L'ANALISI - Inter-Lazio, poche idee ed esterni imprecisi

L’ANALISI – Inter-Lazio, poche idee ed esterni imprecisi


Esattamente due anni dopo la Lazio torna a sbancare San Siro e si qualifica per le semifinali di Coppa Italia. L’Inter di Spalletti cade ai rigori, decisivo l’errore di Naingollan. Una partita mal giocata dai nerazzurri: poche idee di gioco, lenta e  con poco carattere, soprattutto nei primi 90 minuti regolamentari.

LE SCELTE

Con De Vrij fuori per infortunio, Spalletti opta per un 4-3-3 con Handanovic in porta, Skriniar e Miranda centrali e D’Ambrosio e Asamoah terzini. A centrocampo regia affidata a Brozovic con Gagliardini e Joao Mario. Davanti il tridente annunciato: Politano, Icardi e Candreva.
Simone Inzaghi non fa turnover e schiera la migliore formazione possibile: Strakosha tra i pali, Wallace, Acerbi e Radu a completare il pacchetto difensivo. Nel folto centrocampo a 5 spazio a Marusic, Milinkovic Savic, Lucas Leiva, Luis Alberto e Lulic. Correa a sostegno della punta Immobile.

PRIMO TEMPO

Nel primo quarto d’ora le due squadre tendono a studiarsi. Inter abbastanza prevedibile nella manovra, si affida molto ai passaggi in orizzontale; Lazio molto più veloce nella manovra, gli uomini di Inzaghi cercano di spostare con rapidità il gioco da destra verso sinistra e individuano in D’Ambrosio l’anello debole della squadra nerazzurra. Infatti i biancocelesti attaccano sia sul lato sinistro, con Correa che è imprendibile per il terzino italiano e sia centralmente, sfruttando l’inconsistenza di Gagliardini e di Joao Mario. L’Inter sfrutta poco gli esterni d’attacco sia per demerito e sia per la bravura di Inzaghi che costringe Radu e Lulic a bloccare le offensive di Politano. I nerazzurri si rendono pericolosi solamente dai calci da fermo ma senza mai impensierire il portiere avversario, Strakosha. Alla fine del primo tempo sono infatti 0 i tiri in porta così come le occasioni da gol create.

SECONDO TEMPO

Spalletti corre subito ai ripari sostituendo un impalpabile Gagliardini per Vecino. Un cambio che almeno nei primissimi minuti sembra sortire effetti positivi ma durerà ben poco. Politano è poco presente nel gioco, è Candreva a provarci maggiormente ma sempre con scarsi risultati. Al 49’ Handanovic è provvidenziale su Immobile: Correa si porta via un paio di avversari, al limite serve l’attaccante napoletano ma l’estremo difensore sloveno gli dice di no. Un’occasione che racchiude un po’ la partita con Handanovic assoluto protagonista, sempre pronto a metterci una pezza dove può. In fase di transizione sono molti gli errori, dai semplici passaggi ai cambi di gioco. A centrocampo è il solo Brozovic a tentare di dare vivacità e fluidità alla manovra, spostando la palla da un lato all’altro del campo ma sono pochi i movimenti dei compagni. Al 76’ l’Inter ha un’occasione importante: ancora da una situazione di calcio piazzato, Vecino in area di testa non sfrutta al meglio la punizione decentrata battuta da Politano. Al 80’ Spalletti fa entrare Lautaro Martinez, l’inter si piazza con il consueto 4-2-3-1 ma è la Lazio ad andare nuovamente vicina al vantaggio: Immobile duetta con Caicedo, riesce a tagliar fuori Politano ma non Handanovic che, ancora una volta, è attento e manda la palla in angolo. Al 93’ Martinez ha sui piedi una ghiotta occasione ma a pochi passi dalla porta brucia il match point.

SUPPLEMENTARI e CALCI DI RIGORE

La Lazio fisicamente sembra dare segnali di cedimento, l’Inter si piazza a 3 in difesa con D’Ambrosio che viene arretrato. Al 107’ Immobile porta in vantaggio la Lazio: gol che nasce dal rinvio di Strakosha che trova al limite dell’area di rigore nerazzurra la testa di Parolo, l’ex Parma serve l’attaccante che duetta più volte con Caicedo, Handanovic questa volta non riesce ad evitare la rete. L’Inter prova a reagire e lo fa soprattutto con i tiri da fuori. A tempo quasi scaduto, D’ Ambrosio viene atterrato in area, dopo un controllo al VAR Abisso assegna il calcio di rigore che Icardi non fallisce. Brozovic e Immobile inaugurano positivamente la lotteria dei rigori, poi sbagliano Martinez e Durmisi. Alla fine decisivo l’errore di Naingollan e la rete di Lucas Leiva.

COMMENTO FINALE

Ai numeri la Lazio ha meritato il passaggio del turno. L’Inter conclude la gara con il maggior possesso palla ma è stata la qualità della manovra a fare la differenza. Un’ Inter che non è sembrata apposto sia dal punto di vista tattico, dove ha faticato a creare per i pochi movimenti e soprattutto per gli evidenti limiti tecnici di alcuni giocatori; sia per un atteggiamento preoccupante adottato dalla maggior parte della squadra: poco affamata e cattiva. Simone Inzaghi ha scelto di affondare sulla zona di competenza di D’Ambrosio che più volte è stato saltato dai vari Correa e Luis Alberto; cosi come ha invitato i suoi giocatori ad attaccare la profondità per far allungare gli avversari. Spalletti , invece, non è riuscito a spingere sui punti deboli dei laziali: Wallace e Bastos sono apparsi in difficoltà ma in poche occasioni questi sono stati puntati. All’Inter è mancata la personalità che contraddistingue una grande squadra.




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