Inter, parla Sandro Mazzola: "La Juve non rispetta le sentenze"

Inter, parla Sandro Mazzola: “La Juve non rispetta le sentenze”


Tra Inter e Juve non scorre buon sangue. Lo sanno tutti. Ma è una cosa che fa parte del gioco, della cultura sportiva italiana e della vita di tutti giorni. Di cori xenofobi e insulti social rivolti a famiglie di giocatori, purtroppo ne abbiamo sentiti e letti tanti, troppi. “In cuor mio spero che Agnelli non sapesse nulla del contenuto degli striscioni tremendi su Superga” esclama ad alta voce Sandro Mazzola, ex gloria nerazzurra e figlio del fenomenale Valentino, deceduto proprio su quella maledetta collina. “Ad Agnelli dico di riflettere bene prima di dire certe cose, tipo l’invito rivolto ai media ad attenersi alle sentenze“- continua l’ex numero 8 della Grande Inter.

VECCHI E NUOVI DISSAPORI SULLA MILANO-TORINO

Le accuse che Mazzola rivolge al presidente bianconero sono chiare: intervistato a Tuttosport, parla di ricerca della verità e coerenza riguardo le sentenze dei tribunali. “Non mi risulta che nel conto degli scudetti, per esempio, la Juventus si sia mai attenuta alle sentenze” chiosa ancora una volta un deluso Mazzola. Le vecchie ruggini sulla via Milano-Torino continuano a dettare legge, le due rivali, mai realmente riappacificate fanno spesso parlare chi, delle due squadre, ha fatto la storia. “Se fossi in Agnelli avrei chiesto subito scusa. In maniera netta ed inequivocabile. Anche se la loro non è una responsabilità diretta, sono comunque i loro tifosi, la loro gente. D’istinto mi verrebbe da chiuderlo quello stadio.” Beceri striscioni riguardanti la strage di Superga, come ignoranti cori contro il Vesuvio o contro il colore della pelle ‘sbagliato’ sono un cancro che si estende a macchia d’olio. Tocca alle società, a chi pubblicizza uno show come quello della Serie A punire duramente questi inetti trasgressori.

LA JUVE DEL PASSATO E QUELLA DEL FUTURO

Tagliare i ponti con i tifosi scomodi, che ricattano, deve essere una mossa da fare, Si tratta di una mossa coraggiosa ma che va fatta: “Quando ero dirigente dell’Inter decisi di andare a parlare con dei tifosi ‘casinisti’ che avevano base a Sesto San Giovanni. Il presidente Fraizzoli mi chiese se fossi matto, ma io decisi lo stesso di tagliare il loro rifornimento di biglietti, provando a spiegar loro che il comportamento ero controproducente sia per loro stessi che per la squadra“. Anche la Juve, società virtuosa su molti aspetti, da quello tecnico a quello economico, dovrebbe essere aiutata dalle istituzioni per estirpare questa fastidiosa piaga.

L’ultima battuta dell’ex fantasista nerazzurro riguarda Boniperti: “Provò ad acquistarmi, venne addirittura nel bunker della Pinetina e mi offrì una concessionaria Fiat a Torino, un’Agenzia Sai a Milano e quadruplicava il mio stipendio all’Inter. Raccontai a mia madre questa offerta della Juve e le mi disse: ‘Tuo padre si rivolterebbe nella tomba; domani chiami e gli dici di no, grazie“. Inter e Juventus, due squadre che non si sono mai amate, ma proprio mai.

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