Marotta: "Hakimi-PSG è in chiusura. Non vorremmo vendere nessun altro"

Marotta:

Dalla sede dell'opening day del calciomercato di Rimini, il dirigente dell'Inter Beppe Marotta ha parlato ai microfoni di Sky Sport di quella che sarà l'estate dei nerazzurri dal punto di vista delle cessioni e degli acquisti. Ecco le sue parole:

Su Hakimi: "Siamo in dirittura d'arrivo, ci sono alcune formalità da sbrigare. Nel giro di un giorno si potrà arrivare alla conclusione di un trasferimento doloroso per noi, ma da ad devo interpretare le linee guida della proprietà in un momento difficoltoso per noi e il calcio in generale".

Sulle altre cessioni: "Il mercato non è ancora aperto. Direi che cedere un giocatore solo con una contropartita economica penso sia una mosca bianca. Poi la società tende a confermare i suoi giocatori a meno che loro non manifestino la volontà di andare via, a quel punto se ne parlerà. Quando la partenza di Hakimi sarà ufficiale, avremo un po' di ossigeno. Ma vorremmo mantenere l'organico che ci ha dato tante soddisfazioni".

Su Lautaro: "L'Inter ha davanti obiettivi sportivi da raggiungere al di là dell'impresa della sostenibilità economica. Con alcuni giocatori come Lautaro abbiamo iniziato piccoli approcci legati al rinnovo. Non è un'impresa facile in un mondo difficile ma dobbiamo difendere il patrimonio storico di un club".

Sui rinnovi: "Dipende dai punti di vista. Una volta poteva essere un vantaggio, oggi rischia di essere uno svantaggio. Il modello di riferimento deve cambiare, i costi di lavoro hanno raggiunto livelli insostenibili. Ai modelli sportivi va anteposto un concetto di continuità e sostenibilità".

Sulla preferenza tra Bellerin e Zappacosta: "Noi lavoriamo in un team, la cosa che ci deve spingere ad agire con tranquillità è il fatto che grandi esborsi non ci saranno. Ci vorranno calma e fantasia nel cogliere le opportunità che il mercato proporrà. Non ci saranno per me grandi affari in entrata dei grandi club".

Su Alibaba: "Non mi addentro in questioni che riguardano la proprietà. Il calcio risente delle difficoltà di gestione aziendale nel mondo. Va creato un modello nuovo: non ci saranno più operazioni faraoniche, bisognerà lavorare sulla competenza, la creatività e il lavoro sul settore giovanile".

Su Eriksen: "Direttamente no, per rispettare la privacy. Ma i medici sono in contatto. Vogliamo ritrovare l'Eriksen uomo oltre che il calciatore. L'intervento sul campo è stato provvidenziale e questa è stata la cosa più bella. Noi vogliamo che recuperi la sua salute".

Sui nazionali dell'Inter: "Per un dirigente è un orgoglio vedere i propri giocatori disputare tornei così importanti. Venerdì ci sarà Italia-Belgio con tre nostri rappresentanti. Chi tifo? Diciamo che vinca l'Italia. Però l'orgoglio resta".

Su Inzaghi: "Noi dobbiamo coordinare le operazioni collettivamente. Auspico che Inzaghi sia l'erede di Conte sul piano dei risultati e professionale. Con lui c'è un confronto quotidiano, poi a sentirlo è più Piero Ausilio. Però in queste prime settimane ha dimostrato un grande senso di appartenenza".

Su Conte: "No, è in vacanza e vogliamo riconoscergli la vacanza come i risultati straordinari e la cultura del lavoro che ha portato".

Sull'obiettivo del prossimo anno: "Questa è la storia del club, noi dobbiamo tenere alto il vessilo del club. Poi è scontato che siamo in un momento di contrazione economica, ma dove non arrivano i soldi devono arrivare competenza, creatività, insieme ad altre qualità che servono se si vuole un team vincente".

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Pasquale Conte
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