SpazioInter's Stories - Talento da nueve: Facundo Colidio

SpazioInter’s Stories – Talento da nueve: Facundo Colidio


Una scommessa. Un desiderio malcelato. Ma anche una speranza, un sogno per il domani: una maglia da prescelto. Facundo Colidio per l’Inter è questo, e mille altre cose. Ma soprattutto, è il sacrificio ripagato e la consapevolezza di poter dire “ci avevo visto giusto”. I nerazzurri hanno investito, eccome, sul diciottenne argentino. Una trattativa oltreoceano e un azzardo da 7 milioni, tanti come i motivi per dire no. Su di lui, gli occhi di mezza Europa ed il nerazzurro che sa già di vittoria, di consacrazione. Come l’occasione di una vita, per abbracciare il proprio futuro e per tendere la mano a quello altrui per poi correre insieme, verso l’Eldorado.

MILLENNIALS

Colidio nasce il 4 gennaio del 2000 a Rafaela, nella provincia argentina di Santa Fe. Il nuovo millennio è iniziato da poche ore e porta con sè le speranze di un futuro radioso per i più piccoli. L’Atletico, squadra della sua città, viaggia tra le posizioni alte di classifica in Primera B Nacional. Chiuderà il proprio girone al primo posto, arrendendosi però al Quilmes nelle semifinali per salire nel massimo campionato argentino. L’Inter di Lippi invece due giorni dopo affronta il Perugia di Mazzone: trionfo per 5-0, rete di Vieri e debutto di Cordoba in Serie A. Decisamente una settimana positiva per venire al mondo, soprattutto se nel tuo destino c’è il calcio.

GRACIAS GONZALO

Facundo si avvicina al calcio come la maggior parte dei fratelli minori: seguendo le orme dei più grandi. A dar calci al pallone con lui c’è Gonzalo, il più grande dei tre figli venuti al mondo dal matrimonio di Sergio e Monica, in una città popolosa a 90 km da Santa Fe, nel nord-est del Paese. Colidio inizia a giocare a calcio proprio nella sua città. Prima seguendo le orme del suo hermano mayor, poi come portiere. Ed infine, la consacrazione da attaccante. Resterà “a casa” fino ai quattordici anni, prima di salutare tutti e diventare finalmente grande.

ADOLESCENZA XENEIZE

Nel 2011 a Paranà, l’Atletico Rafaela disputa un torneo giovanile insieme a diverse formazioni del Paese. E’ in questa occasione che gli osservatori del Boca Juniors mettono gli occhi su Colidio. Movimento, garra, senso del gol. I dirigenti degli Xeneizes si mettono in contatto con papà Sergio per dare una chance a suo figlio. Facundo supererà ovviamente il provino e sposerà la causa Azul y Oro. Allenamenti a Rafaela, sabato in campo con l’Atletico e domenica con il Boca. Tutto questo fino al 2014, quando decide di trasferirsi a Buenos Aires nella pensione della squadra. Il club ideale dove poter crescere, coltivando il sogno di diventare il numero uno.

FUTURO DA 9

“El mejor 9 del paìs en Inferiores”. A pronunciare questa frase è Coqui Raffo, coordinatore delle divisioni minori del Boca Juniors, e non ha assolutamente tutti i torti. Colidio ha gli anni giusti per giocare in Septima, tra i suoi parietà. Ma gioca in Sexta, con i più grandi, e si allena con le Riserve del Boca Juniors, ad un passo dall’undici di Schelotto. Ed è lo stesso Guille a seguirlo da vicino, pronto a scommettere su di lui. Nella seconda squadra è allenato dal Flaco Schiavi, dove ha debuttato contro l’Estudiantes di La Plata. Ovviamente andando in gol, da vero numero 9.

OCCASIONE INTER

L’under 15 nazionale gli regalerà il terzo posto con l’Albiceleste nel sudamericano e quattro gol all’attivo. Il Sub-17 invece, il corteggiamento dell’Inter. I nerazzurri non gli tolgono gli occhi di dosso, ma con loro ci sono anche City e Juventus. La società interista decide però di fare sul serio nel giugno 2017, sbaragliando la concorrenza dei top club europei. 7 milioni per un 17enne, una mossa azzardata per un calciatore semi-sconosciuto ai più. Un rischio che oggi eleva Facundo Colidio al talento più cristallino della Primavera nerazzurra.

GIA’ PROTAGONISTA

L’esordio assoluto in maglia interista arriva in Youth League, dove non nasconde un discreto talento da attaccante vero. E le conferme arrivano al debutto in campionato, dove decide il match contro il Verona con una demi-voleè da applausi a scena aperta. Facundo gioca, strappa complimenti a Vecchi e società e decide di prendere tutto per sè il primo palcoscenico importante della stagione. C’è la Supercoppa Primavera da vincere, contro la Roma. Colidio sale in cattedra e decide l’incontro con una doppietta, impreziosita da un gol da attaccante vero, a pochi secondi dai calci di rigore. Gioco, partita e incontro. Ma soprattutto trofeo, sorrisi e consacrazione definitiva: l’Inter ha tra le mani il miglior millennial argentino. E considerando la tradizione nerazzurra albiceleste, le speranze sfiorano il cielo.

Questo è Coli, la nuova promessa dell’Inter, strappato ai big a caro prezzo ma con qualità da vendere.

 

 

Fonte foto: screenshot profilo Instagram




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