è proprio qui che un eventuale rientro a Milano del gigante belga sarebbe molto complicato. La volontà del giocatore pesa e potrebbe essere determinante ma la dirigenza dell’Inter dovrebbe, nel caso, fare i conti con la nuova proprietà del Chelsea, il cui futuro appare per il momento assai fumoso

Ora, passiamo alle condizioni che dovrebbero verficarsi per un eventuale ritorno di Big Rom. L’attaccante dovrebbe tagliarsi lo stipendio e scendere dagli attuali 12,5 milioni netti a stagione a non più di 8-9. Per sopportare un costo del genere l’Inter dovrebbe sfoltire la rosa, liberando gli esuberi, anche a costo di pagare penali milionarie, a partire da Sanchez e Vidal, dagli ingaggi pesantissimi, passando per Vecino e  Kolarov. 

E potrebbe, forse, non bastare. Potrebbe servire infatti anche una cessione nel reparto avanzato. L’indiziato numero uno a partire sarebbe Lautaro Martinez, sul quale sembra essere vivo l’interesse dell’Atletico Madrid.

Insomma, non proprio un gioco da ragazzi. Per il ritorno di Lukaku servirebbe che tanti, forse troppi tasselli trovassero il proprio posto. Senza contare che sul belga potrebbero avventarsi altre big europee, a partire dal Tottenham, allenato dall’ex Antonio Conte.

Non più quindi un’utopia, ma una suggestione che per il momento è destinata a rimanere tale.