EDITORIALE - Alla (ri)scoperta di Joao Mario: l'ennesimo miracolo di Spalletti

EDITORIALE – Alla (ri)scoperta di Joao Mario: l’ennesimo miracolo di Spalletti


“Trasformerò i fischi in applausi”, così Joao Mario dichiarò ad inizio stagione, quando è stato praticamente costretto a rimanere a Milano, nonostante l’Inter abbia cercato in tutti i modi di venderlo senza però riuscirci. Missione, per il momento, compiuta da parte del portoghese.

Joao Mario riconquista il popolo nerazzurro

Lunedì scorso la reazione di tutti (o quasi) i tifosi nerazzurri alla lettura della formazione ufficiale per la sfida contro la Lazio è stata la stessa: “Ma Spalletti è impazzito a lanciare così, dal primo minuto, in una sfida così importante, Joao Mario?”. Domanda quanto meno lecita, considerato che fino a quel momento il portoghese aveva vissuto da separato in casa, dopo che per tutta l’estate l’Inter ha cercato di cederlo.04

A far scalpore furono le frasi pronunciate dallo stesso ex Sporting Lisbona, che poco prima dell’inizio del Mondiale aveva candidamente ammesso di non aver intenzione di tornare all’Inter e che la sua avventura in nerazzurro fosse ampiamente terminata. Dichiarazioni che, ovviamente, fecero scalpore, soprattutto per i tifosi, che da allora di Joao Mario non ne volevano più sapere. Pagato una cifra spropositata nell’estate 2016, il portoghese non è mai riuscito ad ambientarsi a Milano, forse proprio a causa di quella spesa che l’Inter aveva fatto su di lui, che un po’ di pressione la metterebbe a chiunque. 0304

Prestazioni scialbe, un anno intero passato a chiedersi cosa avesse spinto l’Inter a sborsare tutti quei soldi per un giocatore che non si era rivelato all’altezza sotto molti aspetti. In primis quello caratteriale. Poi l’esperienza, non di certo esaltante, in Inghilterra, al West Ham e il ritorno alla casa madre dopo soli sei mesi. Un epilogo che sembrava scritto, con Joao Mario pronto ad una nuova esperienza, il più lontano possibile dalla Madonnina. Per un motivo o per l’altro, però, alla fine il portoghese è rimasto e Spalletti, a mercato chiuso, è stato chiaro: “Joao Mario fa parte del progetto”.

Sembravano le classiche frasi di circostanza e in effetti per i primi mesi il centrocampista il campo non l’ha praticamente mai visto. Se non dalla panchina sulla quale si è più volte seduto. Fino, appunto, alla partita con la Lazio, che ha segnato la riscossa del numero 15 nerazzurro. Una riscossa che si è poi completata con la grandissima prestazione disputata contro il Genoa. Dimostrazione della profondità della rosa dell’Inter di quest’anno, ma soprattutto nella bravura di Spalletti nel recuperare giocatori che sembravano mentalmente persi.

Lo ha fatto lo scorso anno con Brozovic, che dopo i fischi contro il Bologna era stato praticamente venduto a gennaio al Siviglia. Fu il tecnico a bloccarne la cessione e mai scelta fu più azzeccata: tutti, a quasi un anno di distanza, ci stiamo accorgendo dell’importanza che ha il croato per questa squadra. Lo stesso miracolo che sta riuscendo a compiere Joao Mario: perchè San Siro a volte toglie, ma alla fine ci vuole poco per riconquistarlo. Perchè il popolo nerazzurro è questo: un gol, un assist, due prestazioni giocate in maniera ottima e il pubblico è di nuovo pronto ad applaudirti. Dimenticandosi delle tante cose brutte successe in passato. Anche perchè l’amore non è bello se non è litigarello…




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