Zenga: "Sono nato e morirò interista. Nainggolan? Non capisco perchè l'Inter vuole Vidal"

Zenga: “Sono nato e morirò interista. Nainggolan? Non capisco perchè l’Inter vuole Vidal”

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Tra le tante interviste di questi giorni, ecco anche quella di Walter Zenga per TeleLombardia. In occasione di QSVS, l’ex portiere (ora allenatore del Cagliari) ha detto la sua su Nainggolan, la sua Inter e una possibile chiamata della Juventus.

LE PAROLE DELL’UOMORAGNO

Su Radja Nainggolan: “Ho trovato un ragazzo disponibilissimo a qualsiasi situazione. Perché cercare Vidal se hai uno come lui? Sono contento di averlo con me perché è uno che fa la differenza. Me lo terrei ben stretto e se l’Inter volesse lasciarlo ancora un anno a Cagliari sarei la persona più felice del mondo. Non so quante possibilità ci siano di tenerlo. Faccio l’allenatore ed esprimo dei pareri, ma in certe situazioni non posso entrarci“.

Sull’Inter e i suoi portieri: “L’Inter ha sempre avuto dei grandi portieri e l’ultimo è Handanovic. C’è una differenza, però: un conto è arrivare in un club e fare bene; un altro conto è nascere in un club, far parte della tifoseria e diventare quello che sono diventato io. Non possiamo dire che Sarti è stato migliore di Zenga o di Toldo perché sono epoche differenti. Io sono nato, cresciuto e morirò interista. Da bambino ci si sceglie la squadra: sono andato all’Inter quando avevo dieci anni. Ne ho vissuti ventidue con quella maglia e non si cancelleranno mai. Prima erano altri tempi con i settori giovanili“.

Su Antonio Conte: “La sua Inter mi è piaciuta. Ha fatto un grandissimo lavoro. Parliamo di un allenatore top, nei primi dieci al mondo, e si vede anche come stava gestendo la stagione. Magari vincere da subito non è così facile come in altre parti, poi ha sdoganato questa storia dell’allenatore tifoso“.

Sulla Juventus: “Io alla Juventus? Non mi chiamerebbe mai, non si pone il problema. La mia carriera da allenatore me la sono creata da solo, sono andato in giro per il mondo senza avere spinte o altro. Se porterò il Cagliari in Europa, Giulini farà di tutto per tenermi. Qualora mi chiamasse direi di no? Un allenatore professionista è un professionista: Conte è tra i primi dieci al mondo, Sarri e Allegri sono dei grandissimi. Quando sei tra i primi dieci hai una visione completamente differente della tua professione, per questo non esiste al mondo che Juventus o Inter possano chiamarmi. Devo fare un percorso per arrivare ad essere lì“.

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