Condò: “Mourinho vuole rimandare un declino che è già in atto. Il paragone con Herrera…”

Nel giorno dedicato alla carriera di Mourinho, Paolo Condò, a Sky Sport 24, esalta l’ex allenatore dell’Inter.

La carriera e il paragone con Herrera

Condò ribadisce la forza comunicativa di Mourinho, soprattutto fuori dallo spogliatoio, paragonando le sue qualità a quelle di Herrera: “Al termine della sua carriera, Josè Mourinho lascerà dietro di sé una lunga scia di trofei, ma anche una grandissima capacità, anche se a tempo, di legarsi ai suoi giocatori. In genere, dura due anni, poi qualcosa si spezza. Chiede molto, e questo stanca i giocatori. Il suo posto nella storia l’ha guadagnato con la comunicazione, rivoluzionandone il concetto, anche in maniera brutale. Prima di lui lo aveva fatto Herrera, anche se più internamente allo spogliatoio. Lui lo ha fatto più esternamente, con uscite come Zero Tituli e Io non sono un Pirla al gesto delle manette. La comunicazione con lui è evento, dà forza ai suoi giocatori e mette in crisi gli avversari. Lui e Herrera sono allenatori che, pur praticando un calcio molto muscolare, sono in grado di convincere anche giocatori di raffinata qualità tecnica. Convincere Eto’o, uno dei più grandi attaccanti che io abbia mai visto su un campo di calcio, a fare quel tipo di lavoro, riesce solo se hai una straordinaria autorevolezza“.

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La rivalità con Guardiola e l’esperienza al Tottenham

Condò prosegue ricordando la rivalità tra Mourinho e Guardiola, per poi parlare dell’attuale momento al Tottenham: “Il loro è un duello che non ho mai visto in tanti anni di carriera. È quasi sanguinoso, soprattutto a livello psicologico. Non si vuole solo vincere, ma annientare l’avversario. Adesso, al Tottenham, Mourinho sta affrontando la sfida di rimandare un declino che sembrerebbe in atto. Sono rimasto colpito dalla sua incomunicabilità con Pogba, uomo chiave dello United. La sua insofferenza verso i social mi fa pensare che sia invecchiato, anche se spero non sia così.

Un augurio speciale

Condò non nega, che rivedere ancora Mourinho sulla panchina dell’Inter, sarebbe un’esperienza per cui metterebbe la firma: “Sono egoista e dico che se ci fosse la possibilità di rifare domande a Mourinho in Italia, dopo le partite, firmo a prescindere da tutto“.

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