La Gazzetta dello Sport fa il punto sul futuro utilizzo di Lukaku: bomber forte fisicamente, ma anche attaccante moderno in grado di dialogare con la squadra.
Lukaku: forza fisica e gol. Il belga è una garanzia
Centinaia di tifosi in attesa nella notte a Malpensa. Cori e scene di euforia che non si vedevano da tempo.
L’arrivo di Lukaku all’Inter ha mandato in estasi i sostenitori nerazzurri, e con questi, sicuramente, anche il tecnico Antonio Conte, primo grande estimatore del belga, che ha voluto fortemente il suo arrivo.
Il belga è il bomber che serviva ai nerazzurri, dopo la fine della luna di miele con Icardi.
I numeri, del resto, parlano per lui. 113 le reti messe a segno in Premier League con le maglie di Everton e Manchester United, e 48 i centri con la sua nazionale, che fanno del nuovo acquisto nerazzurro un centravanti di sicuro affidamento.
La rosea analizza la posizione in campo che occuperà il belga, in simbiosi con l’altra punta che dovrebbe vestire il nerazzurro, Edin Dzeko: se al bosniaco sarà richiesto un maggior lavoro in fase di manovra, infatti, al belga sarà data libertà di azione nelle ripartenze e nell’area di rigore, vero e proprio regno di Romelu.
Il classe 1993 è anche in grado di garantire l’altezza necessaria per sfruttare i rinvii di Handanovic (come sfruttava quelli dell’ex compagno De Gea), e segnare un buon numero di gol di testa, una delle sue armi migliori.
Scelto perchè attaccante moderno, capace di far salire la squadra e di collaborare nel gioco, il nuovo acquisto avrà poco meno di venti giorni per mettersi in forma in vista del primo incontro ufficale, l’esordio in campionato contro il Lecce.
