Serena: “Lukaku e Lautaro giocano per la squadra, mentre Icardi...”

Serena: “Lukaku e Lautaro giocano per la squadra, mentre Icardi...”

Aldo Serena è stato intervistato da Tuttosport riguardo a Lautaro Martinez e Romelu Lukaku, entrambi in ottima forma e a quota 11 gol a testa.

SERENA: "C'E' INTESA TRA LUKAKU E LAUTARO"

Riguardo all’intesa tra i due, queste le parole di Serena: “Mi aspettavo, viste le qualità dei due, che ci fossero i gol, ma un’intesa così profonda no perché non è semplice da trovare in così poco tempo. Ci deve essere per forza empatia per trovare una tale sintonia, dentro e fuori dal campo. L’esempio, secondo me, lo ha dato il più esperto fra i due: Lukaku ha una generosità unica, lavora a 360 gradi per la squadra, non è invidioso o egoista. E’ trascinante, non solo fisicamente

Ecco cosa ammira di Lukaku: “La progressione, impossibile da frenare, su di lui i difensori rimbalzano. Lukaku è un carro armato. Lo guardo con ammirazione“.

Su Lautaro, invece: “E' uno studente modello. I suoi movimenti in campo sono lo specchio di quello che richiede Conte. L’argentino è un giovane campione che ha voglia di imparare e che costruisce di giorno in giorno il proprio futuro”

Riguardo alla crescita di Lautaro rispetto alla scorsa stagione: “C’è la mano di Conte. Il tecnico ha bisogno di giocatori che lo seguano, che diano tutto, dediti al suo verbo e lui li ricompensa con una tipologia di gioco perfetta per loro. Martinez, così come Lukaku, sono giocatori che si danno al 100% alla squadra. E le dico, non è semplice perché oggi i calciatori sono delle multinazionali, intorno a loro girano tanti soldi e spesso è facile pensare più a se stessi. I due attaccanti dell’Inter sembrano mettere davanti a tutto il sacrificio e gli interessi della squadra“.

Su Icardi: “Secondo me ci sono due discorsi separati da fare. Icardi rimane uno straordinario finalizzatore, è uno che in area di rigore sbaglia poco, molto meno di Lukaku, per esempio. E dunque in un determinato contesto ci può stare. Non in questa Inter, per lo meno per quanto finora dimostrato sul campo e richiesto da Conte, ovvero giocatori che siano connessi al gioco di squadra e al gruppo. Secondo me Icardi in questa Inter non avrebbe avuto spazio per tutta la storia che ha avuto nel club nerazzurro: chi ha a cuore il gruppo, chi ragiona su quell’obiettivo, non fa accadere le cose che sono successe nell’ultimo anno; parla, o fa parlare, e agisce in modo diverso“.

Se fosse arrivato Dzeko, con Lautaro: “Che avrebbe giocato meno. Con una competizione maggiore si sarebbe innervosito rimanendo in panchina e in campo non avrebbe avuto la tranquillità nelle giocate che ha ora, come dimostrano i tiri al volo o di prima intenzione fatti a Praga“.

Lukaku-Martinez come Serena-Diaz? Secondo me è un accostamento che può starci per quell’idea di giocare l’uno per l’altro, di essere generosi e gioire del gol del compagno. Tecnicamente siamo però molto diversi, loro si dividono gli spazi, mentre io stavo in area e Ramon svariava dietro di me“.

Su chi gli ricorda Lukaku: “Sento parlare di Adriano, ma il brasiliano era un solista. Fisicamente si assomigliano, ma io dico Vieri: Bobo faceva gol, ma lavorava anche tanto per la squadra“.

E Lautaro: Il paragone più scontato è con Aguero. Entrambi non altissimi, ma robusti e bravi a proteggere il pallone. Aguero forse è più rapido nei primi metri, più tecnico e bravo nella rifinitura; Lautaro è letale nella conclusione e nella visione dello specchio della porta“.

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